Rossi-Dovizioso-Iannone, i “tre moschettieri” tricolori. Ma la Moto Italia spinge con i “giovani leoni” della Moto3

L'Italia festeggia i tre moschettieri di Losail (Qatar) Rossi, Dovizioso e Iannone. Ma in Moto3 nuovi giovani leoni crescono...

bastianini

Ammaliati dalle imprese a Losail dei “tre moschiettieri italiani” Rossi-Dovizioso-Iannone non si è dato il giusto valore ai giovani leoni tricolori della Moto3. Nella prima gara in Qatar il vivaio tricolore ha dimostrato il suo straordinario potenziale, dimostrando di avere “galletti” pronti a beccare forte e a lottare per il podio, la vittoria e, perché no, anche per il titolo.

In una corsa da infarto (plotone tipo volatoni del Tour de France... ciclistico) un immenso Enea Bastianini (Team Gresini) partito 21esimo con la sua nuova Honda finalmente domata, ha mancato la vittoria per 27 millesimi beffato dal francesino Masbou e sale prepotentemente sul secondo gradino del podio e sulla vetta dei grandi protagonisti della categoria cadetta, davvero esplosiva sul piano agonistico e dello show e raffinatissima sul piano tecnico.

Qui non ripetiamo la cronaca della gara già fatta da Motoblog. Anche altri pilotini italiani si sono fatti ampiamente onore a Losail: Francesco Bagnaia (Mpfre Team), a proprio agio sulla Mahindra, Andrea Locatelli (Honda Gresini) mattatore in prova e super in gara persa per una svirgolata nel finale; Niccolò Antonelli (Ongetta Rivacold), tutti in lotta per il podio e comunque andati a punti, dopo prestazioni maiuscole, sfumate nei contatti fra carene nelle mischie furibonde di Losail.

Enea Bastianini

Ci limitiamo a questo nostro poker d’assi, tralasciano gli altri “tricolori”, comunque protagonisti nell’infuocato serpentone. Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, ci si aspettava di più – ovvio – da Romano Fenati (portacolori del Team di Valentino Rossi), out sul finire di gara, ma mai in lotta per la testa della corsa e anche dal suo compagno di squadra Andrea Migno, solo 24esimo. Nel Team di Rossi qualcosa non gira ancora per il verso giusto e occorre rimediare.

Idem, anzi peggio, per il Team Italia, con Matteo Ferrari 21esimo e l’esordiente Marco Bezzecchi 26esimo, cui non si poteva certo chiedere di più. Stesso discorso per Alessandro Tonucci, 25esimo. Fatto sta che i nostri ci sono, una pattuglia capace oramai di qualsiasi exploit, in una categoria – lo ripetiamo – dove in meno di un amen si passa dalla testa alla … coda del gruppone.

Nel giorno di Losail, e proprio a meno di un mese dal via della stagione 2015 del CIV (Campionato Italiano Velocità), i piloti del tricolore sono scesi in pista sul circuito di Misano per 3 giornate di test ufficiali. Qui accenniamo solo alla Moto3. I reali valori in campo si vedranno solo alla prima gara. Ma già nella 250 GP si prefigura una grande stagione, con oltre 30 piloti iscritti, tutti giovanissimi, da 15 a 19 anni.

Al debutto in Moto3, il 15enne Yari Montella, campione italiano SP 4T 2014, si è messo in evidenza con un crono di 1’47.768. Veloci anche Fabio Spiranelli, Dennis Foggia, Fabio Di Giannantonio, il giovanissimo Kevin Sabatucci (un pilotino da seguire molto da vicino) sulla Honda del Team di Paolo Simoncelli.

Atteso presto in pista un protagonista dal valore di Stefano Valtulini e un po’ di rimpianto per l’assenza in Moto3 del campione in carica Manuel Pagliani, passato alle grosse Supersport. Ammiratissimo, … “fuori programma”, Niccolò Bulega (sarà impegnato nel Cev mondialino Moto3) sulla Ktm ufficiale del Team di Valentino Rossi, pilota davvero in gran forma, di grande talento, con un futuro molto promettente.

A Misano c’è chi ha proseguito i test anche nella giornata soleggiata di lunedì, come il 18enne romanino Simone Mazzola, al debutto con la Evo 2014 del nuovo Kymco Oral Racing Team nello squadrone guidato dal mago Daniele Cecchini: un debutto molto positivo per lo sviluppo della bellissima e promettente cavalcatura biancorossa, ricca di preziosismi tecnici e non solo… Indubbiamente Mazzola è uno dei protagonisti più attesi del campionato, fra i papabili per aggiudicarsi l’ambitissimo titolo tricolore della categoria più agguerrita agonisticamente e più sofisticata tecnicamente.

Insomma, giovani italiani crescono. Torneremo presto per una analisi più puntuale e approfondita.

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