Paul Bird: ancora problemi con la droga. Due anni di squalifica da tutti gli sport

Nuovi guai per Paul Bird, titolare della scuderia PBM, trovato positivo ad un controllo alla fine di un rally corso nel Luglio di quest'anno. L'antidoping britannica, forse memore dell'episodio del 2011, ha giustamente usato la mano pesante.

Michael Laverty and Paul Bird, German MotoGP 2013

Fine anno amaro per Paul Bird, titolare dell'omonima scuderia che vanta, tra le altre, partecipazioni nel Motomondiale (classe 500 e MotoGP), in Superbike e nel BSB, che è stato trovato positivo alla cocaina ad un controllo dopo un rally da lui vinto.

Dopo l'episodio del 2011 quando, in uno dei camion della squadra, venne rinvenuto un ingente quantitativo di stupefacenti ed una pistola, lo spettro della droga torna ad aleggiare nella vita del quarantottenne team principal inglese.

paul-bird.jpg

La sanzione comminata a Bird è una sospensione da ogni tipo di sport per due anni, la cui applicazione decorre dale periodo immediatamente successivo alla vittoria da lui ottenuta nel Nicky Grist Stages, sesta prova del campionato britannico rally, svoltasi a Luglio di quest'anno.

Il patron della PBM dovrà pertanto restare lontano dai campi di gara, almeno per quanto riguarda la sua partecipazione attiva alle competizioni, fino allo stesso mese del 2017, come stabilito dall'agenzia antidoping britannica.

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