SBK, Brno: Tom Sykes mette il "settimo sigillo" sulla Tissot Superpole. Delusione Biaggi, 14°.

SBK 2012 Brno

L'annata 2012 sarà ricordata come una delle annate più rocambolesche e "creative" (come qualcuno l'ha definita nel paddock) del mondiale Superbike. Vuoi le condizioni atmosferiche o le decisioni dei piloti (vedi Monza), ma ad ogni tappa si assiste a una nuova vicenda delle derivate della serie. Ma a noi, piace così. E allora succede cha va di scena la pole "più lunga" della storia SBK. Il tutto stavolta viene deciso in un turno unico di 20 minuti.

Proprio così: le tranche di SP2 e SP3 della Tissot Superpole sono stati unificate dalla direzione gara. Del resto, altra soluzione era difficile da ipotizzare e (giustamente) al di sopra di tutto viene la sicurezza dei piloti. Parliamo di pista, però. Perchè, udite-udite, a segnare la Superpole è il "solito" Tom Sykes, alfiere e funambolo in forza alla Kawasaki (bellissima con gli adesivi dei fari anteriori), che fa sette su nove!

Non dobbiamo pensare però che l'inglese possa avere vita facile nelle due gare di domani. Occhi puntati, per il passo e per i tempi ottenuti con gomme da gara, su Marco Melandri (5° alla fine), e soprattutto Davide Giugliano, che conferma la sua costante crescita con un colpo di reni sul finale che lo mette in prima fila. Al suo fianco, lì davanti, anche il suo compagno Carlos Checa e l'irlandese Eugene Laverty, a dimostrazione della buona prova della RSV4.

Tutti con gomme da gara nella SP1, ma è Marco Melandri, col dente avvelenato per la scivolata occorsagli nel turno di qualifiche di questa mattina, a staccare il primo posto. Ma il colpo di scena lo regala (ahinoi) Max Biaggi: fuori al primo turno della Superpole. Forse un eccesso di sicurezza, o strategia sbagliata, ma il Corsaro e la sua squadra scelgono di non utilizzare la gomma da tempo.

La SP2 si apre con la bandiera rossa: Davide Giugliano perde olio e Ayrton Badovini che lo seguiva incappa in una caduta rovinosa contro le protezioni della via di fuga. Attimi di tensione, ma il pilota si rialza. La sessione viene così interrotta per consentire ai commissari la pulitura dall'olio perso. Propio quando la pit-lane sta per esser riaperta, ci si mette pure una leggera pioggerellina, inevitabile quindi la decisione del turno unico.

1. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 1'58.010
2. Carlos Checa (Althea Racing) Ducati 1098R 1'58.470
3. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 1'58.741
4. Davide Giugliano (Althea Racing) Ducati 1098R 1'58.789
5. Marco Melandri (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 1'58.885
6. Jonathan Rea (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 1'59.560
7. Leon Haslam (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 1'59.583
8. Michel Fabrizio (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 1'59.621
9. Chaz Davies (ParkinGO MTC Racing) Aprilia RSV4 Factory 1'59.748
10. Jakub Smrz (Liberty Racing Team Effenbert) Ducati 1098R 1'59.871
11. David Salom (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 1'59.279
12. Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 1'59.154
13. Leon Camier (FIXI Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 1'59.439
14. Max Biaggi (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 1'59.453
15. Loris Baz (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 1'59.627
16. John Hopkins (FIXI Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 1'59.973
17. Lorenzo Zanetti (PATA Racing Team) Ducati 1098R 2'00.591
18. Hiroshi Aoyama (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 2'00.693
19. Maxime Berger (Team Effenbert Liberty Racing) Ducati 1098R 2'00.978
20. Alessandro Polita (Red Devils Roma) Ducati 1098R 2'02.023
21. Leandro Mercado (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 2'02.952
22. Norino Brignola (Grillini Progea Superbike Team) BMW S1000 RR 2'03.524
23. Viktor Kispataki (Prop-tech ltd) Honda CBR1000RR 2'04.259

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