Grandi duelli iridati 1957: Libero Liberati (Gilera) - Bob Mc Intyre (Gilera)

Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)

E’ l’anno che chiude un’era: da quella stagione 1957, con l’addio di Gilera, Guzzi e Mondial, il motociclismo volta pagina. Di lì a poco ci sarà l’ingresso nel motomondiale delle Case giapponesi, che però dovranno attendere il 1961 per fregiarsi dell’iride (Honda 125 e 250 con Tom Phillis e Mike Hailwood). Nel ’57 le Case italiane danno il colpo finale alle moto inglesi e tedesche bissando l’exploit dell’anno precedente, stavolta con i due titoli di Tarquinio Provini e Cecil Sandford (Mondial 125 e 250) e con quelli di Keith Campbell (Moto Guzzi 350) e Libero Liberati (Gilera 500).

A Provini, corridore fra i più forti e carismatici di tutti i tempi, abbiamo già dedicato un Amarcord, così come a Liberati, altra fulgida stella del firmamento del motociclismo mondiale, purtroppo colpito anzitempo dall’agguato della cattiva sorte. Il campione ternano, dopo numerosi successi in Italia e due titoli tricolori nel ’55 e nel’56, vince a Monza proprio a fine ’56, la sua prima corsa iridata con la Gilera 350 ufficiale.

Da quel momento il “Cavaliere d’acciaio” è nello squadrone ufficiale della Casa di Arcore capitanata dal “Duca di ferro” Geoff Duke, entrando senza timori reverenziali nella fossa dei leoni, contro avversari – oltre Duke - dal calibro di Surtees, Mc Intyre, Masetti, Lomas, Cavanagh, Milani, Dale, Armstrong, Campbell, Sandford, Monneret, Grant, Bandirola, Montanari, Lorenzetti, Zeller, Muller, Artle, Minter, Venturi.

Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)

Il campione ternano della Gilera in quell’infuocato ’57 trionfa nella classe regina nei Gran Premi di Germania (doppietta 500 e 350), Belgio, Irlanda, Italia mentre Mc Intyre (Gilera) e Surtees (MV Agusta) vincono rispettivamente il GP d’Inghilterra (TT) e il GP d’Olanda (Assen). Proprio nella prima gara stagionale ad Hockenheim, con la rinnovata Gilera 4 cilindri (75 CV a 11.000 giri, 270 kmh con carenatura a campana!) Liberati compie il suo capolavoro, con una mirabile doppietta nelle 350 e 500, sfatando così anche le malelingue inglesi che lo giudicavano inadeguato sul bagnato.

Libero vince sotto una pioggia battente una rocambolesca 350, dopo un volo a metà gara, un inseguimento forsennato, un incredibile recupero e alla fine la salita sul gradino più alto del podio. Dolorante, viene portato di peso dai suoi meccanici alla partenza della corsa successiva, la 500. Sotto l’imperversare di una pioggia torrenziale l’italiano si rende protagonista di una delle più belle corse di tutti i tempi. Solo Mc Intyre, scatenato dopo lo smacco nella 350, tiene testa al suo compagno di Marca. Uno squarcio di sole e le medie esplodono: lo scozzese gira a 205 Kmh di media e l’italiano risponde a 206; replica di Bob a 207,500 e risposta di Libero a 208, infine l’acuto finale di entrambi a 208,500 Kmh! I 200 mila del motodrom sono in delirio e un boato accoglie il trionfo di Liberati, primo in fotofinish su Mc Intyre.

Per le ferite di Hochenheim il pilota ternano sarà costretto a dare forfait al TT lasciando a Bob la vittoria. Ma a Spa, all’Ulster e nell’ultima di Monza, Liberati si ripeterà con epici trionfi conquistando in Italia il titolo di campione del Mondo della 500, impresa riuscita prima solo a Masetti e bisognerà attenderà il 1966 e Giacomo Agostini per un italiano iridato della massima cilindrata.

Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)

Già si pregustava un grande 1958 quando arrivò come una frustata secca l’addio alle armi. Anche per questo abbandono della Gilera Mc Intyre non vincerà nessun titolo mondiale - sarà tre volte vice campione del Mondo nella 350 e 500 (1957) e nella 250 (1962), dopo le AJS. le NORTON e le GILERA guiderà con grande maestria le BIANCHI e le HONDA ufficiali. Ci ripetiamo: Mc Intyre è un altro pilota “epico”, di un’epopea ineguagliabile, fra assi e battaglie che restano nel cuore degli appassionati e nella memoria storica del nostro sport.

Bob arrivò sempre un po’ in ritardo sulla moto vincente, approdando infine da ufficiale alla Honda per coronare il suo sogno del titolo iridato. Ma la dea bendata aveva deciso altrimenti puntando le lancette dell’orologio a Oulton Park. La solita corsa con il pugnale in bocca, la brutta partenza, l’inseguimento, poi la fuga, i record, la caduta. Era l’ultima.

Libero Liberati, pilota venuto dalla gavetta, al ritiro della Gilera accusò il colpo ma non si diede per vinto e continuò a correre con una 500 privata monocilindrica della marca di Arcore. Non voleva “tradire” la Casa italiana che l’aveva reso celebre nel mondo. Aspettava sempre il ritorno delle “quattro” che, con il Team Duke torneranno davvero in pista nel 1963 con Derek Minter e John Hartle nelle 350 e 500.

Ma Liberati non c’era più. Il destino l’aveva rapito il 5 marzo 1962: una banale caduta in allenamento sulla Valnerina resa viscida dalla pioggia. Uno sbalzo dalla sua fida Saturno 500 e l’impatto contro la roccia. Come avevamo scritto su Amarcord: Rincorreva così in cielo le sue 39 vittorie raccolte in terra. Se ne era andato a 36 anni un uomo silenzioso, un pilota umile, fra i più grandi e amati in assoluto nella storia del motociclismo mondiale.

Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
Libero Liberati (Gilera) e Bob Mc Intyre (Gilera)
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