Motomondiale 2016, aspettando i “giovani leoni” italiani. Ma la bandiera tricolore è in mano a Valentino Rossi

Il Motomondiale 2016 si annuncia interessante. In attesa dei giovani leoni della Moto3 toccherà a Valentino Rossi tenere alto il tricolore

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La nuova stagione iridata 2016 si annuncia con motivi di grande interesse tecnico-agonistici sia nella classe regina, la MotoGP, che in Moto3, la categoria dei “giovani leoni” ma anche in Moto2, classe senza identità ma utile come cerniera. Avremo modo e tempo per entrare dettagliatamente nel merito di ogni categoria. Qui iniziamo con un flash sui piloti iscritti nel 2016: ridotti a 22 nella MotoGP, 34 a testa nelle altre due categorie.

Per la prima volta nella classe regina il marchio più presente sarà quello Ducati, con 8 moto in pista, poi Honda con 5 moto, Yamaha con 4, Suzuki 2 e Aprilia 2. In MotoGP 9 piloti spagnoli, 4 italiani e un … sanmarinese, tre inglesi, un tedesco, un francese, un irlandese, un australiano, un colombiano. Novità sostanziose, non solo quantitativamente, in Moto 3 con ben 11 piloti italiani e “solo” 6 spagnoli, poi 4 del Giappone, 3 Francia, 2 a testa per Malesia, Belgio, Rep. Ceca, Sud Africa e uno a testa per Olanda, Inghilterra, Germania, Argentina. Nella classe cadetta saranno al via quattro Case: 13 KTM, 11 Honda, 8 Mahindra e le nuove 2 Peugeot di base … Mahindra.

In Moto 2 ben 7 italiani con tre debuttanti tutti pesaresi (Luca Marini, Alessandro Tonucci, Federico Fuligni), oltre ai noti Corsi, Morbidelli, Baldassarri e il rientrante sempreverde romagnolo Mattia Pasini. Sul piano tecnico-regolamentare ci saranno – come noto – importanti novità in MotoGP: pneumatici Michelin al posto di Bridgestone, centralina unica Magneti Marelli, 22 litri di carburante, 7 motori a pilota per l’intera stagione ecc.

C’è attesa per quel che riusciranno a fare i piloti italiani, a cominciare dalla MotoGP. Senza nulla togliere al potenziale dei due piloti ufficiali Ducati (Andrea Iannone e Andrea Dovizioso) – “stimolati” anche dal sensazionale rientro a Borgo Panigale del fuoriclasse australiano Casey Stoner, quale tester e wild card – non c’è dubbio che la punta di diamante “tricolore” resta Valentino Rossi, inossidabile, reduce da una stagione 2015 ad altissimo livello chiusa male per le fin troppo note polemiche con Lorenzo e Marquez, tirato a lucido e pronto a tentare di nuovo, a 37 anni, l’assalto al titolo numero 10.

Traguardo a portata di mano del pesarese 9 volte campione del Mondo o pia illusione di un fuoriclasse non più in grado di contrastare l’armata dei più giovani avversari? Fatto sta che Valentino, nel 2016, resta sempre ai vertici, competitivo, in corsa per il titolo mondiale, dopo quasi 20 anni da protagonista: un (altro) record assoluto, una performance straordinaria non raggiunta neppure dal più titolato (15 volte campione del Mondo!) di tutti i tempi Giacomo Agostini, protagonista nel motomondiale per … “soli” 12 anni.

Nel motociclismo tutto può sempre accadere ma Rossi resta anche nel 2016 – per qualità ed esperienza e per il potenziale di moto-team-sponsor ecc. - l’italiano più accreditato per il titolo MotoGP.

Altro discorso, invece, in Moto3, dove gli italiani possono finalmente tentare di riportare in patria il titolo iridato dopo … troppi anni di assenza. La Moto3 è una 250 cc e l’ultimo italiano campione del mondo della quarto di litro (tutt’altra moto) è stato Marco Simoncelli nel 2008. Ma la Moto3 è anche la categoria “minore” come in passato la 125 cc e l’ultimo italiano a vincere il titolo della ottavo di litro (anche qui moto totalmente diverse) è stato Andrea Dovizioso nel 2004. Dati che si commentano da soli.

Nel 2016 i “giovani leoni” italiani (ragazzi dai 16 ai 20 anni!) partano nel ruolo di favoriti, con in testa i tre piloti dello Sky Racing Team VR46 di Valentino Rossi con le nuove KTM ufficiali (Romano Fenati in cerca di consacrazione, il neo iridato del Cev mondialino 16enne Nicolò Bulega in carca del colpo grosso e Andrea Migno il terzo incomodo).

Grande attesa per i piloti del Gresini Racing Team su Honda ufficiali (il mattatore 2015 Enea Bastianini e il rookie romanino Fabio Di Giannantonio, due talenti – al pari di Bulega – capaci di ogni prodezza), così come per il driver del Team Ongetta-Rivacold su Honda ufficiale (Nicolò Antonelli). In lotta per podio e titolo anche Andrea Locatelli, Francesco Bagnaia, Lorenzo Dalla Porta quest’anno a tempo pieno nel mondiale e l’altro debuttante, il bergamasco del Team Italia Stefano Valtulini, umile quanto veloce.

Questi ragazzi terribili, diversi per classe, temperamento ed esperienze, sono tutti in grado non solo di ben figurare ai vertici di ogni gara ma anche di puntare alla conquistata del titolo iridato. La durissima selezione in pista fra questi leoncini della Moto 3 e della Moto2 ci dirà chi potrà aspirare al salto in MotoGP. Non sarà facile, non subito e non avverrà senza … decimazione.. Ben che vada si andrà al 2017, se non oltre. Nel frattempo – volenti o no - non resta che sperare ancora in ... Valentino Rossi.

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