MotoCult: la Vespa GS di Sting in Quadrophenia

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Alcuni giorni fa mi sono riguardato un grande Cult della fine degli anni ’70: “Quadrophenia” intensa opera rock con un’indimenticabile colonna sonora dei “The Who” tratta dal loro omonimo album del ‘73.

Il film è del ’79 ma è ambientato negli anni sessanta, quando i “Mods” imperversavano per le città britanniche a bordo di Vespe customizzate all’eccesso e opponendosi ai “Rockers”. Un film maturo ma ingenuo al tempo stesso: una sorta di manifesto che gli Who hanno voluto dedicare a se stessi e a tutti i giovani nati nel secondo dopoguerra che vissero l’adolescenza negli anni ’60 pervasi da grandi ideali che, ripensati da adulti si rivelarono vacui e inconsistenti.

I Mods (“Modernists”) si proponevano come i Dandies della classe operaia pur essendo spesso figli della middle class, esibendo come simboli distintivi abiti di sartoria (rigorosamente italiani o francesi), il parka militare e la Vespa, oggetto di culto e di design contrapposta ai giubbotti di pelle e le moto dei Rockers.

MotoCult: la Vespa GS 150 di Sting in QuadropheniaMotoCult: la Vespa GS 150 di Sting in QuadropheniaMotoCult: la Vespa GS 150 di Sting in Quadrophenia

La Vespa (come la Lambretta, altra protagonista del film) era considerata un simbolo di “stile continentale”, un oggetto d’arte ma anche un mezzo di trasporto adatto al proletariato, che però doveva essere customizzato al massimo per emergere dalla massa. Come la Vespa GS del film, decorata con 6 specchietti retrovisori, un grappolo di fanali, schienale alto in pelle e cromature: a guardarla oggi fa sorridere, ma nella Londra della metà anni ’60 era un oggetto irresistibilmente cool. GS e l’acronimo di Gran Sport: 150 cc per 100 kmh di velocità, all’epoca della sua uscita (1955) si confermò fin da subito come il sogno di tanti giovani in cerca di emozioni sportive.

Un film da vedere o da ri-vedere, sia per la colonna sonora, sia per la storia del protagonista, un adolescente introverso e scontento in cerca di ribellione nei confronti della società “dei grandi”: una storia senza tempo insomma.

Tra i protagonisti troviamo un giovane Sting al suo debutto cinematografico (nella parte di Ace Face), che a un certo punto viene arrestato e caricato su un cellulare su cui è ben visibile, casualmente, la scritta “Police”. Ace Face è il capo della gang di mods, un mito per il giovane protagonista Jimmy Cooper (Phil Daniels), che proprio nella scena che vi proponiamo scopre la vera identità “del capo”: un facchino in un hotel di lusso bistrattato da anziani e ricchi clienti. Una delusione cocente, che porta Jimmy a rubare la Vespa e a lanciarla da un altissimo dirupo: fine dei giochi e fine delle illusioni.

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  • nickname Commento numero 1 su MotoCult: la Vespa GS di Sting in Quadrophenia

    Posted by: MojitoFC

    Fossi stato adolescente nell'Inghilterra degli anni '60 penso che sarei stato un Rocker, voui mettere una moto inglese con le Vespe? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su MotoCult: la Vespa GS di Sting in Quadrophenia

    Posted by: BIGBLOCK

    Non solo Vespe ma anche Lambrette… In seguito, dall'adorazione dei due scooter italiani, presero origine gli scooter boy, sorta di fusione tra mods e skinhead dediti alla trasformazione dei loro mezzi. Vespe e Lambrette esagerate sia nell'estetica sia nelle prestazioni. Diffusa era la preparazione che portava la cilindrata a 225 cc lo scooter lombardo. Scritto il Date —

 

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