
Ci sono quelle aziende che chiudono ma che non lo fanno veramente, quelle che dopo lo stop ufficiale mutano forma e rinascono sotto una nuova luce (vedi Buell). Ma c’è anche chi non ce la fa, chi in poco tempo vede tutto sparire come in un brutto sogno, ed è il caso della Malaguti. 170 dipendenti a casa in pochi giorni con una buonuscita di 30 mila Euro, un incoraggiamento che serve, ma la fabbrica romagnola non riaprirà più.
In questi giorni si stanno smantellando le aree interne, portando via i macchinari e sgombrando gli uffici, il 19 dicembre invece è sparita come per magia l’insegna che campeggiava sopra il grande capannone. Il motivo? secondo il Fatto Quotidiano non sono state pagate le tasse su quell’insegna che è stata prontamente rimossa. Un ultimo simbolo di un’azienda di orgoglio nazionale, che sparisce come tutto il resto.
“Per noi è un colpo al cuore, una cosa che ci ha fatto molto male, non ci aspettavamo che anche l’insegna venisse portata giù in così poco tempo”, racconta Sabrina Franchini, ex operaia della Malaguti. “È come se con quella scritta avessero portato via una parte di noi, come se avessimo capito che davvero non c’è più nulla da fare”.
lukaka
30 dic 2011 - 10:36 - #1beh in poco tempo….oramai malaguti navigava in cattive acque da anni (purtroppo)!!!
luigiz1000
30 dic 2011 - 10:38 - #2mi dispiace tanto,malaguti è un’altro nome importante che ha fatto parte della mia vita!
peccato che noi italiani non abbiamo l’orgoglio nazionale come altri tipo i giapponesi!
noi siamo tutti amici solo mentre mangiamo,poi subito dopo ognuno per i c…i propri!
(chiaramente non parlo proprio di tutti,ma della stragrande maggioranza,poi se penso ai politici che buttano milioni di euro in cavolate,o peggio ancora per proprio conto,per poi essere indifferenti davanti a situazioni come la malaguti mi viene una tristezza…
cmq w malaguti per sempre!
desmoluca
30 dic 2011 - 10:38 - #3a 13/14 anni avrei fatto carte false per comprare F10…………. che tristezza :(
erikdesmolover
30 dic 2011 - 10:50 - #4Ovviamente dispiace, ma Si sono saputi rinnovare?
Durante i periodi di vacche grasse non hanno investito nulla in nuovi prodotti (degni i nota). 10 anni fa quando ero pischello io ogni ragazzo aveva un f12, ed ogni ragazza un f10…oggi invece non vedi più nessun ragazzo con il phantom ma tanti con HM e la maggiorparte con vespa.
Dispiace, ma purtroppo ogni azienda fa il suo ciclo
soltanto_sergio
30 dic 2011 - 10:51 - #5è un simbolo di un paese che ormai piano piano chiude i battenti. e secondo me il peggio deve ancora venire. altro che festeggiamenti di fine anno. sto c…zo ci sarebbe da festeggiare.
VoglioBeverly500
30 dic 2011 - 11:03 - #6Non sò per quale motivo (finanziario, “seduti sugli allori”, etc…) ma si sono completamente dimenticati della classe di scooter intermedia, hanno completamente tralasciato possibili scooter con il 300cc piaggio (usavano il 250) e hanno puntato quasi tutto sui cinquantini e il 160cc blog che non ho idea a chi possa interessar. D’altro canto non poteva acquisirla piaggio dato che fra poco farà fuori gilera. Mi dispiace tantissimo per gli operai e gli i lavoratori, coloro che non hanno responsabilità
henry_Z4
30 dic 2011 - 11:17 - #7Motori cinesi, prezzi alti= la gente non è scema
oneofamillion
30 dic 2011 - 11:35 - #8motori cinesi mica tanto, malaguti montava o motori piaggio o motori minarelli..non so dove siano cinesi
erikdesmolover
30 dic 2011 - 11:57 - #9malaguti monta motori keeway, che sono cinesi!
lukaka
30 dic 2011 - 12:06 - #10confermo che nell’ultimo periodo montava motori cinesi
Nghezzer93
30 dic 2011 - 12:10 - #11I modelli ad aria avevano motori keeway ( o come cavolo si scrive…) quelli a liquido avevano motori minarelli
enteromorfa
30 dic 2011 - 12:23 - #12poca competitività.. non si sopravvive al mercato da piccoli costruttori. Non più.. O ti fai un mercato di nicchia, ma gli scooter di nicchia non credo possano esistere.
hobbywbue
30 dic 2011 - 12:24 - #13è il destino di tutte le aziende che non hanno saputo reggere la concorrenza, che non hanno investito negli anni, che non hanno innovato o prodotto idee. questo è un problema diffuso in italia e per questo siamo in difficoltà, ma la crisi è un’opportunità per per emergere le idee nuove, le aziende che hanno lavorato bene, le persone che hanno portato qualcosa di nuovo in questo mondo stantio… se si vede la crisi come un’opportunità se ne esce rafforzati, altrimenti non ne usciremo mai….
Manaccia
30 dic 2011 - 12:52 - #14Come scritto nel precedente articolo a riguardo,e come già espresso da altri,spiace per la chiusura ma era una morte annunciata.
Poche se non nulle scuse per la dirigenza,che tra i primi anni 80 fino alla metà dei 90,era un leader per quanto riguarda i 50cc e gli scooter.
Se avessero investito la metà di quanto fatturato in sviluppo e nuovi prodotti,oggi non saremmo qui a leggere certe notizie.
Inutile dare colpa a chi non ha più comprato malaguti,da anni non offrivano più prodotti al passo con i tempi e soprattutto che potessero sfidare la concorrenza.
Ricordo benissimo il mio malaguti mdx pre-serie con strumentazione del modello raff. ad aria rtx,il motore minarelli lc identico al 79cc da competizione che spingeva davvero bene senza gli strozzi.
Bastava poco…bastava essere meno avidi ed investire il giusto per rimanere al passo con i tempi.
donguarda
30 dic 2011 - 13:31 - #15Peccato mi resta il mitico fifty come cimelio
bull
30 dic 2011 - 14:04 - #16Veramente l’articolo del Fatto dice una cosa molto diversa, e cioè che l’insegna è stata rimossa pero NON pagare le tasse, non il contrario.
reds
30 dic 2011 - 16:05 - #17che tristezza..!!
ash81
30 dic 2011 - 16:22 - #18“Motori cinesi, prezzi alti= la gente non è scema”
è la stessa gente che compra moto costose con motori cinesi (BMW-Loncin)
l’importante è che il marchio sia “figo”, allora va bene tutto.
RIP Malaguti…
l’F12 è uno scooter mitico…indimenticabile la pubblicità con Capirossi
che sfida un Jet in un aeroporto “Fischia…è un aereo” ahah che tempi…
ash81
30 dic 2011 - 16:22 - #19ah e comunque avran toppato forse i prodotti recenti, non lo so, ma un bel ringraziamento va anche alla UE e alla politica sui dazi da cina e simili
pistu_foghecc
30 dic 2011 - 16:23 - #20Mio suocero ha un madison 400 e in pochi anni ha rotto due volte il motore ed avuto un sacco di altri problemi.Ora non se la sente nemmeno di venderlo, lo vuole rottamare.Purtroppo in momenti di crisi come questi, non ci si può permettere di vendere prodotti scadenti, anche se purtroppo malagutti non è il solo esempio
motor81
30 dic 2011 - 17:56 - #21Se si continua cosi, verrà tolta anche la scritta Italia dalle carte geografiche!!!
ponch
30 dic 2011 - 19:49 - #22@18 fischia è un aereo era riferito all’SR aprilia
superclod
30 dic 2011 - 20:09 - #23x ash81: un conto è comprare motori cinesi e montarli sui propri scooter, come faceva Malaguti, un conto è far costruire i propri motori in Cina, come fa BMW…
winerider
31 dic 2011 - 15:12 - #24Sono un soddisfatto possessore di Malaguti Centro 160ie. Ha svolto e svolge perfettamente il suo lavoro. Riguardo alla proprietà, mi tocca smentire chi dice che non abbia investito, tutta la famiglia ha ricapitalizzato più volte di tasca sua erodendo il proprio patrimonio del 70%. Semmai hanno sbagliato gli investimenti e non hanno fatto sistema con altre realtà locali, ma non si può proprio dire che non abbiano investito.
È brutto vedere che un’azienda con pochi debiti rinunci al futuro, ma è colpa di chi ci ha governato fino a un mese fa. Non dimentichiamolo!
BisonRavi
02 gen 2012 - 15:27 - #25Lo scooter il più venduto in Italia è il SH150 ……. strano paese l’Italia!!! Per una piccola realtà come la Malaguti, 5% delle vendite di SH fossero state sufficienti per salvarla …. in Germania, nel top 10 delle vendite ci sono 8 BMW …. e in Giappone 98% delle moto sono giapponesi ……. in Francia abbiamo un proverbio che dice “abbiamo quello che ci meritiamo”. Un girono sparirà anche la Moto Guzzi … e quelli che vanno in giro con la GS saranno i primi a piangere!!!
ash81
02 gen 2012 - 19:26 - #26era l’sr? sicuro ? mmmboh può darsi…
per superclod: sarà anche diverso a livello di affidabilità, ma livello di costi di produzione non cambia niente