Sbk Donington, Sykes ritrova il sorriso e la Superpole. Ma Rea e Giugliano sono … lì! Brilla la MV Agusta di Camier

Sykes, Rea, Giugliano, conquistatori di una prima fila che, oltre a valere sul piano tecnico, pesa ancor di più su quello psicologico.

tom sykes

Anche sotto il cielo plumbeo, Donington, con i suoi saliscendi e le sue curve che ricordano i circuiti del motociclismo dei “giorni del coraggio”, incanta. E incantano

I due inglesi della Kawasaki sentono l’aria di casa: il primo (1’27.071, prima superpole stagionale con la ciliegina del record!), qui sempre a proprio agio e trionfatore nel 2014, cerca tutte le carte a disposizione per non farsi surclassare definitivamente dal compagno di squadra, dominatore di questo avvio del mondiale 2015, un segnale per far saltare qualcosa nel rullo compressore del nuovo “cannibale”.

Il secondo, Rea (1’27.308, cioè 237 millesimi di gap), appunto, che scuote la testa per problemi che, a dirla tutta, paiono più virtuali che reali,forse un modo per … illudere gli avversari, a cominciare da Tom.

Non solo il tempo dell’attuale leader della classifica generale è di tutto rispetto, ma realizzato quasi in scioltezza, o se più aggrada, senza particolari patemi d’animo, alla ricerca del passo – e che passo! – che può anche qui a Donington trasformare la corsa in un assolo “monotono”.

Poi c’è Davide Giugliano, (1’27.344), unico non inglese dei primi sette piloti oggi, terzo incomodo, capace di far trottare il bicilindrico come nessun altro, atteso a una gran prova e perché no, al miracolo, dopo le note vicissitudini legate ai postumi dell’incidente in prova a Phillip Island e al gran bel rientro di Imola, due settimane addietro.

Abbiamo parlato della prima fila da incanto, ma anche dietro non si scherza: altri tre piloti sull’uno e 27 (Haslam, fisicamente non ok per la botta alle costole di Imola, Lowes, anche oggi capace di far miracoli rispetto a una Suzuki meno brillante del suo pilota, e Davies costretto a guardare da molto dietro il compagno di squadra) e altri … 11 piloti sull’uno e 28 a cominciare da – udite!udite! – Leon Camier sulla MV Agusta (1’28.011) davvero sulla buona strada e a seguire, Baiocco, Guintoli, Salom, Badovini decimo (1’28.701), VD Mark, dodicesimo 1’28.715, un vero leone che tira sempre come un forsennato ma la sua Honda non lo asseconda.

E ci fermiamo qui, lasciando alla cronaca il resto. Insomma, davanti le “solite” due verdone, poi Ducati, Aprilia, Suzuki, Ducati ancora ed MV Agusta, quindi altra Ducati e infine Honda. Come dire, il meglio del meglio, un antipasto prelibato per assistere domani a due round di fuoco.

A meno che Rea decida di fare la lepre. E a meno che Giove pluvio, di casa da queste parti, non ci metta lo zampino.

sbk donington day1 (1)

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