MotoGP: Honda voleva Rea nel Team Gresini nel 2013

MotoGP 2012 - Aragon - Box e Paddock

Shuhei Nakamoto, vice presidente di HRC (Honda Racing Corporation), ha dichiarato all'inglese MCN che il gigante giapponese avrebbe voluto portare il pilota britannico Jonathan Rea in MotoGP nel 2013, ma ha dovuto ammettere che la casa non vanta diritto di veto in merito ai piloti schierati dai team satellite (quelli gestiti da Fausto Gresini ed Lucio Cecchinello) e per questo motivo non ha potuto far nulla per imporre la decisione.

Il prossimo anno il team LCR schiererà di nuovo il promettente talento tedesco Stefan Bradl (campione mondiale in carica della classe Moto2), mentre il team Gresini sembra orientato a confermare lo spagnolo Alvaro Bautista, che ha centrato il suo primo podio in MotoGP nel recente GP di San Marino a Misano.

"Con i team satellite la questione della sponsorizzazione è molto importante - ha spiegato Nakamoto - e Fausto non poteva prendere questa decisione da solo. Deve parlarne ai suoi sponsor, e in questo caso non è stato facile, anche se la maggior parte della sua sponsorizzazione proviene da una società italiana. Inizialmente aveva mostrato un certo interesse per Jonathan, ma poi non è stato possibile accordarsi con gli sponsors." Seguono le diciarazioni dello stesso Rea sulla questione.

MotoGP 2012 - GP Aragon
MotoGP 2012 - GP Aragon
MotoGP 2012 - GP Aragon
MotoGP 2012 - GP Aragon

"C'era una chiara opportunità per me per andare in MotoGP - ha spiegato il 25enne nord-irlandese, che quest'anno ha sostituito l'infortunato Casey Stoner in due gare sulla RC213V ufficiale del team Repsol - ma io avevo le mani legate: era un qualcosa totalmente fuori dal mio controllo, e per un motivo o per un altro non si è avverato. Sono stato informato che la cosa non era fattibile il mercoledì prima della gara di Portimao, sarebbe stato per una quarta Moto Honda."

Interrogato sul come si sentisse in merito all'aver dovuto rinunciare a una delle migliori moto della MotoGP, Rea ha aggiunto: "Non voglio parlarne adesso. Io non conosco l'intero aspetto politico che ci sta dietro perché non sono stato coinvolto in ogni singolo incontro che si è tenuto riguardo a questa opportunità, ma dall'esterno mi è sembrato che Honda abbia spinto davvero molto per me. D'altro canto però io non dispongo di una borsa piena di soldi fornita da un grande sponsor britannico che voglia mettermi lì."

"Comunque sembra che sia andata proprio così. Honda ha spinto molto per me eppure non è successo: c'è molta politica dietro. Honda non può influenzare le decisioni in merito ai piloti dei team satellite, possono solo dare una loro opinione."

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