Deus: chi la dura la vince, il fondatore pronto a vendere

Secondo l'Australian Financial Review, il padre di Deus è pronto a cedere la proprietà della sua creatura pur di farla crescere ancora

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Dare Jennings ha fondato e fatto crescere il brand Deus fino a farlo diventare una vera e propria icona grazie a quanto aveva realizzato nel 2000 con la vendita della sua prima creatura, Mambo, un'azienda di abbigliamento da surf. La sua intuizione gli aveva permesso all'epoca di coprire un vuoto del mercato e unire le due sue passioni: surf e motociclette.

Sydney, Los Angeles, Indonesia, senza dimenticare Milano, al momento sono sette in tutto gli store Deus aperti nel mondo da Jennings. Difficile partecipare ad un evento dedicato alle due ruote, specialmente custom, e non vedere qualcuno con un felpa o un capo con il marchio Deus. Tutti elementi che rendono quella del brand una storia di successo, ma l'azienda ha anche un altro merito, quello di aver reinvestito in questi anni quanto guadagnato per crescere ed arrivare alle attuali entrate annue di 25 milioni di dollari.

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Ora siamo ad una nuova svolta. Stando a quanto riportato dall'Australian Financial Review, Jennings in questi giorni è in trattativa con degli investitori privati, interessati all'acquisto del celebre marchio. Il fondatore di Deus ha confermato questo voci e i soggetti farebbero capo a LVMH una società finanziaria con una lunga esperienza nel mondo del fashion e in grado di controllare attualmente brand come Louis Vuitton, Fendi, Givenchy e Dior.

Da ricordare che Mambo, una volta ceduto dal suo fondatore, in poco tempo aveva perso il suo posizionamento di nicchia ed il suo status di brand cool, per diventare uno dei tanti brand di sport venduti nei grandi magazzini. Per quanto riguarda Deus invece, "è tempo di far fare un altro passo all'azienda e continuare l'espansione globale, per questo abbiamo bisogno di nuovi capitali", spiega Dare rassicurando i fan del brand.

Deus al momento ha un ottimo posizionamento, ma ha bisogno di nuova linfa (monetaria) per crescere e, questa volta Jennings sembra intenzionato a cedere assieme al brand anche una particolare visione del marchio, quella che ha contribuito fino ad ora a renderlo celebre e probabilmente sarà disposto a farlo da esterno, anche se l'azienda non sarà più di sua proprietà.

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