MotoGP: Imola e Misano, servono “idee” non polemiche

Con l'avvicinarsi delle elezioni in Emilia Romagna la politica torna, purtroppo, ad occuparsi degli autodromi e torna la polemica sui circuito di Imola e Misano. Vediamo di cosa si tratta

collina batticuore

Non è l’aria di primavera ma l’avvicinarsi delle elezioni di fine maggio a far riaccendere le polemiche strumentalizzando anche le corse, il motomondiale, gli autodromi.

Va in scena – non è la prima volta e non sarà neppure l’ultima – una diatriba in famiglia chiusa nei confini regionali dell’Emilia Romagna dove il contendere è la MotoGP, più precisamente una delle due tappe italiane del motomondiale, precisamente quella romagnola (marcata Repubblica San Marino) dell’Autodromo di Misano che Imola vorrebbe fare sua.

A dire il vero l’autodromo del Santerno non ha né colpe e né meriti perché la bomba – meglio dire la bombetta – l’ha fatta esplodere il consigliere regionale della Lega Nord Daniele Marchetti con una recente interrogazione che rivendicava la MotoGP togliendola a Misano, il cui contratto con la Dorna scade nel 2016.

Un assist, quello del consigliere leghista, per il sottosegretario della Regione Andrea Rossi che, forse ingenuamente e banalmente ha risposto scoprendo l’acqua calda: “Sotto il profilo turistico e commerciale è evidente che un ritorno di eventi di portata internazionale all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari comporterebbe un impatto positivo sull'indotto turistico imolese e non solo. Una gara di MotoGp potrebbe ulteriormente potenziare l'offerta della Motor Valley come appuntamento stagionale di punta per gli appassionati di motori, valorizzando le eccellenze del territorio circostante”. Già, bella scoperta.

I numeri parlano da soli, specie quelli di Misano e dintorni, con un rientro economico e d’immagine di tutto rispetto, dovuto proprio alla tappa iridata rivierasca. Mentre l’autodromo di Imola (per anni impelagato dentro crisi di varia natura, dovute a cattiva gestione, a problemi di sicurezza e anche al braccio di ferro con gli ambientalisti ecc.) non è intervenuto direttamente nella polemica, dalla Santa Monica Spa, per bocca del vice presidente Umberto Trevi hanno replicato senza peli sulla lingua: “Siamo amareggiati e delusi di certe dichiarazioni sul nostro GP, quasi fosse una pedina da spostare strategicamente come se si giocasse su una scacchiera. La MotoGP a Misano è il frutto di un connubio virtuoso: da una parte gli ingenti e pluriennali investimenti di un’impresa privata e dall’altra gli sforzi di enti pubblici territoriali come la Repubblica di San Marino, la Provincia di Rimini e i comuni direttamente interessati”.

Ovvio che si fa prima a rubare la gallina nel pollaio altrui che iniziare con avvedutezza e pazienza un nuovo allevamento di pulcini… In altre parole non è sottraendosi eventi l’uno con l’altro che si fa "massa critica" e valore aggiunto ma articolando l’offerta con nuove iniziative di livello internazionale.

L’Assessore regionale al Turismo Andrea Corsini chiude – si fa per dire – la polemica: “La Regione lavora per allargare l’offerta sportiva sul territorio, senza spostare eventi da una sede all’altra. Non esiste una nostra apertura per portare il Moto Gp da Misano a Imola. Siamo naturalmente interessati ad iniziative che possano rilanciare l’autodromo di Imola, sia da un punto di vista sportivo che turistico, ma è fuori questione che la Regione intenda farlo a scapito di un circuito prestigioso quale è il ’Marco Simoncelli’ di Misano Adriatico”.

Ecco il punto. Cosa fa Imola? E’ fuori dubbio che l’impianto del Santerno è oggi all’altezza per ospitare grandi eventi quale la MotoGP. E non è neppure impensabile un’altra tappa del motomondiale in Italia (oltre quelle del Mugello e di Misano), tenendo conto del “peso” del nostro motociclismo e anche di quel che succede altrove, vedi in Spagna, sede di (almeno) tre Gran Premi.

Non solo. Perché Imola non alza il tiro e si “inventa” – insieme a Dorna e Fim-Fmi- una corsa sui generis extra campionato emulando quel che in passato fece il grande e indimenticabile Checco Costa con le mitiche 200 Miglia e la Corsa delle Nazioni? Oggi impossibile? Mai dire mai!

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