Moto3, quanto valgono i test di Valencia? Quanto “vale” l’esordiente … Nicolò Bulega?

Il punto della situazione dopo i Test Moto3 e Moto2 di Valencia

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I test invernali procedono a gran ritmo consentendo ai piloti dei vari campionati di riprendere confidenza con moto e piste in vista dell’apertura delle “vere” ostilità. Il valore di queste prime prove – va ribadito - è relativo, non prefigura lo schieramento futuro e non condiziona né i piloti che in questa fase sono più indietro (per un feeling ancora precario con le nuove moto da sviluppare o con i nuovi team), né illude i piloti che fermano il cronometro sui migliori tempi ben consci che si è solo alla vigilia e che la competitività reale e i reali valori in campo verranno fuori con il verde del semaforo, nelle gare vere.

Ciò detto è altrettanto evidente che i test sono importanti come è importante per il pilota stare più avanti possibile nella griglia “virtuale” dei tempi, a dimostrazione di essere sulla strada giusta, che non è poco. I test invernali sono significativi quando hanno la dicitura di “test ufficiali” – come quelli di pochi giorni addietro della MotoGP a Sepang – soprattutto perché in quel caso sono presenti tutti gli iscritti del campionato (lì il mondiale della premier class) e dopo tre giorni si può dare una prima valutazione di chi è più avanti o più indietro nello sviluppo.

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Non vanno sottovalutati anche altri test, laddove scendono in pista i potenziali protagonisti partecipanti poi a gare e a campionati. E’ quel che è accaduto questa settimana nei primi test Moto3 di Valencia con in pista una ventina di corridori che si annunciano sicuramente al top nel prossimo campionato mondiale della 250 GP monocilindrica, la classe di gran valore tecnico-agonistico, molto attesa anche per la presenza di giovani leoni italiani che puntano decisamente al podio in ogni gara e al titolo finale.

Non entriamo qui in una disamina puntigliosa dei tempi ma cogliamo la sostanza che dice inequivocabilmente alcune cose. Primo: le moto 2016 hanno beneficiato di significativi miglioramenti tecnici. Secondo: c’è la conferma di un livellamento in alto dei migliori piloti sulle moto migliori con Ktm e Honda sullo stesso livello (ma qui erano assenti Mahindra e Peugeot). Terzo: è confermata la volontà di non fare “melina”e di suonare subito la carica di un pilota di grande qualità ed esperienza come Romano Fenati (Ktm dello Sky Racing Team VR46) miglior tempo (1’39.4), candidato al titolo. Quarto: svetta fra i debuttanti nel mondiale il giovanissimo Nicolò Bulega (stessa moto e stesso team di Fenati e di Andrea Migno), terzo tempo (1’39.6) a due decimi dal secondo Jorge Navarro (Honda) e, appunto dal capofila Fenati.

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Ripetiamo fino alla noia che non analizziamo i tempi di ognuno (già descritti su Motoblog), a cominciare dagli italiani, non tutti pronti – ovvio - per … tirare cercando il tempo. Allora? Allora appare una polemica senza senso quella alimentata da alcuni commentatori (da bar sport) altalenanti fra l’incensamento esagerato e il non riconoscimento dei valori in campo. Tagliamo corto. Affermare che l’esordiente Bulega è nella top 3 perché gran conoscitore del circuito di Valencia è, oltre che una falsità, la dimostrazione di scarsa conoscenza della … materia.

Se non andiamo errati Nicolò ha corso tre volte su quel tracciato dove si è laureato brillantemente nel 2015 campione mondiale junior Cev, primo degli italiani a portare a casa l’ambito titolo. Qui parliamo di piloti che, seppur giovanissimi, sono già campioni veri, cui poco interessa la pista sulla quale girano perché a quel livello dopo poche tornate prendono il ritmo non lontano dal record della pista.

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Con i tempi fatti segnare a Valencia in questa prima uscita – tempi che sempre vanno presi con le pinze – non c’è dubbio che Bulega ha già dimostrato (ante litteram) quel che si sa: sarà lui l’outsider del mondiale Moto3 2016, il rookie con cui tutti dovranno fare i conti. Sic et simpliciter. Il che non significa che Bulega ha la strada spianata o il mondiale … in tasca. Sciocchezze! Significa che un 16enne al suo primo mondiale si farà sentire e vedere. Davvero un brutto cliente per tutti. Meglio così.

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