Roland Sands Blackline Dirt Tracker

Roland Sands Blackline Dirt Tracker

Californiano, ex pilota, Roland Sands è figlio d’arte. Suo padre Perry infatti è il fondatore di Performance Machine, una delle aziende leader nel settore della componentistica per custom, in particolare cerchi e impianti frenanti. Roland ha intrapreso prima una carriera nel campionato AMA 250, vincendo il titolo nel 1998. Abbandonate le corse nel 2002 si dedica oggi non solo all’azienda di famiglia ma anche alla sua RSD (Roland Sands Design), con sede a Los Alamitos, a sud di Los Angeles.

Tributato in patria e all’estero, è uno dei protagonisti del progetto Yamaha VMAX Hyper Modified. Dopo una parentesi con la Desmo Tracker motorizzata Ducati, ritorna al suo vecchio amore: le Harley-Davidson. L’ultima sua sfida è quella di trasformare un Softail Blackline in una sorta di dirt-tracker con attitudini fuoristradistiche.

Certo il peso originario di quasi 300 kg non sembra aiutare nell’impresa, ma gli accessori PM e RSD usati a profusione aiutano a far scendere l’ago della bilancia. A livello estetico la moto viene spogliata del superfluo: la carrozzeria mantiene il serbatoio originale, accessoriato con tappo RSD Tracker e verniciato di nero opaco in contrasto col bianco lucido utilizzato anche sul serbatoio dell’olio, opera realizzata da Chris Wood di AirTrix. L’impianto di illuminazione adotta un faro Nightster davanti e un fanalino con supporto targa RSD dietro.

Roland Sands Blackline Dirt Tracker
Roland Sands Blackline Dirt Tracker
Roland Sands Blackline Dirt Tracker
Roland Sands Blackline Dirt Tracker
Roland Sands Blackline Dirt Tracker, disegno
Roland Sands Blackline Dirt Tracker
Roland Sands Blackline Dirt Tracker, filtro aria Clarity
Roland Sands trasforma Softail Blackline in una Dirt Tracker, tappo Tracker

La strumentazione originale viene montata su un supporto RSD Cafè XL, mentre il manubrio è fissato su risers da 1,5” e completato da leve Avenger e manopole Tracker, tutta roba marchiata RSD. La sella Azteca rivestita in cuoio richiama le WR 750 da competizione del passato, che si sfidavano con le Indian Scout sui tracciati in terra battuta alla fine degli anni Quaranta, mentre le pedane sono Performance Machine Mid Mount centrali. La linea del retrotreno infine viene alleggerita da un parafango RSD Narrowed Vintage flottante e fissato al forcellone.

La maggior parte dei componenti ha la finitura Black Ops, molto in voga. Il motore, oltre ai coperchi della distribuzione RSD Clarity e quelli delle teste Nostalgia viene arricchito con filtro aria Clarity, scarico Tracker di e centralina Fuelpack FI, entrambi di Vance & Hines. Vista l’attitudine off road non manca la piastra paramotore.

Al reparto trasmissione, la primaria utilizza una cinghia da 2” PM Contour e una frizione a secco, mentre la finale viene convertita a catena. La ciclistica viene rinforzata a dovere usando molle più robuste sulla forcella originale Showa da 49 mm, sulla quale vengono montati soffietti Triumph Scrambler. Viene aggiunta una piastra antisvergolo RSD, mentre il retrotreno utilizza ammortizzatori Progressive 422.

I cerchi Judge da 19 pollici con pneumatici Goodyear tassellati adottano freni RSD con pinze PM a 6 pistoncini davanti e 4 dietro, dove è montata una corona frenante. Per testare il prodotto finito nessun collaudatore è meglio del suo costruttore e, a giudicare dalle derapate di Roland, l’intento di trasformare un Blackline in dirt tracker sembra perfettamente riuscito.

Roland Sands trasforma Softail Blackline in una Dirt Tracker, portastrumento Cafe XL
Roland Sands trasforma Softail Blackline in una Dirt Tracker, leve Avenger, manopole Tracker
Roland Sands trasforma Softail Blackline in una Dirt Tracker, serbatoio olio
Roland Sands trasforma Softail Blackline in una Dirt Tracker, primaria PM Contour

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