Superbike: John Hopkins, "Il 2012, il mio vero esordio nelle derivate dalla serie"

John Hopkins Suzuki Superbike

Nonostante la prima esperienza del 2009 con il team Stiggy Honda, per John Hopkins questa stagione rappresenta il vero esordio nel Mondiale Superbike. Nonostante la sfortuna, che a tratti si è letteralmente abbattuta contro lo statunitense (ultima in ordine cronologico, l'amputazione di falangina e falangetta dell'anulare sinistro), "The Hopper" non si nasconde e punta dritto ai risultati che contano grazie alla presenza del suo team, gli uomini della Suzuki Crescent.

Per molti piloti una serie interminabile di infortuni avrebbero potuto rappresentare un brutto colpo a livello morale, ma nonostante gli siano stati rimossi i punti solo lo scorso 26 gennaio, John non vede l'ora di ricominciare, di buttarsi nella mischia e confrontarsi con alcuni dei più grandi piloti al mondo, tra i quali i suoi vecchi avversari della MotoGP, Marco Melandri, Max Biaggi e Carlos Checa.

"Ho mantenuto pulita la ferita e fatto tutto il necessario, quindi non c'è nessuna infezione. Le sensazioni in sella saranno diverse, forse anche un po' strane nelle mie prime uscite in pista. Il punto è che, fra tutte le dita, l'anulare è probabilmente quello meno utilizzato per ciò che concerne lo stringere il manubrio, la frenata e l'utilizzo dell'acceleratore. E' un qualcosa a cui mi devo abituare, ma che non credo limiterà le mie prestazioni. Una volta presa l'abitudine, tutto andrà per il meglio."

John Hopkins a Oulton Park
John Hopkins a Oulton Park
John Hopkins a Oulton Park
John Hopkins a Oulton Park

Un incredibile lavoro svolto in British Superbike e poi il passaggio al campionato iridato con il Team Crescent Suzuki, con la GSX-R 1000 ufficialmente supportata dalla casa di Hamamatsu. "Non vedo l'ora di iniziare e so che abbiamo le stesse possibilità dei nostri avversari. Io e la squadra siamo affiatatissimi, la moto sembra molto promettente ed io sono in un'ottima situazione sotto tutti gli aspetti. Il feeling con il mezzo è molto migliore rispetto a quello che avevo sulla Honda Stiggy nel 2009. Anche allora ero infortunato ed inoltre non stavo passando un bel periodo, mentre ora mi sento molto meglio. Sono fortemente motivato ed affamato di vittorie."

Un Hopkins "gasato" come non mai, ma consapevole dall'arduo compito, della sfida impegnativa che lo attende. "Mi ritrovo nuovamente in una competizione mondiale e ciò vuol dire che non si tratta di un compito semplice da svolgere. La competizione sarà serrata, visto e considerato il livello qualitativo dei piloti in pista."

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