Valentino Rossi domina la gara-show di Monza. Che male c’è?

Valentino Rossi ha dominato la scena ed ha catalizzato l'interesse del pubblico e dei media del Monza Rally Show 2015

Come da programma Valentino Rossi ha vinto ieri per la quarta volta il Rally automobilistico di Monza, più che una gara, uno show. Poco importa che il fuoriclasse pesarese abbia fallito l’assalto alla ciliegina del Master, andato al pluri iridato crossista Tony Cairoli.

Per i media e per i fan Tony non esiste, il vincitore è Valentino. Punto. Diciamo le cose come stanno: se non fosse per la presenza del 9 volte campione del Mondo di motociclismo questa manifestazione non avrebbe motivo di esistere. A dirlo, più delle parole, è la classifica: primo Rossi, secondo Tierry Neuville, terzo… Davide Brivio, fino a considerare un… “manico” il super amico di Valentino “Uccio” Salucci. Tant’è. Ma vogliamo spezzare una lancia pro Rossi che, ovviamente, non ne ha bisogno.

rally-monza-2015-025.jpg

Il pubblico va al Parco di Monza a fine novembre per “vedere” Valentino Rossi: accorrerebbe in massa anche se il “Dottore” si limitasse a prendere un caffè nel bar davanti all’ingresso di Vedano al Lambro, senza neppure scendere in pista con la sua rombantissima “4 ruote” super ufficiale. Ciò è un fatto negativo? No! Chi scrive queste note, da ragazzo, specie in inverno accorreva insieme a tanti altri davanti ai cancelli della Benelli a Pesaro per “toccare con mano” il grande campione dell’epoca Tarquinio Provini.

E’ vero, non si pagava nessun biglietto, ma non c’era alcun programma e l’attesa durava spesso ore sotto un cielo plumbeo, nel nebbione. Stavamo tutti lì, socializzando, discutendo di corse e, spesso, litigando, come oggi. Il carisma di Valentino è indiscusso e ciò trasforma anche una modesta corsa come il Rally di Monza, in un evento con tanto di codazzo dei media e addirittura le dirette tv. Valentino merita queste “attenzioni”, non solo per ciò che rappresenta nel motociclismo con proiezione nelle 4 ruote, ma perché fa sempre le cose per bene, coniugando nel modo migliore, da grande professionista qual è, la componente agonistica e tecnica, con quella della immagine e della comunicazione.

rally-monza-2015-011.jpg

Se, quello di Valentino, fosse solo show, un evento come quello di questo week end a Monza sarebbe al limite del bluff. Ma qui lo show non è “inventato” perché si regge su una carriera (nel motociclismo) quasi inimitabile, fatta di corse vere, di duelli veri, di rischi veri, con campioni veri. Ecco perché, oltre agli aficionados, fanno la coda gli sponsor, capaci di convertire i risultati di immagine, validissimi ma a lunga scadenza, in risultati di vendita immediati e tangibili, come si usa fare in un qualsiasi investimento pubblicitario.

In altre parole, l’operazione consiste nel riuscire a commutare l’immagine dell’azienda nell’immagine del prodotto, trovando la giusta sintonia tra sponsorizzazione e pubblicità. Lo sguardo di Rossi dentro l’auto con le pupille dinamicamente ferme, diventa un messaggio subliminale. Così la pubblicità precede la sponsorizzazione. Chi oggi, è meglio di Valentino Rossi, come testimonial? Così che anche a Monza, nelle giuste proporzioni e senza ingigantire il carattere e il valore agonistico del Rally, ci guadagno tutti, motociclismo compreso.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: