Moto3, perché a Indianapolis gli “ultimi” sono diventati “primi”?

Tutti presi dalla MotoGP, a Indianapolis è passata quasi inosservata la Moto3, una gara condizionata pesantemente dal meteo, con un podio inedito, di … “illustri sconosciuti”.


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Tutti presi dalla MotoGP, a Indianapolis è passata quasi inosservata la Moto3, una gara condizionata pesantemente dal meteo, con un podio inedito, di … “illustri sconosciuti”.

E’ stata una corsa “falsata”, con distacchi inusuali per la Moto3 e soprattutto con un capovolgimento nel rapporto qualifiche-risultato di gara: gli ultimi sono diventati primi. Cosa è accaduto?

Le gocce di pioggia cadute pochi minuti primi della partenza hanno provocato il caos in griglia, con i piloti (e i team) indecisi sulla scelta delle gomme, rain o slick. Di fatto, con gara dichiarata ufficialmente bagnata, gran parte dei piloti – a cominciare dalle prime file – hanno optato per pneumatici rain mentre altri, soprattutto quelli delle ultime file, sono partiti con le slick. Non bastasse, dopo una pausa, nella seconda parte di gara sono tornate le gocce aggiungendo nuovi problemi.

Fatto sta che, alla fine, sul podio sono saliti (comunque meritatamente) i seguenti piloti: il belga Livio Loi, primo classificato e prima vittoria iridata, lo scozzese John McPhee secondo, il tedesco Phillip Oettle terzo. In qualifica Loi aveva il 26esimo tempo, McPhee il 18esimo tempo, Oettle il 34esimo tempo, ultimo.

Evidentemente una corsa anomala, per non dire papale papale, falsata. Tutti i migliori - in questo caso la stragrande maggioranza dei piloti – dopo lo start hanno dovuto prendere la via del box per il cambio gomme, perdendo decine e decine di secondi. Così, dopo grandi recuperi, Fenati – già malconcio per le cadute in prova - è giunto quarto davanti a Vinales, Bastianini sesto, Antonelli settimo ecc.

La domanda che ci si pone è questa: come mai piloti e team di livello mondiale commettono simili leggerezze, “errori” così madornali rispetto alla scelta delle gomme da montare in queste condizioni?

Come sempre bisogna essere lì sul posto per comprendere il problema e le difficoltà sulle scelte da compiere. Sono condizioni limite perché fino a pochi minuti dal via il cielo minaccia pioggia ma non piove, poi sulla griglia qualche goccia d’acqua e tutti col naso in su e con le mani in mano.

Allora? Allora di solito, nei pochi convulsi attimi ancora disponibili prima che sulla griglia rimangono solo i piloti, tutti (o quasi) fanno la scelta di chi ha il miglior tempo, comunque copiano ciò che la prima fila decide di fare. Si pensa alla gara e alla … classifica del campionato. Questo nella logica di non rischiare oltremodo, o meglio, nella logica del “mal comune mezzo gaudio” (se va male) o in quella di essere tutti (i migliori) sulla stessa barca, cioè nelle stesse condizioni.

E gli ultimi? Non avendo nulla da perdere, questi vanno controcorrente, giocando il jolly che, come stavolta a Indianapolis, ha pagato. Buon per Loi, McPhee,Oettle che hanno vissuto la loro giornata di gloria. A Brno, quasi certamente, la situazione tornerà quella di prima rimettendo ognuno nella propria … casella.

Con tutto il rispetto per i tre piloti del podio di Indy, i “reali” valori in campo sono quelli decretati dai tempi in qualifica. L’exploit di Indianapolis di Loi&C non sarà ripetibile. Almeno a breve. Ma nelle corse tutto è possibile e ogni pilota, anche l’ultimo in griglia, corre con l’obiettivo di vincere. Prima o poi.

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