Superbike, Giugliano, un solo grido: “Forza Davide!”

Superbike 2015 - Davide Giugliano (Aruba.it Racing – Ducati Superbike Team) costretto a saltare i primi quattro round della stagione (Phillip Island, GP di Tailandia, Aragon, Assen) tornerà solamente ad Imola. Stagione compromessa!

Aruba.it Racing Ducati Superbike Team Test Australia


Le conseguenze dell’incidente subite da Davide Giugliano nella prima giornata di test Superbike di Phillip Island costringono il pilota romano della Ducati a una pausa forzata di ben tre mesi, quindi a una partenza del mondiale Sbk 2015 con handicap.

Essere costretti – causa la doppia frattura alle vertebre lombari L1 e L2 – a dare forfait almeno nelle prime quattro gare stagionali (Phillip Island, GP di Tailandia, Aragon, Assen) non solo incide fortemente in modo negativo nel punteggio del campionato ma porta a modificare la strategia del forte binomio italiano, costretto così a rincorrere con la baionetta in canna, con i rischi conseguenti.

Tutto ciò nella migliore delle ipotesi, dato che l’assoluto riposo imposto dai medici a Giugliano per un periodo così lungo evitando conseguenze ancor più pesanti indebolirà il fisico e il morale dell’asso della Casa di Borgo Panigale. Qui non interessa affrontare la questione del sostituto, a questo punto un obbligo per la Ducati, ma comprendere il significato di questo ennesimo incidente di Davide, soppesando il valore di un pilota costretto a pagare conti troppo salati alla guigne.

Sarà anche vero quel che diceva Enzo Ferrari: “La fortuna e la sfortuna nelle corse non esistono”, ma la.. sfiga sì: l’incidente può essere causato (anche) dal pilota ma le conseguenze sono legate all’imponderabile. Quanti incidenti paurosi si sono conclusi senza neppure un graffio per il corridore e, all’opposto, quante cadute apparentemente innocue si sono trasformate in veri disastri?

In questo caso, l’high-side alla curva 11 di Phillip Island può essere stato provocato anche da un errore del pilota (anche se Davide non era “impiccato” nel primo giorno dei test australiani) ma le conseguenze pesanti del volo sono solo frutto di una maledetta jella.

Che senso ha scagliarsi adesso contro il “povero” Giugliano, accusandolo di essere un pilota scassa-moto sempre a terra? Davide è un pilota particolarmente aggressivo, molto generoso, spesso costretto a ... “strafare” anche per sopperire all’inferiorità del suo mezzo meccanico. Non è stato così anche nel 2014?

Non stiamo parlando di un centauro della domenica con l’hobby delle corse, ma di un pilota professionista di altissimo livello tecnico-agonistico, preparato, concentrato, cosciente dei propri mezzi, uno dei più forti oggi nel mondiale Sbk, se non il più forte in assoluto. Davide deve compiere lo step finale per la definitiva “maturità” agonistica, quindi la consacrazione. Forse, quel che manca ancora è il grande risultato capace di sbloccarlo sul piano psicologico garantendogli la sicurezza dei grandi campioni.

La Ducati ha in Giugliano un valore aggiunto, non una zavorra e per questo va assecondato, compreso e aiutato. C’è da augurarsi che quanto accaduto nei test di Phillip Island sia solo una parentesi negativa prima del grande rilancio. Solo chi cade può rialzarsi. In questo momento non servono polemiche, ma un solo grido: “Forza, Davide!”.

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