MotoCult: una Triumph per l'ispettore Eastwood

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MotoCult - L\\\'uomo dalla cravatta di cuoio

Come tutti i martedì torna l’appuntamento con MotoCult, la rubrica di cinema e motociclismo di Motoblog. La settimana scorsa abbiamo parlato de “La grande fuga” e della Triumph di Steve McQueen; oggi, come promesso vi proponiamo un altro film che ha come protagoniste due moto della casa britannica.

L’uomo dalla cravatta di cuoio”, con Clint Eastwood e diretto da Don Siegel del 1968: un caposaldo della carriera di Eastwood, all’epoca non ancora regista impegnato, ma attore di riferimento per ruoli duri e “poliziotteschi”. Sono gli anni di Callaghan e della sua leggendaria 44 Magnum e anche in questo film, il cui titolo originale “Coogan’s Bluff” è stato, come spesso succede, stravolto per il pubblico italiano, Eastwood impersona uno spietato sceriffo dell’Arizona (Coogan, appunto) che deve andare a New York a recuperare il famigerato prigioniero in attesa di giudizio Jimmy Ringerman.

Ovviamente tutto va storto e Clint si ritrova a dover inseguire il fuggitivo per mezza New York: dopo aver massacrato di botte una dozzina di amici di malviventi in una sala biliardi (forse la scena di “street fight” più esaltante mai performata dall’attore), Coogan/Clint vede Ringerman rubare una Triumph T100R Daytona, così, per non essere da meno, si impossessa di una Bonneville 650 e mette in scena un inseguimento passato alla storia.

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Non siamo certo ai livelli di Mission Impossible o Fast&Furious, ovvio, ma ricordiamoci che stiamo parlando del 1968 e che il mondo degli effetti speciali era ancora ben lontano da quello cui siamo abituati oggi: è comunque una gran bella scena, ruvida e spettacolare.

Della Bonneville abbiamo parlato la settimana scorsa, per cui spendiamo due parole sulla T100R Daytona, un modello dalla storia gloriosa e che deve il suo soprannome proprio alla grande vittoria conquistata nel ‘66 da Buddy Elmore in sella alla Triumph alla 200 Miglia di Daytona, regalando allo storico marchio inglese la sua prima vittoria in pista. La T100R, conosciuta anche come Triumph Tiger, all’epoca del film era quindi una vincente novità sul mercato motociclistico: motore a 4 tempi 500 di cilindrata raffreddato ad aria, cambio a 4 rapporti, due cilindri, 160 km orari di velocità massima per 190 kg di peso e, soprattutto, classe da vendere.

Guardatevi (o riguardatevi) “L’uomo dalla cravatta di cuoio”: moto a parte è un bel film, con due livelli di “lettura”. Il primo è quello di un film d’azione tipico dell’America repubblicana impelagata nella guerra in Vietnam e alla disperata ricerca di eroi (Clint Eastwood, ma anche John Wayne e Charlton Heston tra gli altri) da proporre a una società giovanile affascinata dai miti pacifisti: il secondo è quello più profondo e seminascosto, in cui emerge una malinconica inadeguatezza dell’uomo della frontiera, il cowboy Coogan, nel rapportarsi alla società contemporanea. Insomma la fine del west e di tutti suoi buoni (?) principi morali contrapposti a un mondo senza regole e senza lealtà.

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