SBK, Scassa: "Spero di restare in Ducati"

Il pilota aretino punta a diventare il 'Michele Pirro della Superbike' e a qualche wild-card con il team Aruba Ducati nel 2016.

In alcune dichiarazioni raccolte dal sito ufficiale del Mondiale Superbike, il 32enne pilota aretino Luca Scassa ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda il suo futuro. Dopo un 2015 da tester ufficiale per l'Aruba.it Racing – Ducati Superbike Team, Scassa punta a riconfermarsi in questo ruolo anche nella prossima stagione. Anche per rifarsi di qualche delusione come l'infortunio di Misano, una delle prove a cui avrebbe dovuto prendere parte come wildcard.

Il toscano era poi riuscito a recuperare in tempo per la penultima prova stagionale a Magny-Cours, in Francia, portando a casa un nono posto in Gara-2 con la sua Panigale R. Commentando questa sua prima stagione con Aruba Ducati SBK, arrivata dopo un 2014 tormentato dagli infortuni, Scassa ha spiegato:

“È stato un anno tutto nuovo. Anche per quanto riguarda le gare, visto che era un anno e mezzo che non correvo. In teoria avrei dovuto prendere parte anche al round di Imola, ma visto che dovevo ancora togliermi le viti che mi avevano messo dopo l’incidente del test del Mugello con la MotoGP, ho preferito saltarlo. Se fossi caduto e si fossero piegate, di certo non sarei stato più in grado di correre”.

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“A Misano ci ho provato, ma mi sono fatto male subito. Ho esagerato io ed alla curva 3 sono caduto abbastanza male. Fisicamente non ero al meglio anche perché avevo scoperto di avere il menisco rotto un mese prima, quindi non mi ero potuto allenare. Ero giù a livello di tono muscolare ed infatti, quando ho toccato terra, mi sono frantumato”.

“Dopo ho incominciato a lavorare in un modo un pochino diverso, sia sul fisico che nel cercare di capire la moto durante i test che abbiamo fatto. La cosa bella di Magny-Cours è che ho girato dopo non essere salito in moto per circa 3 mesi, riuscendomi ad allenare il giusto. Mi sono più concentrato sul capire meglio la moto a livello tecnico in pista, visto che praticamente non ci avevo mai corso”.

“Sono andato a Magny-Cours senza aspettative, pensando solo di volermi divertire e dimenticandomi di qualsiasi tipo di problema o infortunio precedente. È andata relativamente bene perché riuscivo a stare tra i primi dieci già in qualifica mentre in Superpole, sul bagnato, ho chiuso al sesto posto. Purtroppo in gara 1 abbiamo sbagliato gomma, altrimenti saremmo potuti rimanere con Camier, che ha chiuso quinto. In gara 2 abbiamo chiuso nella top 10, riuscendo nel finale a girare più forte di Canepa il quale era più o meno il mio riferimento in termini di prestazioni, vista l’ottima stagione da lui disputata."

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Per Luca Scassa, però, l'impegno con il team Aruba Ducati Superbike è doppio: all'interno della squadra ricopre infatti anche un ruolo formale da 'tramite' tra team e main sponsor Aruba, che dal 2015 ha il controllo anche nell’ambito comunicativo e di marketing della compagine di Borgo Panigale. Anche questo aspetto avrebbe avuto un suo 'peso' nella decisione del pilota di restare al suo posto (anche se mancano ancora tutti i crismi dell'ufficialità):

“Alla fine di quest’anno avrei potuto guardarmi intorno per cercare una guida a tempo pieno in un team privato, ma ho deciso di non farlo. Ho parlato con il team e Ducati e l’intenzione è quella di rifare come quest’anno, cioè sviluppo della moto e tester, insomma quello che fa Pirro in MotoGP. Il Pirro della Superbike insomma, o come pare lo Stoner della Superbike anche se ovviamente non oso mettermi a confronto con lui (ride). Farò inoltre qualche wildcard come Imola, Misano e Magny-Cours, perché quello francese è il secondo mercato di riferimento per Aruba e l’azienda ci tiene a schierare tre moto”.

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