Biaggi, Test Aprilia: “valore aggiunto” o “guastafeste”. E Melandri...

Superbike 2015 - Max Biaggi e Marco Melandri. Avversari o compagni di squadra? Analizziamo il ritorno del pilota romano sull'Aprilia...

Max Biaggi al Mugello con la ART Aprilia

In un altro post dal titolo: “Max Biaggi prova l’Aprilia a Portimao, e si parla già di wild-card...” Motoblog affronta un tema che va al di là dei confini tecnici. Qui, infatti, parliamo dei rapporti interni all’Aprilia, specie del rapporto Biaggi-Melandri (o Melandri-Biaggi), che possono incidere sulle questioni tecniche e quindi sui risultati in pista.

Parafrasando un vecchio e provocatorio adagio calcistico: “Chi non salta... è!” siamo certi di interpretare il sentimento degli appassionati (almeno italiani) per gridare a pieni polmoni: “Forza Aprilia!”. La gloriosa Casa di Noale, non solo ha un palmares storico di straordinario valore, ma è tutt’ora magnificamente sul pezzo, ufficialmente in campo, addirittura nei due massimi campionati di velocità, Sbk e MotoGP. Quindi, tanto di cappello.

Ma, allo stesso tempo, non si può non considerare con qualche perplessità alcune ultime scelte, vedi la “forzatura” del passaggio pro tempore di Marco Melandri in MotoGP 2015 per il ritorno del ravennate in Sbk nel 2016, vedi la decisione del ripescaggio di Max Biaggi, tester a 43 anni suonati delle nuove quattro cilindri venete sia SBK che MotoGP e addirittura wild card in alcuni round del mondiale derivate di serie in questa stagione che sta per cominciare con i nuovi regolamenti tecnici e moto meno prototipi e più vicine a quelle di serie.

Anche su questo, non si può non salutare nel miglior modo il rientro del “Corsaro”, sperando che non si sia arrugginito perché a questi livelli anche il ruolo di tester vale solo se poi il cronometro premia tali scelte.

Ma qui la questione è un’altra e riguarda il rapporto Melandri-Biaggi, sempre altalenante, per non dire di più. Non vogliamo rinvangare storie e rinfocolare polemiche ma come non ricordare la rissa sfiorata fra Melandri e Biaggi nella superpole ad Aragon 2011 quando il ravennate, “ostacolato” dal romano lo applaudì ironicamente al rientro nei box e Max rispose con i due schiaffetti provocatori?

E la stoccata di Marco dopo la vittoria da titolo iridato di Max su Tom Sykes per il rotto della cuffia: “Il campione morale è Tom!”? Soprattutto, alla luce del rientro in pista di Biaggi, come non considerare il giudizio di Melandri su Biaggi collaudatore: “Credo che serva un collaudatore per fare chilometri, ma le scelte tecniche devono essere dei piloti ufficiali”. Una fiocinata velenosa che getta sale sulle vecchie ferite: di fatto valutando il “Corsaro” di oggi, inadeguato come pilota, alla stregua di un... motociclista da strada e soprattutto mettendo le mani avanti sulle scelte tecniche relative allo sviluppo e alla messa a punto delle nuove moto, scelte non dettate dalle indicazioni di Biaggi.

Ma, al di là dei nodi irrisolti sui rapporti personali dei due piloti, non è questa una contraddizione che rischia di creare altri problemi al Team, teso a cercare in tempi rapidi la strada migliore per la competitività dei suoi nuovi bolidi?

Intanto Max si gongola nel suo nuovo ruolo e su Twitter cinguetta contento come un ragazzino al debutto in pista: “L’alba è già qua, per quanto sia normale vederla ritornare, mi illumina di novità, mi dà una possibilità. Si va a Portimao”. Poi a Jerez per i test del motore in configurazione 2015, con pistoni e bielle di serie e elettronica con price-cap.

In preparazione del ruolo di wild-card Sbk? A Melandri piacendo...

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