Sbk Magny Cours, Superpole da ... "benzina sul fuoco". Biaggi costretto a inseguire Sykes e Melandri. Rischio pioggia

Superbike 2012 - GP di Portimao

Questa Superbike tira fino in fondo il collo ai protagonisti e mette davvero a rischio le coronarie degli appassionati. Già la tensione è alta perché si arriva all’ultimo appuntamento 2012 di Magny-Cours con il titolo ancora in palio. E, proprio per tenere la corda ancora più tesa, ci si mette una Superpole “sparigliacarte”, con la conferma in vetta di Sykes (1'36.950) al suo nono miglior tempo stagionale e con il mezzo passo falso del capoclassifica Max Biaggi, solo decimo tempo (1’38.095), quindi costretto domani a partire da lontano, in terza fila.

Non bastasse tutto questo, ci si mette il meteo, oggi con un cielo plumbeo – e anche pieno di moscerini – con nuvoloni in arrivo che per domani non promettono nulla di buono. Alle spalle del campione della Kawasaki, la prima fila si completa con Checa (Ducati), Laverty (Aprilia) e Melandri (Bmw), in recupero ma ancora non certo al massimo della condizione. Quindi, in seconda fila, Haslam, Guintoli, Davies, Rea. Peccato per Giugliano, ancora una volta davvero poco brillante in Superpole.

Insomma Biaggi, Sykes e Melandri si giocano il titolo fino all’ultimo metro. In condizioni normali, tenendo conto anche del passo superbo dimostrato da Max e dalla sua Aprilia, i favori del pronostico sono tutti per il campione romano. Ma in caso di pioggia, o ancor peggio, in condizioni di semi bagnato, con pista un po’ asciutta e un po’ umida, tutto può accadere, specialmente quando si parte dalla decima piazza e quindi si è costretti a subire il caos dei piloti davanti.

Si poteva evitare questo limite entrando in pista nel finale della Superpole con una gomma nuova da gara invece che con la gomma da tempo, ma già usata? Chi lo sa? Quel che conta è la realtà di una griglia che, così com’è, potrebbe sparigliare le carte in zona Cesarini. In queste condizioni non sarà facile per Max gestire da “ragioniere” il vantaggio in classifica. No agli azzardi, ma serve ancora una volta ritrovare in pista quel “corsaro” capace dell’ennesimo miracolo. Stavolta per conquistare la stella numero sei. Scusate se è poco.

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