Fenati come Ubbiali a Monza nel 1959

A Romano Fenati il podio di casa di domenica al Mugello ha fatto “venire i brividi” ma tutti i presenti sul circuito toscano e gli aficionados davanti alla tv hanno rischiato il salto delle...
coronarie. Una corsa stupenda, suggellata con una splendida volata finale da fotofinish pongono il 16enne pilota ascolano ai vertici della nuova Moto3 250 cc, categoria salva-mondiale, dagli alti contenuti tecnici e agonistici.

Dopo il secondo posto in Qatar e l'imprevedibile vittoria di Jerez nella seconda gara del 2012, il secondo posto del Mugello ha un valore particolare per il portacolori del Team Italia: al di là della classifica iridata (il campionato è al giro di boa e ogni sbocco è possibile) Romano è entrato nel cuore degli appassionati italiani (e non solo). Ciò grazie ai risultati, alla sua grinta, ai suoi numeri in pista, ma anche alla sua semplicità di ragazzo modesto, al suo sorriso aperto, alla sua disponibilità verso tutti, ben lontano dagli atteggiamenti divistici di molti corridori, anche quelli meno blasonati e di ultima generazione.

Fenati è un pilota in forte crescita, ovviamente non ancora completo (da superare il limite sul bagnato...), forse troppo “caricato” all’inizio, ma tornato subito sulla retta via e proiettato verso traguardi importanti. Tecnicamente e fisicamente preparato, stilisticamente superbo (un mix fra i grandi degli anni 50-60 Bruno Ruffo e Tarquinio Provini e i grandi degli anni 80 Ezio Gianola e Luca Cadalora), agonisticamente agguerrito, Romano è oggi il pilota italiano più promettente, un vero talento, quello su cui si punta davvero per il dopo Rossi. Vedremo. Importante non fare il passo più lungo della gamba, maturare e fare esperienza, senza strappi.

Moto3 2012 - GP del Mugello
Moto3 2012 - GP del Mugello
Moto3 2012 - GP del Mugello
Moto3 2012 - GP del Mugello

I risultati non mancheranno. La corsa e la volata di ieri di Fenati al Mugello riportano molto indietro nel tempo, alla 125 del GP d’Italia di Monza 1959. Ugualmente una gara al cardiopalma, con piloti e moto da leggenda, fra cui Ubbiali, Provini, Hocking (MV Agusta), Degner, Minter, Fugner (MZ), Mendogni (Morini), Hailwood, Taveri, Villa e Spaggiari (Ducati) ecc. Chi scrive queste note, c’era, coi calzoni corti, a 10 anni di età, sopra la terrazza dei box. 52 piloti al via e finale rovente: dalla Parabolica escono in cinque appaiati, quattro virano sulla sinistra e uno tira diritto sulla destra.

Per un soffio vince, tutto a sinistra, Degner con la MZ sibilante 2T a disco rotante. Ubbiali, tutto a destra, con la MV 4T è secondo per pochi centimetri, distaccato di 4 centesimi. Poi Taveri, a 8 centesimi, Minter a 1 secondo e 5, Provini a un secondo e sei. Il “cinesino” della Casa di cascina Costa corre così radente il muretto dei box che quasi tutti i meccanici si buttano a terra, all’indietro. Il bergamasco re delle volate, perde così la corsa ma, a 30 anni, vince il suo settimo alloro mondiale e l’anno dopo raggiungerà i 9 titoli. Fenati sulla via di Ubbiali?

foto | L'Unità

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