MotoGP, il “dietrofront” di Rossi sull’appello al Tas: meglio tardi che mai

Come previsto, la decisione di Valentino Rossi di ritirare l’appello al Tas ha rilanciato polemiche mai sopite anche dopo la fine del mondiale 2015.

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Come previsto, la decisione di Valentino Rossi di ritirare l’appello al Tas dopo l’arcinota penalizzazione della Fim nel GP di Sepang, ha rilanciato polemiche mai sopite anche dopo la fine del mondiale 2015.

Con l’accettazione della richiesta del “Dottore” da parte del Tribunale Arbitrale dello Sport - che quindi non si pronuncerà sulla penalizzazione dei famosi 3 punti e della partenza del 9 volte iridato dall’ultima casella nell’ultimo GP stagionale di Valencia – si chiude definitivamente il procedimento “legale” ma, appunto, non si cancellano sospetti, rancori, polemiche fra i protagonisti, fra i fan, ingigantite dai media.

La sostanza resta immutata con Rossi che non riconosce i risultati del mondiale MotoGP 2015, delegittimando il titolo di Jorge Lorenzo per il presunto “biscottone” degli spagnoli. Non torniamo sul passato se non per ricordare la scintilla che alimentò poi tutto il “casino”: ci riferiamo all’ingenuità (un clamoroso errore tattico e strategico) di Valentino nella conferenza stampa prima di Sepang dove come un fulmine a ciel sereno mise in croce Marquez, incarognendolo oltre misura e “regalandolo” così di fatto come alleato di Jorge.

Marquez e Lorenzo hanno commesso i loro errori e hanno le loro responsabilità, ma Rossi è caduto nella “trappola” sbagliando tempi e modi nel giocare le ultime carte per far suo il titolo numero dieci.

Alla fine, tornando a oggi, era del tutto evidente che, per come si sono avvicendati i fatti, era oramai inutile tenere aperto un appello che avrebbe solo gettato altra benzina sul fuoco e soprattutto avrebbe potuto avere conseguenze ancora peggiori per il fuoriclasse pesarese.

Perché, va ricordato, mentre è stato impossibile provare la presunta “interferenza dolosa” di Marquez nel duello iridato fra i due piloti della Yamaha l’appello al Tas sarebbe potuto trasformarsi in boomerang per Valentino, con una sanzione proiettata addirittura nel 2016, per aver “volontariamente” causato la caduta di un altro pilota (Marquez). Insomma, proseguire sul piano legale, comportava rischi ulteriori da evitare assolutamente.

Da qui il (tardivo) dietrofront di Rossi che – evidentemente mal consigliato dai soliti noti – era partito lancia in resta per “suonarle” (a Lorenzo e a Marquez) e invece è tornato … “suonato”, restando con le pive nel sacco. Piaccia o no, questo è il risultato finale con Valentino costretto a prendere atto di una situazione per lui sfavorevole sia in pista che nel gioco delle carte bollate.

Ma le colpe non sono solo di Valentino e dei piloti, anzi! Per i regolamenti ballerini bisogna tirare in ballo Dorna e Fim e per i rapporti interni ai Team la Yamaha ha dimostrato molti limiti nel gestire i due galli nello stesso pollaio.

Sul piano prettamente agonistico della stagione 2015 confermiamo le valutazioni già espresse su Motoblog: Lorenzo ha meritato il suo quinto titolo, è stato il pilota più completo con le sue 7 vittorie stagionali, psicologicamente inossidabile, capace di superare momenti disastrosi e gap di classifica molto pesanti, destabilizzando proprio il pesarese compagno di squadra; Rossi, in testa alla classifica per 17 gare su 18, è stato il pilota più costante rafforzando il detto “gallina vecchia fa buon brodo”; Marquez il più veloce ma anche con più errori.

Scrivevamo alla vigilia dell’ultimo GP di Valencia: “ Domani, l’abbraccio del vincitore, l’abbraccio del nuovo campione del Mondo allo sconfitto numero uno sarebbe già un passo, oltre che doveroso, apprezzabile e degno di encomio, un segnale di aver compreso la lezione, il “bel gesto” che si deve al motociclismo. Ma ciò riguarda i piloti e quindi non basta perché il bubbone si è sviluppato per colpa della radice “malata”. Da lì bisogna ripartire per una vera svolta. Sarà così o si metterà tutto sotto la cenere?”.

Il nostro modesto richiamo, ovviamente, è stato una voce nel deserto ma soprattutto sarebbe stato utile per Valentino ascoltare il nostro appello dopo la sentenza: “ C’è solo da sperare che Rossi dia un esempio di alto civismo accettando (ob torto collo) questo responso del Tas”.

Valentino avrebbe perso comunque il mondiale, ma non la faccia. Finalmente ha fatto marcia indietro. Meglio tardi che mai.

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