MotoGP Motegi, Lorenzo "lepre": pole da record! Ma Pedrosa è la sua ombra. Rossi "tartaruga", oltre un secondo di gap

MotoGP 2012 Brno

Se le gare della MotoGP fossero come le qualifiche, almeno come queste andate oggi in scena a Motegi, ci sarebbe da leccarsi i baffi per le leccornie offerte dalla pista, davvero prelibate e corroboranti. Un continuo avvicendarsi per conquistare la pole e la prima fila in vista di una gara che può pesare nel duello iridato fra Lorenzo e Pedrosa.

Quando addirittura il cronometro lasciava presagire sulla pista Honda una abbuffata Yamaha, con davanti quattro piloti della Casa dei tre diapason, Pedrosa ha ritrovato il guizzo che gli ha permesso di tornare in testa: ma è stato un fuoco di paglia perché al limite della scadenza del turno il maiorchino della Yamaha ha scoccato l’ultima freccia, quella del miglior tempo assoluto, sesta pole stagionale: 1’44.969, frantumando il muro del 45 e il precedente record di Stoner 2011 (1’45.267).

Lorenzo e Pedrosa (+0.246) quindi, come da copione. Con la conferma di Crutchlow (+0,288), pimpantissimo, deciso a fare da terzo incomodo – con un occhio di riguardo per Jorge - fra i due che si giocano il mondiale. Chi potrebbe sparigliare le carte, il rientrante Casey Stoner, deve accontentarsi di aprire la terza fila (+0.776), frenato da una condizione fisica ancora incerta.

Fa piacere ritrovare Spies – pur con l’ennesima scivolata, stavolta leggera - nei gradini alti, primo della seconda fila (+0.367),davanti a Bautista (+0.512) e Dovizioso (+0.643), che in un giorno perde tre posti, dal terzo al sesto. Poi, come abbiamo visto, da Stoner in su i distacchi si accentuano: Bradl, ottavo tempo (+0.879), Rossi, nono (+1.007) e Hayden, ancora fisicamente non a posto, che chiude la top ten (+1.492).

Ancora una volta, le aspettative di un recupero del binomio italiano Rossi-Ducati sono presto svanite, sfarinate via via, col passare dei turni di prova, con il nove volte iridato che ritorna nella sua casella, ultimo della terza fila e, quel che più conta, con il gap oltre il secondo. Come dire, la musica non cambia. Peccato.

Le caratteristiche del tracciato e la posta in palio inducono all’ottimismo, a pensare a una corsa di tutto rispetto, di alto contenuto tecnico e agonistico. Vedremo.

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