BMW R 1200 GS Adventure 2014: la prova completa

Maestosa ed imponente, eppure semplicissima da guidare. E' una moto appagante e confortevole, capace di adattarsi ad ogni situazione ed uscirne sempre a testa alta. La R 1200 GS Adventure 2014 ha conquistato il cuore degli appassionati, lo confermano le classifiche di mercato. Abbiamo avuto modo di metterla alla prova un po' ovunque, e siamo rimasti molto soddisfatti del nostro test.

BMW R 1200 GS Adventure 2014: la prova completa

Avevamo già avuto modo di metterla alla prova durante la presentazione stampa ufficiale dello scorso febbraio. Ma la sua indole, la sua maestosità e, sopratutto, il successo che ha avuto durante il 2014 ci hanno spinti a testarla ulteriormente nella nostra quotidianità, sfruttandola al massimo e portandola in giro con noi per capire se è davvero LA tuttofare.

Parliamo della BMW R 1200 GS Adventure 2014, la versione più massiccia e completa della maxi-enduro bavarese che, da anni, ottiene un enorme successo all'interno del mercato europeo delle due ruote. La GS Adventure fa sentire parecchio la differenza dalla sorella "standard" (qui il nostro test della BMW R 1200 GS 2013). L'albero motore più pesante rende il bicilindrico boxer più elastico e pacato nell'erogazione.

Ciò che colpisce è la sua agilità. Una volta in marcia, i 260 Kg quasi non si fanno più sentire. L'ampio manubrio permette di guidare la moto agilmente e con grande stabilità. Tutto è collocato nella giusta posizione, la cura del dettaglio è maniacale e il piacere di guida si fa sentire metro dopo metro. Il design è azzardato ma, secondo noi, azzeccato. E' una moto estrema per natura, questo aspetto "militare" ci sta tutto e si apprezza tanto.

Come accennavamo, la R 1200 GS Adventure ha riscosso un grandissimo successo lungo tutto il 2014. Già dai primi mesi si affermava ai primi posti tra le moto più vendute, per chiudere nel mese di ottobre 2014 al quarto posto tra le moto e al 21° nella Top 100 due ruote con 1739 unità vendute. Un successo notevole vista la cifra presente sul listino.

Il prezzo non è certo per tutti. Per portare sotto il proprio tetto la BMW R 1200 GS Adventure 2014 bisogna lasciare al concessionario BMW Motorrad ben 17.450 euro (versione base). Ovviamente, su una moto del genere, sono indispensabili gli optional, come minimo le due borse laterali. Il resto...è tutta questione di portafogli!

La Guida: maestosa e imponente, ma si guida come una bicicletta!

BMW R 1200 GS Adventure 2014: la prova completa

Ciò che mi interessava capire era, innanzitutto, la differenza con il modello standard (nella guida di tutti i giorni), e poi se la moto riusciva davvero ad adattarsi ad ogni situazione. Una volta nelle mie mani la trasformo subito nella mia moto. Regolo le sospensioni ESA in base alle mie esigenze, carico nelle borse tutto ciò che porto con me di solito in giro... Insomma, la faccio mia!

Mi piace quest'aria da carro armato su due ruote, il verde militare spezzato dalla scritta "R 1200 GS" arancione, il grande parabrezza regolabile, il telaietto paramotore. C'è di tutto, anche il navigatore satellitare BMW collegato al manettino multifunzione situato nel braccialetto sinistro dei comandi.

Non si può negare l'evidenza: la GS Adventure è una moto davvero imponente, ci si sente minuscoli al suo cospetto. Ma una volta in sella? Giù dal cavalletto centrale e si tocca terra agilmente (certo i più bassi avranno qualche difficoltà). Stringo tra le mani l'ampio manubrio, prendo confidenza con i comandi e parto. Il bicilindrico boxer è più pacato rispetto alla GS "Standard", la maggiore elasticità dell'erogazione si fa sentire fin da subito con il riding-mode "Normal".

La jungla cittadina romana ci attende! Dopo aver preso le giuste misure (anche sulla GS Adventure vige la regola "dove passa il manubrio passano le valigie) mi addentro nel traffico capitolino e apprezzo subito l'agilità della moto. I 260 kg sembrano spariti, volatilizzati. Siamo solo io, un grosso boxer "allegrotto" sotto il sedere e un'inaspettata agilità. Le sospensioni copiano a dovere le asperità dell'asfalto (settando l'ESA su "Soft"), una caratteristica che si apprezza non poco nella maggior parte delle grandi città italiane.

Gli occhi di automobilisti e motociclisti al semaforo sono tutti per la "GSona". C'è chi storce il naso, c'è chi dice "Bella!". Non è una moto che passa di certo inosservata, sopratutto quando si passa davanti al bar durante l'ora dell'aperitivo! Lungo il mio tour urbano ho modo di apprezzare anche l'ottima protezione aerodinamica (anche col parabrezza in posizione ribassata) e il comfort di guida, regalato da una perfetta triangolazione sella-manubrio-pedane. L'ampiezza di quest'ultime è ciò che si apprezza di più, anche quando si indossano delle normalissime scarpe e non per forza gli stivali da fuoristrada.

La capacità di carico della moto è notevole. Le borse laterali in alluminio, ermetiche e con coperchio posto nella parte superiore, garantiscono il trasporto di uno svariato quantitativo di oggetti. Il sistema di sgancio rapido è semplice ma bisogna comunque fare pratica per poter assicurare bene le borse ai propri telaietti.

La piastra che andrebbe ad ospitare il top-case è anch'essa ampia e permette di caricare altri bagagli in maniera semplice, poco invasiva e sicura. Il passeggero viaggia molto comodo. Ha a propria disposizione le robuste maniglie laterali alle quali aggrapparsi, due ampie pedane e la sella quasi allo stesso livello del pilota, così da poter beneficiare della giusta protezione dall'aria.

BMW R 1200 GS Adventure 2014: la prova completa

Cambiamo adesso terreno, passiamo al misto stretto che tanto ci entusiasma. Lascio le borse laterali montate, indosso l'abbigliamento tecnico completo e parto alla ricerca di qualche curva interessante su per le strade che si arrampicano verso i monti che circondano la Capitale. Per raggiungere questa parte guidata affronto un breve tratto autostradale.

Comodo il vano portaoggetti ermetico situato sul serbatoio. Anche se stretto (il telepass e gli smartphone non entrano), consente comunque di riporre il biglietto del casello e qualche spiccio. La protezione aerodinamica è il massimo. Il parabrezza, settato nella posizione più alta, ripara a dovere dal vento e dalle intemperie, così come le due alette poste lateralmente e la carenatura anteriore. Il sound dello scarico, che si apprezza tanto nella guida sportiva, risulta essere un po' troppo rumoroso per i lunghi tratti autostradali.

Lascio l'autostrada e, dopo aver irrigidito le sospensioni e settato il riding-mode su Dynamic, comincio a sentire la vera indole aggressiva del boxer raffreddato a liquido. I 125 cv scalpitano in fretta, l'accelerazione è più brusca ma pur sempre controllabile. Decisa la frenata, con il sistema ABS Bosch che interviene solo se si esagera in staccata. Ingresso e percorrenza avvengono con precisione chirurgica. Sembra quasi di guidare la GSona con lo sguardo. Una volta presa la corda basta riaprire con decisione il gas per essere letteralmente lanciati fuori dalla curva.

L'erogazione è nervosa, ma l'ottima ciclistica assicura al pilota il totale controllo della moto. Se poi si esagera, interviene l'avanzata elettronica. Il controllo di trazione è sempre vigile e pronto a correggere le sbavature, sopratutto dove l'asfalto non assicura sempre il massimo del grip. La posizione in sella, con il busto eretto perfettamente centrato, non è certo il massimo per la guida sportiva, ma consente comunque di guidare bene la moto mantenendo un ritmo sostenuto.

Lungo il tratto d'asfalto ho la fortuna di beccare l'ingresso per una mulattiera ben battuta. La GSona in prova non calza le gomme adatte, decido comunque di affrontare questo breve sterrato per capire come si comporta questa Adventure su una tipologia di terreno che dovrebbe appartenerle per natura.

In piedi sulle pedane, ginocchia flesse e busto leggermente spostato sull'anteriore. Il riding-mode è settato su Enduro ASC, con la moto libera di scodare (fino a un certo punto) e ABS disinserito. In fuoristrada il peso si sente, sopratutto nei tratti più lenti, dove però si apprezza il baricentro basso. Bisogna lavorare tanto col corpo per mantenere la traiettoria.

Fortunatamente, la gestione della manopola del gas è precisa e ben modulabile. Con le gomme tassellate, e una buona base di guida fuoristrada, guidare la R 1200 GS Adventure sullo sterrato non sarà certo il massimo ma consente di poterla sfruttare anche sui tracciati più impervi.

Per tenere a bada i consumi bisogna prima abituarsi alla moto e poi trattare bene la manopola del gas. In città i consumi oscillano tra i 5,3 e i 5,8 lt/100km, mentre nell'extra-urbano si mantengono sui 4,3/5,9 lt/100km rispettivamente a 90 e 120km/h costanti.

  • shares
  • Mail