Losail, Lorenzo (Yamaha) detronizza Stoner (Honda). Ducati in affanno. Rossi da "the nel deserto" ...


Tempi duri per i “dittatori”, anche per un “re” di gran lignaggio come Casey Stoner, detronizzato nella sua Losail da un Jorge Lorenzo in una delle sue giornate di grazia: freddo e calcolatore nella fase di studio quanto incandescente e temerario nell’arrembaggio finale. I significativi progressi dimostrati dalla Yamaha nei test invernali hanno trovato nella prima di Losail una conferma che non può non allarmare il binomio campione del mondo, Stoner-Honda.

Quella che poteva apparire come una cavalcata solitaria, si è trasformata in una sconfitta: Stoner ha guidato da par suo, ma la corsa di oggi dimostra che conservare la corona iridata non è così scontato. Il “canguro” non può più lasciare niente di intentato e forse dovrà anche modificare il modo di gestire i turni di prove ufficiali e le qualifiche: non più toccate e fuga con tempo da pole, ma duro lavoro per non avere poi in corsa sorprese negative come accaduto oggi a Losail.

Lorenzo è maturo e capace di cogliere ogni spiraglio e merita la grande vittoria di questa bella apertura stagionale. Il secondo posto di Pedrosa, davanti a Stoner, vale oro colato: ma lo spagnolo ancora una volta ha atteso troppo prima di rilanciare l’attacco. Con Stoner in difficoltà, Pedrosa poteva anche tentare il colpaccio.

In buona sostanza i tre di testa hanno fatto gara a sé, così come dietro hanno fatto il mastino Crutclow e il fine sciabolatore Dovizioso (staccati di circa 17 secondi) in lotta per il quarto posto e ancora più dietro Hayden, Bautista, Bradl, Barbera, (staccati di circa 28-29 secondi – Barbera +31,382 per il lungo finale) in gran bagarre per il sesto posto andato alla fine all’americano della Ducati.

La Casa di Borgo Panigale può essere soddisfatta per un sesto posto e un decimo di Rossi a oltre 33 secondi? Evidentemente no. La (nuova) Ducati resta moto da terzo gruppo e Rossi oggi fatica anche a rimanere in quei paraggi. Evidentemente siamo con i nodi infilzati nel pettine: c’è un problema di moto ma c’è anche un problema di manico. I motivi? Spetta alla Ducati e a Rossi trovarli. Senza aggrapparsi agli specchi.

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