ASI Motoshow 2015 a Varano de’ Melegari

Chi ama le moto d’epoca non si è sicuramente perso ASI Motoshow, rassegna annuale dedicata alle due ruote storiche. Ecco come è andata tra i paddock e sulla pista del circuito di Varano de’ Melegari.

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L’evento, andato in scena da venerdì 8 fino a domenica 10 maggio, è giunto alla sua quattordicesima edizione, che ha visto giungere a Varano 12.000 appassionati, ma soprattutto 600 moto storiche che, suddivise in 16 batterie (una riservata ai sidecar) a seconda dell’epoca, hanno girato in pista con turni da 15 minuti l’uno.

Negli spazi dietro ai paddock si sono invece affollati collezionisti di ogni genere, dai privati ai motoclub, registri storici e musei. Molti anche gli eventi in programma per questa tre giorni al sapore di olio di ricino.

Tra gli stand, particolare interesse ha suscitato quello del Museo Demm di Porretta Terme, che ha portato a Varano una selezione di moto prodotte dalla Casa milanese. Qui incontriamo Mosè Mazzini, curatore del museo, che ci riassume in un romantico racconto la storia di questa azienda, che agli inizi produceva macchine utensili di precisione e che dal 1928 trasferì la sua produzione a Porretta Terme (BO).

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Negli anni Cinquanta avviò la costruzione di motocicli con il Demm 125 cc 2T, che venne proposto inizialmente nello stesso colore grigio delle macchine utensili, poi sostituito con il rosso. Nello stand sono presenti modelli come una 175 4T del ’58, il 50 4T bialbero del 1960, la 125 4T campione della montagna dal ’61 al ’63 col pilota Lucio Zaccanti o ancora il “siluro” che nel 1956 conquistò 24 record mondiali sul circuito di Monza e molte altre ancora.

Ci sono anche anche il Museo MV Agusta, un'esposizione di Moto Guzzi appartenute al pittore Antonio Ligabue, le Laverda che sfilano nella Parata Arancione, il Registro Storico Benelli, quello Italiano Rudge e Python Special e quelli Aermacchi Harley-Davidson e Gilera, oltre a una folta schiera di collezionisti privati.

Tra questi citiamo il simpatico veronese Osvaldo Faustini, collezionista di moto americane che qui ha portato una Indian 7HP Twin 1000 con sidecar del 1912 ma anche una Harley-Davidson KR 750 Daytona del ’58 e una XR-TT 750 del 1972 come quella guidata da Pasolini alla 200 Miglia di Ontario. Più folcloristiche due H-D in versione Police, una FLH Electra Glide 1200 Panhead del ’65 e un Servicar del ’58, guidato dalla signora Elvira Dal Degan. Entrambi sfilano nei paddock in perfetta tenuta da poliziotti americani.

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Ricco il parterre di piloti del passato, più o meno recente: gli inglesi Jim Redman e Phil Read, il tedesco Ralf Waldmann, il venezuelano Carlos Lavado, gli italiani Eugenio Lazzarini, Pierpaolo Bianchi e Pierfrancesco Chili, l’americano Freddie Spencer. Ha fatto visita anche il pilota di casa Vittoriano Guareschi, mentre un vero tripudio ha suscitato l’arrivo di Carlo Ubbiali, classe 1929, giunto a Varano per la presentazione del libro curato da Lorenzo Montagner e raccontato dallo stesso pilota detentore di 9 titoli mondiali nelle classi 125 e 250 dal 1951 al 1960.

Il clou della manifestazione è comunque rappresentato dai turni in circuito: moto da gara, insieme a moto stradali. C’era chi si è presentato con moderne tute da pista, chi con abbigliamento d’epoca con tanto di scodella e occhialoni e per una volta la direzione del circuito ha chiuso un occhio sull’equipaggiamento.

Il primato di moto più antiche che hanno girato in pista, nella batteria A, è dell’industria francese, con una Bernasse del 1900, una Peugeot Motobicyclette del 1902 e un’altra Peugeot, una HP 2 ½ del 1903. La più recente invece una Honda RSR 250 del ’99, se si escludono le moto che hanno partecipato alla Parata dei Campioni.

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Quest’ultima è andata in scena sabato e domenica alle ore 13 e ha visto correre in pista tutte insieme le moto dei grandi campioni, molte delle quali guidate dagli stessi piloti dell’epoca. È il caso di Spencer, che ha guidato la sua NSR 500 tricilindrica, di Chili con la sua Suzuki GSX-R 750 del 2001, Bianchi con la MBA 125 del ’78, Lavado con la Yamaha TZ250 del ’80, Lazzarini con la Piovaticci GP125 del ’73, Read con la Suzuki RG500 del ’75 e Waldmann con l’Aprilia GP250 del ’94. Sette i piloti iridati, detentori in tutto di 33 titoli mondiali. La moto più anziana era una AJS 7R del 1954.

L’intervista con Fast Freddie


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A proposito di Freddie Spencer, è stato l’ultimo pilota nella storia del Motomondiale a vincere nello stesso anno (il 1985) due titoli mondiali, nella 250 e 500. Lo incontriamo nei paddock e riusciamo a scambiare due parole informali con lui:

Il campione americano, alla sua quarta presenza qui ad ASI Motoshow, oggi passa il suo tempo gestendo la sua scuola di pilotaggio Freddie Spencer Riding School. È inoltre ambasciatore per Bridgestone e nel suo tempo libero ama giocare a golf, come molti suoi colleghi.

“Mi piacciono molto questi eventi in cui ho occasione di guidare in pista la mia NSR 500 3 cilindri, la mia preferita tra quelle che ho guidato. Non ho particolari difficoltà a guidare le moto moderne, ma la 500 due tempi dà una sensazione impagabile: la leggerezza e la risposta al gas sono i suoi punti di forza. Anche il circuito mi piace molto, non è molto veloce ma è divertente”.

Quando gli chiediamo se guida la moto anche fuori dalla pista ci risponde: “purtroppo non tutti i giorni come vorrei, ma ogni giorno che passo su una moto per me è un giorno meraviglioso. Tempo fa ho fatto un giro in Portogallo di una decina di giorni con Bridgestone; guidare tra e montagne mi piace moltissimo.”

La parata dei campioni chiude la manifestazione


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Il sabato si chiude con la foto di gruppo dei Portaordini della Prima Guerra Mondiale, vestiti di tutto punto sulle loro moto, e con la cena di gala presso l’Hotel San Marco di Ponte Taro. La domenica c’è anche il tempo di seguire la conferenza stampa sulla figura di Massimo Laverda, motociclista e imprenditore scomparso dieci anni fa. Alle 13.30, con l’ultimo giro della Parata dei Campioni si conclude questa quattordicesima edizione di ASI Motoshow, che ha visto aumentare anche il pubblico di appassionati. Un evento da non perdere per chi ama le glorie del passato.

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