I caschi d'oro di Moto Sprint 2006

I caschi d'oro di Moto Sprint meda e capirossi


Si è svolto lo scorso lunedì 4 dicembre presso il teatro della celebrazioni di Bologna la classica rassegna annuale del settimanale Moto Sprint.

Quest’anno l’interessante manifestazione era arricchita dalla ricorrenza dei 30 anni dalla fondazione della rivista, e si è voluto quindi realizzare una versione un po’ particolare della canonica passerella che porta i più grandi campioni delle due ruote ad alternarsi sul palco per il ritiro dei premi.

Conduttori della serata il solito e scansonato Stefano Saragoni (che da collaboratore e inviato nei raid africani e nel motomondiale, è diventato prima redattore e ora direttore del settimanale) e al suo fianco un ironico Guido Meda, accompagnato da una biondissima Monic Blasi sorpendetemente competente sull’argomento motociclismo.

Il format della serata era legato a una serie di talck show successivi nei quali si alternavano gruppi di personaggi legati da fatti o periodi storici affini tra loro, di cui a seguire vi proponiamo una breve recensione con foto e video.





Particolarmente riuscita è stata l’accoppiata Castiglioni, Agostini, Lucchinelli, con il fuoriclasse spezzino, rigorosamente in abito informale che dispensava battute e frecciatine a tutti, non risparmiando nemmeno mister "15 volte" che ha accusato particolarmente il riferimento ad una gara vinta al Nurburing grazie allo stratagemma (ai limiti del regolamento) di aver punzonato due moto (una MV e una Suzuki) per poi scegliere quella giusta al momento della gara, in funzione del meteo. L’istrionico Marco ha poi concluso la sua performance sul palco assecondando il tranello preparatogli da Saragoni di far intonare all'orchestra le note della canzone “Stella Fortuna” da lui scritta e cantata a San Remo nella metà degli anni 80’.





Tra i big presenti alla serata i responsabili comunicazione di tutte le case costruttrici italiane più una lunga schiera dei nostri connazionali impegnati nelle più importanti discipline motoristiche.

Tra loro anche Max Biaggi ben accompagnato dalla Pedron che ha ritirato quasi a inizio serata un insolito premio Motospirnt per la tenacia messa in mostra mantenendosi allenato con moto da cross e motard al fine di ritornare alle gare più motivato e in forma che mai.

Peccato che Max abbia poi abbandonato la sala subito dopo aver ricevuto il premio e prima che tutti i suoi colleghi del mondiale velocità salissero a loro volta sul palco.


Max Biaggi ai caschi d'oro?


Oltre ai vari Dovizioso, De Angelis e Pasini particolarmente incisive e apprezzate dal pubblico sono state le apparizioni del simpaticissimo Alvaro Bautista che insieme ad un ottimo italiano ha sfoderato anche un ottima dimestichezza con il pubblico ed il microfono.


Troy Bayliss un grande campione


Insieme a lui hanno lasciato il segno sul palco anche i coraggiosi e coriacei alfieri Ducati Loris Capirossi e Troy Bayllis.

Assente giustificato Marco Meandri per i postumi di una operazione medica subita in quei giorni.

Dopo il passaggio sul palco di uno Stefan Everts come al solito di poche parole, ma capace di fare emozionare e scattare sulla sedia ad applaudirlo anche al semplice pronunciare il suo nome, non poteva certo mancare il principe dei piloti italiani, e il più atteso della serata.


una foto pazzesca questa che “cattura” ben 25 titoli mondiali in un solo scatto


Una foto pazzesca che “cattura” ben 25 titoli mondiali in un solo scatto!


Valentino Rossi si è infatti trattenuto a lungo sul palco, incalzato dalle domande dei conduttori, sul mondiale appena perso e sulle sue ultime esperienze in auto, che lo hanno aiutato per lo più a staccarsi dagli inevitabili rimorsi per un mondiale sfumato in modo tanto rocambolesco.

Ironici e coinvolgenti i racconti di Meda su uno degli spostamenti percorsi in auto con il fuoriclasse italiano: Vale infatti una volta, dopo aver imboccato una rotonda ha continuato a girare senza uscirne, fin quando la rotonda non fossa totalmente vuota, a quel punto un bel giro di traverso e poi via per la meta stabilita. Divertenti infine i suoi racconti sulla naturale inesperienza incontrata nel dover gestire i primi testacoda in gara con le auto da rally, per terminare con gli ottimi presupposti per il 2007 e le nove metodologie con cui vorrebbe affrontare le importanti prove invernali ormai giunte alle porte. Non è mancato anche qualche accenno alle differenze tra la guida delle auto e quella delle moto, con l’inevitabili ammissione del fatto che le moto donano soddisfazioni e scariche di adrenalina che nessuna auto riesce oggi a dare.





Tutti concordi piloti e presentatori nel decretare le auto siano divertenti, ma certamente più facili da condurre rispetto alle moto, che permettono ai centauri di sviluppare una sensibilità certamente poco comune, come dimostrato del resto dagli ottimi risultati ottenuti in auto non solo da Valentino, ma anche da Capirossi, Lucchinelli, Biaggi e molti altri motociclisti cimentatisi nel tempo nella guida a 4 ruote.

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