Il “tocco magico” di Walter Maurer: la Kymco-Oral Moto3 GP diventa un’opera d’arte [Foto e Video]

La Moto3 250 GP “Evo” del Kymco Oral Racing Team disegnata dal 74enne designer bavarese Walter Helmet Maurer

La moto da competizione Grand Prix spesso travalica il confine di un prodotto tecnico e tecnologico d’avanguardia per diventare una espressione artistica, guadagnandosi anche l’ingresso nell’empireo culturale, quale vera e propria opera d’arte. Le corse sono una storia di uomini, di macchine e di fatti con al centro il pilota – proteso in una sfida con gli avversari e con se stesso e, nel motociclismo, – la motocicletta – non solo un mezzo meccanico “partner” del centauro ma nell’immaginario degli appassionati una “dea” alata rombante per raggiungere mete, se non proprio sogni, altrimenti impossibili.

C’è l’arte di correre in motocicletta e c’è l’arte di costruire la motocicletta, rendendo la moto da corsa un mezzo oltre che tecnicamente raffinato e agonisticamente competitivo, anche un “pezzo unico”, artisticamente pregiato. Perla fra le perle può essere considerata l’ultima opera dell’ex driver automobilistico tedesco, il 74enne designer e docente universitario bavarese Walter Helmet Maurer, (fra gli esponenti più noti e significativi del cubismo ed espressionismo moderno, della pop art, partner di Andy Warhol, Roy Linchtenstein, Frank Stella), trasformando la monocilindrica 4 tempi Moto3 250 GP “Evo” del Kymco Oral Racing Team, in un pezzo d’arte contemporanea capace di conquistare la prima fila nei circuiti e un posto d’onore nei musei.

Maurer porta così, in una griglia di partenza virtuale, la 250 Kymco-Oral più… “avanti”, quale punto d’avvio (o di approdo?) di avanguardia artistica applicata al design di una motocicletta da corsa, qui non per battersi con avversari in pista ma - tratti, colori e forme sui generis - alla ricerca del traguardo che ognuno si pone, sempre più difficile per le vicende turbolenti e contraddittorie dei nostri tempi. Maurer, dall’alto del suo prestigioso incedere artistico, certamente non ha l’obiettivo di cambiare – come gli artisti d’arte moderna e contemporanea – tutto e tutti con un tocco di pennello, bensì di dare un segnale innovativo di riflessione, ben oltre l’arena delle competizioni, per una spinta creativa che non può fare che bene anche al motociclismo.

Così Maurer, dopo essersi cimentato da par suo dipingendo alcune prestigiose ART CAR BMW, aerei, elicotteri e molti quadri presenti nel mondo in diverse gallerie, “scopre” la moto da corsa interpretandola nella sua “semplice complessità” fucina di mille tentazioni e dispiegando vieppiù il suo percorso di artista d’avanguardia seguendo un connubio fra arti diverse, saldandosi alla scienza, alle tecnologie, alle moderne passioni dove un posto d’onore tocca ai mezzi da competizione, in questo caso a una moto racing di alta tecnologia frutto della partnership culturale e tecnico-tecnologico fra la modenese Oral Engineering e la asiatica Kymco di Taiwan, esempio del nuovo mondo globalizzato.

La visione di questa nuova opera di Maurer, apparentemente semplice per lo sguardo superficiale, richiama alla ricerca dell’identità del mezzo da competizione, metafora della corsa nella vita quotidiana di ognuno di noi. Chissà se da sotto il cupolino della carenatura, in piena velocità, il mondo appare come a chi, spesso smarrito e angosciato, lo vive puntino fra puntini, quasi un niente nell’infinito.

Spetta agli appassionati – non solo di motociclismo – osservare e interpretare questa nuova opera di Walter Maurer cui non può non andare il più vivo ringraziamento e il più sincero apprezzamento.La Moto3 artistica di Maurer, assieme alla gemella con la livrea bianco-rossa affidata nel 2015 al pilota capitolino Simone Mazzola, sarà esposta questo week end allo stand Kymco, al Moto Show di Verona. Intanto in quel di Modena ferve i lavoro per la moto 2016, completamente nuova.

Foto | Luca Rocca

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