MotoGP: Lorenzo e il domino del mercato 2017 dei piloti

Scadono a fine 2016 i contratti dei migliori piloti, un aspetto che contribuirà a rendere il prossimo campionato ancora più bollente.

Yamaha Team's Spanish rider Jorge Lorenzo rides during the first MotoGP free practice session ahead of the Aragon Grand Prix at the Motorland racetrack in Alcaniz on September 25, 2015. AFP PHOTO/ JAIME REINA (Photo credit should read JAIME REINA/AFP/Getty Images)

Il finale di stagione 2015 della MotoGP è stato caratterizzato da una certa tensione, ma le sorprese non sembrano mancare nemmeno per il 2016 a partire da un mercato che vede i migliori piloti in scadenza a fine anno: Jorge Lorenzo, Valentino Rossi, Marc Marquez, Dani Pedrosa, Andrea Iannone e Andrea Dovizioso e Maverick Viñales. "Il 2017 inizierà già a gennaio" dichiara un convinto Simone Battistella (manager di Dovizioso e Alvaro Bautista) alla Gazzetta dello Sport. La scelta di cambiare casa da parte di Lorenzo in particolare, potrebbe scatenare un effetto su larga scala e coinvolgere molti piloti.

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"Io sono sempre stato nel reparto corse", spiega Pernat (manager di Iannone) alla Gazzetta "ho fatto i contratti Aprilia di Biaggi e Rossi, tanto per fare due nomi, e ora che ho scavalcato la barricata conosco bene le dinamiche di una grande azienda. Sono presente a ogni sessione, dai test alle gare e a seconda del pilota che segui ti devi trasformare, andandogli incontro, perché è lui che conta. Ma è anche vero che se un pilota vince è perché ha un buon manager".

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In un epoca in cui sono i media a trionfare, il contratto tra pilota e team è duplice, da una parte si occupa dei servizi di guida e dall'altra dei diritti di immagine. "Il contratto è inventiva poi, a seconda del team, oltre a spazi sulla tuta, e alla libertà per il materiale, puoi gestire altri spazi. Ma non sempre: Ducati, per esempio, pone limiti a livello di abbigliamento sportivo, orologio e altro", spiega Pernat. "Il pilota è presente nella fase iniziale e finale, per la discussione approfondita meglio evitargli tensioni. Il suo lavoro è altro. Non esistono contratti standard: in genere si discute su base biennale, con opzioni normalmente a favore del team", racconta Battistella.

Al manager spetta una percentuale, le più alte sono del 25%, mediamente il compenso equo ruota attorno al 15%, ma ci sono anche casi come quello di Pernat in cui il lavoro è pagato con una determinata cifra ad inizio anno.

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