MotoGP: Valentino Rossi, è l’ora della “baionetta”!

Se il risultato di Indianapolis si ripetesse in tutte le restanti gare a Valentino Rossi sfuggirebbe l’agognato titolo iridato

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Con i “se” non si fa la storia, neppure quella del motociclismo, ma se il risultato di Indianapolis si ripetesse in tutte le restanti gare a Valentino Rossi sfuggirebbe l’agognato titolo iridato numero dieci.

Nelle corse tutto puà sempre succedere. Ma la matematica, si sa, non è un’opinione e la classifica dopo Indy parla chiaro: Rossi 195 punti, Lorenzo 186, Marquez 139.

Tradotto: Marquez (tornato il “cannibale” con la Honda super di telaio e di motore) è rientrato di forza nella corsa per il titolo; Lorenzo è tornato a rosicchiare punti a Rossi (adesso è a – 9, un’inezia); Rossi si ripete con un grande inseguimento e un gran duello (con Pedrosa) difendendo il suo bottino con i denti, ma a lungo andare la difesa non basta più risultando perdente.

Commentatori quanto meno superficiali si fanno prendere la mano esaltando il grande recupero di Valentino (partito dall’ottava posizione) e addirittura continuano a sottovalutare il “valore” delle qualifiche, come se tutto il grande lavoro nel box del venerdì e del sabato per il miglior settaggio fosse tempo perso e per il pilota la ricerca del miglior tempo, rischio inutile.

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Non è così. Perché o Rossi migliora in qualifica e conquista la prima fila partendo alla “pari” con Marquez e Lorenzo o continuerà a prendere applausi per inseguimenti da incorniciare ma addio titolo!

Sul piano squisitamente tecnico, oggi Honda ha recuperato il gap sulla Yamaha ma le due moto sostanzialmente si equivalgono, con leggero vantaggio dell’una o dell’altra, a seconda delle caratteristiche dei circuiti.

La vera differenza la fanno i piloti. Con un Marquez così e con un Lorenzo così a Valentino non resta che una alternativa: quella della sfida in campo aperto, della battaglia corpo a corpo, della baionetta sguainata con la punta avvelenata, del colpo in canna da sparare nell’ultima curva dell’ultimo giro. Non ci si può più accontentare dell’ultimo gradino del podio e non si può più puntare sulle disgrazie altrui.

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E’ l’ora del duello all’Ok Corral! Altra strada non c’è perché l’ombra minacciosa dei due rivali spagnoli si avvicina e sta per avvolgere il nove volte campione del Mondo. Rossi non può più illudersi di riagganciare i due spagnoli partendo dalla terza fila, non può più “godere” di saltare a piè pari i piloti di secondo-terzo livello e di … “giocarsi” il podio con Pedrosa, l’ultimo del poker d’assi, ma utile alla Honda per fare … da tappo e imbrigliare la rincorsa del fuoriclasse pesarese.

Per la Yamaha e per Rossi – la ricerca del miglior tempo in qualifica - è “solo” un problema di assetto, cioè un problema tecnico? No. E’ anche o soprattutto un nodo psicologico che ingabbia da tempo Valentino e che Valentino oggi deve superare.

Nelle prossime gare a Rossi non basta più “metterci la pezza”: o è in grado di entrare da subito nella mischia che conta (quella con Marc e Jorge) o la partita è persa. Anzi, è perso il campionato. Addio all’ultima occasione.

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