Jarno Saarinen, auguri per i 70 anni “in cielo”

Ricorre il 70° Compleanno di Jarno Saarinen, indimenticabile e indimenticato campione di motociclismo

Jarno Saarinen

Tazio Nuvolari

odiava il crepuscolo, voleva morire in gara da giovane, invece che, 62enne, sul proprio letto di casa, mentre Jarno Saarinen guardava già oltre la gioventù e oltre le corse per passare da pilota a progettista di motori e invece perì, 28enne, insieme a Renzo Pasolini nel groviglio di Monza, quel maledetto 20 maggio 1973. Jarno Sarineen era nato nel paesino finlandese di Turku l’11 dicembre 1945 e quindi, fra due giorni, se non fosse stato rapito dal destino beffardo in quella calda primavera brianzola, avrebbe compiuto 70 anni.

Chi scrive queste note, alle 15 e 30 di quella domenica di 42 anni fa, era proprio all’inizio del curvone di Monza per assistere alla gara della 250 GP e quella scena orribile subito dopo la partenza resta indelebile, scolpita nel cuore. Di quel tragico epilogo scrivevamo tempo fa su Motoblog: “Renzo, l’antidivo dal sorriso mesto sotto gli occhialoni da tartaruga e Jarno, funambolo sul ghiaccio, ingegnere meccanico e titolare di una azienda di pompe funebri a Turku, il più forte pilota degli anni ’70, se ne andavano così. Per amore di quel motociclismo che divorava i suoi figli migliori. Per l’insipienza e l’arroganza di chi quello sport dirigeva”.

Chi era Jarno Saarinen?


Pur se “solo” una luminosissima meteora spentasi nel suo massimo splendore, Jarno resta fra i più grandi piloti di tutti i tempi, il più forte dei primi anni ’70, inconfondibile per qualità stilistica (spalle sempre sotto la carena, petto schiacciato sul serbatoio, manubri inclinatissimi, moto lasciata scivolar via in curva con svirgolate da far rizzare i capelli), superba capacità tecnica (era laureato in ingegneria meccanica), temerario in corsa – per lui bagnato o asciutto non faceva differenza – un fuoriclasse capace come Mike Hailwood di portare al limite (e oltre!) moto di qualsiasi tipo e cilindrata su qualsiasi tipo di circuito, privilegiando i tracciati super veloci “da pelo” , quali Spa, Salzburgring, Hockenheim, Monza, Le Castellet, capace di sbalordire ovunque, come a Villa Fastiggi di Pesaro (curvone da… paura!) in uno straordinario “veni-vidi-vici” sulle Benelli 350 e 500 a danno di Agostini- MV Agusta o a Imola in prova sempre con le quattro cilindri pesaresi, sotto il diluvio ecc.

Non ebbe il tempo di raccogliere quanto meritava perché la signora in nero lo rapì, lasciando nel motociclismo un vuoto incolmabile. Biondo e agile come un felino, Jarno rimase sempre un ragazzo alla mano, disponibile, aperto, col sorriso. Era il tipico corridore del Continental Circus, zingaro della moto. Agli inizi con uno sgangherato furgone (con branda incorporata per la notte), poi su una traballante roulotte, due Yamaha bicilindriche 250 e 350 2 T private, la bellissima biondissima dolcissima moglie Soili in qualità di manager, meccanico, cronometrista, cuoca. “Senza Soli - ripeteva Jarno – sarei come Sansone senza capelli”.

Nel motomondiale arrivò tardi, nel 1969, povero in canna, con una Yamaha tenuta con il fil di ferro, debuttando con un eclatante quarto posto al Salzburgring (52 corridori al via!) nella quarto di litro. Poi, passato alle Yamaha ufficiali e dominando subito nella quarto di litro, Saarinen nel 1971 puntò sulle cilindrate maggiori cercando Giacomo Agostini nelle 350 e 500. Quell’anno il finlandese della Yamaha factory battè il campionissimo della MV Agusta solo a Brno e a Monza, arrivando tre volte secondo e due volte terzo e vincendo anche la 250 a Jarama.

Nel 1972 la musica cambia, con Jarno cinque volte sul gradino più alto del podio (Nurburgring 350, Clermont Ferrant 350, Brno 350, e la mitica tripletta a Pesaro Villa Fastiggi 350 e 500 con la nuova Benelli 4 cilindri 4 T e 250 Yamaha), tre volte secondo (Assen 350, Anderstorp 350), tre volte terzo (Modena 350, Imola 350, Imatra 350), una volta quarto (Salzburgring 350), due ritiri (Abbazia e Sachsenring).

Poi subito l’epilogo assassino, nel 1973, con Jarno dominatore prima di Monza con cinque vittorie consecutive (Modena 350, Le Castellet 500, Salzburgring 500 e soprattutto al Nurburgring dove piegò Ago dopo una straordinaria rimonta ), oltre i due ritiri quando stava comandando la 500 a Imola e a Hockenheim. Prima del tragico rogo di Monza stava dominando nelle classi 250 e 500 pregustando oramai la conquista dei due nuovi titoli iridati.

Una pagina gloriosa, quella scritta da Jarno Saarinen, seppur incompiuta. Ma Jarno ha segnato un’epopea diventando una leggenda immortale del motociclismo.

Foto di Jan Burgers: Jarno Saarinen al Nurburgring 1972

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