Suzuki SV 650 cafè racer by Clay Moto: sexy-bike

La Suzuki SV 650 si presta ottimamente a fare da base per realizzazioni artigianali. Lo sa bene Nick Graveley di Clay Moto, che ha trasformato un esemplare della moto giapponese in una cafè racer dal design hi-tech. Il risultato? Giudicate voi.

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Ad EICMA 2015 Suzuki ha presentato la nuova SV 650, reintroducendo nel suo listino una icona del passato, modificata in diversi aspetti, in primis quello dell'elettronica, per renderla più moderna ed attuale non solo sul piano estetico.

Un occhio di riguardo è dato poi dalle possibilità in termini di personalizzazioni della moto, come testimoniano le creazioni sia della casa di Hamamatsu che di terze parti, esposte nello stand della casa nipponica.

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Tra queste non c'era però la café racer di Nick Graveley, un builder britannico che adesso vive a Monaco di Baviera e che ha utilizzato, come base, un esemplare appartenente alla generazione precedente della naked bicilindrica giapponese.

Come in tutte le creazioni artigianali, è stato lasciato ampio spazio alla capacità di armonizzare componenti diverse tra loro, in questo caso provenienti da moto differenti. Quello che, almeno sulla carta, potrebbe sembrare un mix dal dubbio risultato, si trasforma nella realtà poi in un qualcosa di decisamente piacevole.

Sono stati così messi insieme il fanale di una KTM Duke, l'anteriore completo di una Suzuki GSX-R 750 K7 (forcelle upside-down e freni a disco radiali), l'ammortizzatore posteriore di una Kawasaki ZX-10R ed un telaietto reggisella autocostruito che consente di ottenere una posizione di guida praticamente identica a quella che offre la Triumph Daytona 675, giudicata da Nick non troppo estrema, al punto da risultare "quasi" confortevole.

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In sprezzo della teoria quindi, Graveley ha mescolato energicamente questi componenti e, con l'aiuto dell'argilla, utilizzata per la modellazione delle forme definitive della moto, ha raggiunto il risultato che potete vedere, non prima però, di aver privato il motore della SV del coperchio dell'airbox, per un sound decisamente corposo in aspirazione e di aver troncato il codone subito dopo la sella del guidatore.

La realizzazione ha richiesto un numero imprecisato di serate, fine settimana e casse di birra, ma alla fine il progetto è stato portato a termine, riservando anche particolare cura al rendere la moto perfettamente a norma per la circolazione sulle strade tedesche. Unico neo, la ridotta autonomia, derivante dall'utilizzo di un serbatoio da soli 6 litri di capacità ma, si sa, l'occhio vuole la sua parte, la praticità decisamente meno. :)


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