Prosegue il calo del mercato delle due ruote e le motivazioni sono sempre le stesse: crisi economica e rincari. Nel mese di novembre concluso le immatricolazioni si fermano a 8.378 veicoli con un pesante -43,7%, ma va evidenziato che lo scorso anno sono stati disponibili 4,5 milioni di euro che hanno consentito di incentivare circa 9.000 mezzi. In particolare l’incentivazione aveva premiato gli scooter che oggi con 6.195 pezzi mostrano un calo del -47,3%. Le moto con 2.183 unità scendono del -30,2%. Il mese di novembre ha un peso limitato, intorno al 4% sul totale immatricolato dell’anno. Il segmento di 50cc con 2.871 registrazioni è sempre in contrazione con un -13,8%. Di seguito l’analisi dettagliata dai dati diffusi dall’Ancma.
Nei primi 11 mesi dell’anno sono stati immatricolati 249.264 veicoli pari al -17% rispetto allo stesso periodo del 2010. Gli scooter ammontano a 167.995 unità, con una flessione del -19,4%. Le moto arrivano a 81.269 vendite con un calo del – 11,4%. L’analisi per cilindrata mostra una migliore tenuta degli scooter di 125cc con 55.593 vendite, che si traduce in un -13,9%. Segue il comparto più numeroso dei 300-500cc con 61.313 pezzi pari al -21,9%. Sotto la media i 150-200cc che con 35.520 unità registrano un -22,6% e i 250cc con 14.002 pezzi mostrano un - 24,7%. In trend positivo i maxi scooter oltre 500cc con +33% pari a 2.067 unità.
Nelle moto sono ancora positivi i numeri delle maxi cilindrate oltre 1000cc con 24.351 vendite pari al +0,9%, seguono in termini di importanza le 800-1000cc con 20.926 pezzi che significa un -7,5%. In caduta le cilindrate intermedie: 650-750cc con 15.558 unità pari al -23,2% e le 600cc con 6.427 moto e il calo più consistente -34,2%. Flessione anche per le 125cc con 6.439 immatricolazioni pari al -13,1%; mentre sono in controtendenza le moto da 300 a 500cc con +9,8% e un totale di 4.980 pezzi.
La situazione dei segmenti vede in graduatoria: le naked a 26.122 unità e un calo del -17,4%; enduro stradali con 22.440 moto in leggera flessione del -3,5%; così come le custom pari a 9.536 moto e un -3,1%; a seguire le sportive con 7.801 vendite che si traduce in un -27,8%. Buon andamento per le moto da turismo con 7.048 veicoli e un indice a +7,4% e infine le supermotard in flessione con 6.690 unità -18,5%. I “cinquantini” da gennaio a novembre registrano 68.778 vendite pari al -17,2%, rispetto al 2010. Le vendite totali di 2 ruote a motore (immatricolazioni + 50cc) nei primi 11 mesi del 2011 ammonta a 318.042 veicoli, pari al -17% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Come confermato da Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), la voglia di due ruote non si spegne: “L’incertezza della situazione economica e il timore di nuove tasse stia deprimendo il mercato, tuttavia osserviamo che i passaggi di proprietà sono ancora in crescita e ormai il mercato dell’usato sviluppa volumi più che doppi rispetto al nuovo. Questo significa che le 2 ruote sono sempre indispensabili per gli utenti, ma la scarsa disponibilità di reddito costringe a rivolgersi verso l’usato. Vi sono poi fattori strutturali che continuano a danneggiare un corretto sviluppo del mercato e sui quali è tempo di intervenire: è notizia di ieri che i premi delle assicurazioni, dal momento della liberalizzazione nel ’94 ad oggi, sono aumentati del 353% a fronte di un’inflazione del 50%. Questa situazione, intollerabile per tutti i mezzi di trasporto, penalizza in modo specifico le 2 ruote, con tariffe che in certe zone d’Italia eguagliano il costo dei veicoli più economici. Non vediamo segnali positivi nemmeno sul fronte del credito al consumo che resta un elemento fondamentale per tutta la distribuzione commerciale. Lo straordinario successo del Salone Internazionale del Motociclo di Milano testimonia una voglia di moto che rimane viva e una passione che non mostra segni di stanchezza, ora però occorre creare le condizioni esterne favorevoli per consentire il rilancio: ripresa economica, controllo dei costi di gestione e infrastrutture adeguate alle esigenze di chi guida le 2 ruote”.
sbiellato
02 dic 2011 - 13:50 - #1ma se gli occhi a mandorla importassero le piccole cilindrate da 400-500cc che hanno in listino in giappone a un prezzo “umano”… si paga meno d’assicurazione, di manutenzione dal meccanico e di consumi
betten
02 dic 2011 - 13:56 - #2Ma nessuno le comprerebbe purtroppo ..
Manaccia
02 dic 2011 - 14:01 - #3Con le sberle che arriveranno ora dallo stato e fisco…altro che moto…
Bolli,assicurazioni,costi di manutenzione aggiunte alle altre “rapine” sopracitate e ovvio facciano calare a picco le vendite.
Anche chi ha un buon stipendio,non può moltiplicare pane e pesci…e anche chi magari oserebbe e proverebbe,con lo spettro poi di accertamenti e tutti gli sbattimenti del caso per dimostrare che quei 10.000 euro sono frutto di anni di rinunce,scoraggia abbondantemente.
Non è un problema di cilindrate,ma di un caro vita unico in europa,e di una sproporzione economica mai vista dal tempo del dopoguerra.
enjoyash
02 dic 2011 - 15:03 - #4rimane il fatto comunque che negli anni 90 si vendevano molte meno moto di oggi, pur con questi cali drammatici e nessun costruttore piangeva il morto mi pare…e gli scooterini erano al 99% 50-125 cc mentre ora si vendono quasi tutti da 125-500cc con più margini di guadagno
vinxlt
02 dic 2011 - 15:10 - #5si ma rispetto agli anni 90 i costruttori si sono ingranditi, e quindi adeguato impianti e personale, per rispondere ad una maggiore richiesta.
ora si trovano con personale e impianti sottoimpiegati..
garellipaciugo
02 dic 2011 - 15:26 - #6rispetto agli anni 90 sono aumentate le ASSICURAZIONI che spesso costano persino più del veicolo. in piena crisi, invece di rimanere stabili o diminuire, aumentano di almeno un 15% l’anno
solo RC, 4a classe, auto 1.2 di cilindrata, ho appena pagato oltre 500 euro per semestre (aumentata di 50 euro)
finchè non verranno calmierate con un atto dello stato (abolizione RC obbligatoria o tetto alle tariffe), potete scordarvi la ripresa del mercato moto, tranne avvocati col GS ovviamente
Hal65
02 dic 2011 - 15:26 - #7…ma se aumenta tutto continuamente tranne i salari, ancora state a porvi delle domande!?
Chiediamoci piuttosto quando andremo a prenderli a casa, questi 4 maiali?!
Manaccia
02 dic 2011 - 15:45 - #8@Hal65 è questa lo cosa tragica….quanto ancora dovremo subire per trovare stimolo ed andare a prenderli a casa.
Per chi parla degli anni 90,forse si sono dimenticati quante moto giravano a quei tempi rispetto ad oggi…
Vendevano meno moto?Forse vendevano meno scooter,ma di moto in base alla popolazione ne vendevano il doppio altro che storie!
mariotz
02 dic 2011 - 16:07 - #9Le corporazioni delle assicurazioni e dei petrolieri unitamente allo Stato, stanno uccidendo i settori auto e moto in Italia.
Le assicurazioni aumentano sempre, scaricando il costo delle truffe sui consumatori senza spendere un euro per i controlli. E’ possibile che a Napoli le assicurazioni rescindano i contratti in classe1 (chi non fa incidenti da 15 anni…) perché ci guadagnano troppo poco e non stronchino chi “subisce” 10 incidenti all’anno?
I petrolieri fanno il gioco delle tre carte e lo scostamento dei prezzi non segue MAI quello del costo del barile in euro (ovvero tenendo conto sia del costo che della quotazione del dollaro).
Lo stato solo dalle auto incassa 60 miliardi all’anno. Accise sulla benzina più la relativa IVA (che incide sia sul costo che sulle accisse. Credo siamo l’unico paese al mondo ove si tassano le tasse), tasse sulle assicurazioni, IVA sull’acquisto, IPT (che sta uccidendo nella sua nuova formulazione il mercato dell’usato), bollo (incostituzionale ma fa niente)
Tra non molto sull’osso non rimarrà carne da spolpare e saremo fritti veramente…
soltanto_sergio
02 dic 2011 - 18:15 - #10no dico… ma che fate prendete per il sedere le persone? e cosa vi aspettavate un +120% di vendite? di moto per strada ne vedi poche o niente. dalle mie parti il sabato e la domenica vedevi scorrazzarne a decine e ora… qualche scooter e qualche GS.
N O N C I S O N O P I U’ I S O L D I
un motivo. solo quello. e per favore smettetela ogni mese di stupirvi dei meno del mercato delle moto. tra un po’ vedrete il meno anche su pane e pasta se continua così. altro che R6 o CBR
giant
02 dic 2011 - 18:17 - #11i prezzi aumentano e ci lamentiamo ma quand’è che riusciremo a fare qualcosa per farli scendere?
silverkap
02 dic 2011 - 18:24 - #12Bisogna ridimensionarsi, dopo anni di bieco entusiasmo verso una continua crescita! I mezzi torneremo ad usarli finchè funzionano, 10-15 anni…i costruttori dovranno adeguarsi e chi ha un lavoro nel settore automotive e simili dovrà capire che le cose non sono per sempre. Se poi la gente si indebita con mutui e finanziamenti x tenere un tenore di vita non suo…beh, dovevano pensarci prima! Le crisi a volte sono un bene…resettano!
enjoyash
02 dic 2011 - 18:25 - #13manaccia se ti prendi le serie storiche di immatricolazioni qui:
http://goo.gl/wyVri
scoprirai che negli anni 90 si vendevano meno moto e scooter over 125cc di oggi e la popolazione da allora è aumentata di 2-3 milioni, tutti per merito di immigrazione (che in genere compra scooterini, non moto)..il vero calo è stato degli scooter 50 che negli anni 90 erano un must, ma erano mezzi da 1500-1700 euro, contro i 2500-3000-4000 di uno scooter 125-250 di oggi, scooter che li han rimpiazzati di fatto per gli over 16.
Tanto per dire nel 2010, anno già nero, si son vendute 93589 moto e 213456 scooter over 50cc per totali 307045 motocicli.
Negli anni ‘90 si vendeva 1/3 di meno di motocicli, scooter e moto..poi dal 98 è iniziato il boom e il 99 è andato meglio del 2010…ma i numeri negli anni 90 sugli over 125 cc erano molto più modesti
enjoyash
02 dic 2011 - 19:02 - #14@vinxlt: sicuramente è come dici tu, ma come si son ingranditi, ora si dovranno ridimensionare…c’è da dire però che per fare uno scooterone 300-400-500 cc ci vogliono un bel po’ di più di materiale e pezzi e lavoro che per fare un cinquantino 2T, quindi va considerato anche questo
sephirot
02 dic 2011 - 19:17 - #15R.I.P. 600cc. In effetti non servono più a nulla! O vai (1000/1200), o non vai (250/500).
moe
02 dic 2011 - 21:24 - #16Oggi, Più che a comprare una nuova moto, mi sa che la gente pensa più a vendere quella che ha…
turbofrancy31
02 dic 2011 - 21:36 - #17-10% , - 30% addirittura meno 47% di immatricolazioni
ragazzi, qui sta andando a fondo tutto!
e adesso arriva la maxi stangata di Monti
qui scoppia una rovoluzione
techmaz
02 dic 2011 - 22:40 - #18scusate, ma se il mercato dell’usato è il doppio del nuovo in termini di immatricolazioni.. non c’è un problema di caro assicurazioni, di bollo ecc ecc, ma quanto il costo esagerato del nuovo!
altrimenti la moto rimarrebbe ferma in garage oppure non ci sarebbe un mercato così vivace dell’usato!
benspies
03 dic 2011 - 12:03 - #19di questo passo stiamo andando verso la guerra civile…..domandiamoci di chi è la colpa….ci dicono che abbiamo il debito, io personalmente non ho fatto nessun debito, sono loro i magnacci politici, i banchieri e gli imprenditori che hanno creato questo debito sperperando soldi in yacht, festini, escort e quant’altro….e adesso ci vengono a dire che dobbiamo fare sacrifici perchè abbiamo il debito…..c’è una sola cosa da fare: andarli a prendere a calci a Roma.
made-in-japan
03 dic 2011 - 13:36 - #20C’è una cosa che non capisco sulle assicurazioni.
Dicono che sono costretti ad aumentare le tariffe per via delle truffe. Fanno le statistiche e ti dicono che le truffe sono aumentate dell’xx% e loro quindi devono aumentare il premio a te che non hai mai fatto una denuncia in vita tua.
Ma se hanno dati così precisi sulle truffe… non vuol dire che sono in grado di riconoscerle? E se sono in grado di riconoscerle… perché le pagano? Non sarà mica perché aumentando le tariffe a tutti poi ci guadagnano di più?
Aiutatemi a capire se c’è qualche assicuratore che legge please!
garellipaciugo
03 dic 2011 - 17:49 - #21see…guerra civile…in Italia si dovranno svuotare le pance, mica i serbatoi, per arrivare alla guerra civile.
StarRunner
03 dic 2011 - 19:36 - #22Qualsiasi documento storico controllerete vedrete che in Italia ci si lamenta sistematicamente di come si va avanti, c’è crisi sìì?? ma và?? ma sapete voi da quanti anni c’è crisi?? da più di 20/30….
Le case si lamentano che vendono poco (o meno), ma vogliamo parlare dei loro ritmi infernali???
Qualsiasi mercato ha un limite di assorbimento, (amen), per un pò venderanno di meno, ok, avranno un pò meno entrate… (perderanno un pò di redditività sulla vendita dei prodotti).
Piangeranno un pò i loro azionisti…
Non si può sempre pensare di avere ritmi immensi….
birra71
03 dic 2011 - 20:20 - #23piangono anche i dipendenti, non solo gli azionisti… anzi loro magari manco se ne accorgono.
benspies
03 dic 2011 - 23:52 - #24manca poco allo svuotamento delle pance….