Silent Hawk: trazione integrale e motore ibrido per la moto militare USA

Nel passato si erano già viste moto 2x2, ma nessun costruttore si era finora spinto a realizzare un mezzo integrale a motore ibrido come la SilentHawk

SilentHawk integrale ibrida

Le moto a trazione integrale non sono propriamente una novità. A cavallo tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 nacquero infatti mezzi come la Tote Gote e la Rokon Trailbreaker. Semi-dimenticata, o comunque relegata a realizzazioni amatoriali, questa soluzione applicata alle due ruote è tornata in tempi recenti a far parlare di sé. Protagoniste di questo sono state la KTM 300 EXC di Marty Lawson e la russa Tarus, ma nessun costruttore ad oggi si era spinto fino ad un mezzo 2x2 ibrido.

A rompere gli schemi ci ha pensato SilentHawk, costruita da Logos Technologies, che si è subito guadagnata una menzione da parte di DARPA, l'agenzia governativa USA che si occupa di progetti di ricerca in ambito difesa. Partendo da una moto da cross elettrica esistente, la RedShift MX della californiana Alta Motors, gli ingegneri Logos hanno sostituito il motore con una power-unit realizzata internamente.

Redshift MX

La relativa poca fantasia nel nome, che è anche quello di una variante dell'elicottero Black Hawk utilizzato per la cattura di Osama Bin Laden, sembrerebbe compensata dal risultato finale. Si tratta sostanzialmente di una moto all-terrain nata per equipaggiare piccoli gruppi di militari che si devono spostare per distanze considerevoli in zone accidentate che si trovano in territorio nemico. Com'era facile prevedere, essendo parte di un progetto di difesa, non sono stati resi noti i dettagli tecnici.

Non si conoscono i dettagli tecnici della moto in questione, peso, tipologia di batterie e motore (endotermico ed elettrico) utilizzato e la soluzione elettronica adottata per la gestione del tutto, visti i requisiti di totale affidabilità che il mezzo deve soddisfare.

A meno di una improbabile fuga di notizie, difficilmente queste domande troveranno una risposta, sia da parte di Logos che dell'agenzia DARPA, la quale finanzierà il progetto per far sì che possa divenire realtà impiegabile dai corpi USA nell'arco dei prossimi diciotto mesi.

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