Valentino Rossi cambia ... "tattica": mette già le mani avanti?


In pista, con la Ducati, in due stagioni ha raccolto poco o nulla, ma fuori, con le dichiarazioni, Valentino Rossi è sempre capace di caratterizzarsi e persino di …sbalordire. Dopo l’annunciato divorzio con la Casa di Borgo Panigale e il ritorno alla Yamaha dal 2013 il nove volte campione del Mondo a Indy ha fatto di nuovo il punto.

Non sono parole di circostanza perché il campione pesarese ha analizzato la realtà proiettandola nell’immediato futuro. Tre gli elementi significativi, non certo privi di novità: il primo riguarda di fatto l’annuncio del ritiro dalle corse fra due anni, il secondo è il dubbio sul proprio livello di competitività, il terzo è l’accettazione di Jorge Lorenzo quale prima guida in Yamaha.

Orbene, nella sua carriera Valentino si è sempre espresso in funzione di una propria strategia ben orchestrata. Insomma, non ha mai parlato a caso, quasi sempre cercando di costruire con le dichiarazioni fuori pista la vittoria in corsa. Certo, i giorni luminosi del condizionamento psicologico sugli avversari sono acqua passata che, come si sa, non macina più.

Forse Rossi ha cambiato tattica, non presentandosi più come il “dominatore” che incute timore agli avversari anche solo con le … parole ma dando di sé una versione di pilota che cerca in pista la verifica sul proprio reale livello. Insomma, Vale sa bene che il flop in Ducati non è tutto da addebitarsi ai limiti della quattro cilindri bolognese e sa bene che con la Yamaha e alla Yamaha la musica sarà ben diversa e il limone dovrà essere spremuto fino in fondo.

E’ una sfida che esalta ma nel contempo preoccupa il “dottore”. E’ la prima volta che il campione di Tavullia è assalito dal dubbio. Umanamente tutto ciò lo rende migliore, meno altezzoso, spuntando molte frecce anche dei suoi più incalliti detrattori. Come pilota il discorso è diverso. Già nei primi test di quest’anno si capirà subito che aria tira.

Se Rossi gira come Lorenzo, allora il pesarese ha tempo e modo per ricaricarsi anche psicologicamente e affrontare una grande stagione 2013. Ma se l’approccio non sarà subito quello desiderato, il gap con Lorenzo diventerà un macigno dal peso insopportabile sul capo di Rossi. A quel punto tutto è possibile e, contratto o non contratto, non si assisterà al film visto in Ducati, di fatto una inutile agonia agonistica.

In cuor suo, ovvio, Rossi è certo di avere tutte le motivazioni per vincere quest’ultima sfida. Ma l’ultima parola spetta alla pista. E’ per questo che Valentino, di fatto, mette già le mani avanti.

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