[ics-enter] , si legge così il nome del nuovo scooter a ruote alte di Yamaha, un gioco di fonetica che mischia le parole Enter – in riferimento all’entry level della gamma a ruote alte dei tre diapason – e Center – ovvero il centro cittadino, vero e proprio habitat naturale di un mezzo che nasce con la non umile pretesa di contrastare il best seller Honda SH 125/150.
L’Xenter 150 ha tutti i numeri per affrontare la sfida, e seppure in ritardo, si inserisce nel segmento con un mix di caratteristiche volte a distinguersi, mischiate in perfetto stile Yamaha e servite con un prezzo d’attacco che fa impallidire i concorrenti diretti.
In contesto urbano ed extraurbano abbiamo analizzato il suo comportamento nelle diverse situazioni, fra il trafficatissimo centro di Firenze fino al guidato misto tutto curve del Chianti, un percorso eterogeneo che ha svelato due facce della stessa medaglia, e qualche sorpresa che potrebbe mettere in soggezione il re della categoria.
I tre moschettieri c’entrano poco nel ragionamento, ma in Yamaha hanno cercato di fare uno scooter che riempisse il più ampio bacino d’utenza, tanti utilizzi per un unico scooter e un unico scooter per tanti utilizzi differenti.
Per riuscire ad accomunare il sedicenne e il sessantenne, Yamaha ha lavorato a lungo analizzando il mercato, l’onda ininterrotta delle vendite di nuovo, usato, giovani, vecchi, uomini e donne, illustrando durante la conferenza stampa ogni variazione delle vendite che ha indirizzato lo sviluppo in fase di progettazione.
E’ così che L’Xenter 150 punta alla facilità di guida per un primo approccio con le due ruote, ma anche ad un cavalletto facile da azionare per le signorine, stabilità sul veloce per chi usa le tangenziali e monoammortizzatore posteriore orizzontale da moto per un comportamento più sicuro e divertente senza sacrificare il comfort.
Finora belle parole, ma è capace di confermare le premesse? Ad occhio quello che percepiamo al primo contatto sembra di ottimo auspicio. L’estetica è sobria e fortemente influenzata dal family feeling Yamaha. Doppio sguardo a mandorla e indicatori di direzione integrati nello scudo. Una scelta conservativa che richiama gli altri scooter “X” di Iwata, ma il carattere si fa più forte appena ci spostiamo dalla vista frontale.
Il posteriore salta all’occhio come snello e semplice, il più snello che abbiamo mai visto in un ruote alte di questa tipologia. Lo stile è quasi motociclistico, e per certi versi ricorda la vecchia Fazer 600, con linee squadrate ma smussate e morbidamente raccordate a pedana e sella, mentre il faro posteriore è aggressivo e stiloso, con i led che “sorridono”.
La sella è ampia, sia per pilota che per passeggero, e copre per 2/3 la superficie superiore. Il restante terzo non è altro che la piastra per il bauletto, qui inserito direttamente nella carena posteriore senza piastre aggiuntive, poiché il bauletto è di serie, assieme al parabrezza… ma di questo ne discutiamo dopo.
La qualità percepita è alta. Ultimamente anche gli scooter di fascia medio-bassa stanno stupendo l’utente per le caratteristiche qualitative di plastiche e accoppiamenti. Qui abbiamo superfici di diversi tipi tutte piacevoli al tatto e dal look robusto. La trama della plastica scura sul contro scudo è particolarmente riuscita, così come le “virgole” grigie ai lati dello stesso e la cornice strumentazione nella stessa tonalità. Menzione d’onore all strumentazione full digital dal design splendido, lettura immediata e ricchezza d’informazioni: tachimetro, contakm, trip parziali, temperatura, orologio, trip tagliandi e spie di servizio. Non si può pretendere davvero di più.
Lo sportellino posto sotto il display digitale suona come novità unica ed intelligente, uno spazio per riporre piccoli oggetti o il telepass, peccato soltanto che non riesca ad ospitare un iphone e la maggior parte degli smarphones, perché davvero troppo piccolo e di forma trapezoidale… bastava 1 cm più largo!
L’obbiettivo ovviamente non era creare una copia dell’SH con il proiettore sdoppiato, ma creare qualcosa di veramente diverso e possibilmente superiore anche a livello dinamico, a partire dal comportamento della ciclistica, fino al carattere del motore e al comfort a bordo.
Partendo dalla ciclistica, troviamo la novità più importante nella parte posteriore, dove la classica molla è stata sostituita da un monoammortizzatore orizzontale, che senza link riesce a far comunicare telaio e complesso sospensione-trasmissione in maniera più simile ad una moto. Per rendere possibile ciò, Yamaha ha dovuto sacrificare il vano sottosella, limitato ad un piccolo vano porta guanti e documenti.
Il telaio è un doppio trave con grossi tubi che passano paralleli alle estremità della pedana piatta. Questa soluzione ha consentito un aumento di dimensioni della stessa fino a renderla il riferimento di categoria in quanto a capacità di carico, aumentata dallo spazio creato dallo spostamento del radiatore nel lato posteriore destro del motore.
Il motore è un’unità inedita, sviluppata apposta per questo mezzo e quindi capace di offrire le massime performance abbinato a telaio e ciclistica. 15,8CV e 14,8Nm di coppia, che spingono il monocilindrico 4 valvole da 155cc fino a 110km/h.
Comodo? Ovviamente si, non per un particolare pregio di sella o triangolazione con pedana e manubrio, ma per l’ampio spazio a disposizione delle gambe e la possibilità di arretrare o avanzare in sella a proprio piacimento senza cambiare le caratteristiche di guida.
Per chiudere con le novità, troviamo il sistema di frenata combinata UBS, Unified Braking System. Un nuovo brevetto che ripartisce la frenata fra il disco anteriore (bello grande da 267 mm) e il tamburo posteriore (ma nel 2011 esistono ancora i tamburi?) in maniera omogenea ed equilibrata. Peccato che il mordente non sia dei migliori e la leva destra – che lavora con un rimando meccanico sull’unica pompa gestita dalla leva sinistra – abbia una modulabilità totalmente differente che non trasmette un buon feeling dalla pinzata anteriore.
Segnatevi questi semplici ingredienti: burro, peperoncino, pop corn, sale e pepe q.b. La ricetta Xenter 150 si basa su questi pochi elementi e li mischia in modo omogeneo per creare una esperienza di guida molto personale sia in città che fuori.
Il burro è indicativo del comportamento delle sospensioni. L’assorbimento delle asperità è garantito dal lavoro ottimo di anteriore e posteriore, ben tarate in modo da conferire un carattere neutro ed equilibrato sia sul ciottolato che sull’asfalto della tangenziale. Il mono posteriore “simil-motociclistico” lavora effettivamente meglio di un normale ammortizzatore verticale sul carter, e limita parecchio l’effetto “dondolo” tipico degli scooter a pedana piatta.
Peperoncino, perché il motore è davvero un peperino, prontissimo in fase di accelerazione e con una buona ripresa. La potenza non ha picchi impressionanti, ma i cavalli sono disponibili da subito e distribuiti in modo pastoso ad ogni apertura del gas. Per gli scatti da un semaforo all’altro c’è potenza, e ne avanza pure se consideriamo le grosse metropoli dove gli slanci velocistici sono per forza limitati. In extra urbano, la ripresa sui sorpassi è buona fino agli 80 all’ora, dopo si fatica ma in progressioni si raggiungono anche i 110km/h in piano. I consumi sono indicati, approssimativamente, in linea con quelli dell’SH di pari cilindrata.
Provate ad immaginare lo scoppio di un pop corn, ogni cambio di direzione sull’Xenter è più o meno paragonabile a questo. In mezzo al traffico è una scheggia, rimbalza da un lato all’altro della carreggiata, fra un’auto e l’altra, con rapidità e totale controllo. L’anteriore è preciso e svelto, e benché non sia il massimo della sensibilità è facile da infilare fra il marciapiede e il suv di turno in attesa al semaforo. Sul veloce è molto stabile e segue bene la traiettoria impartita, ma alla massima velocità il bauletto e il parabrezza tendono a creare un effetto vela che innesca dondolamenti fastidiosi.
Sale e pepe, sono le spezie ideali a dare gusto al tutto, come ad esempio il parabrezza e il bauletto DI SERIE, o il cavalletto centrale easy function. Funzionano bene e aiutano tutti, sono quel tocco di gusto che rende il piatto ancor più succulento al termine della preparazione. Infine, portare in tavola in tre differenti colori, davvero azzeccati e sobri: London Grey, Avalanche White e Midnight Black.
Nel promo creato per questo scooter (ve l’abbiamo proposto qui) vediamo anche un SH150. Yamaha non nasconde le tattiche e attacca direttamente il re del mercato con una sicurezza ed una fiducia uniche. “Il bello di arrivare prima” recita lo slogan finale, ma è un peccato vederlo arrivare così in ritardo sul mercato ormai monopolizzato.
Perché l’Xenter è davvero un prodotto valido, e se lo mettiamo sullo stesso piano di Honda come stile e qualità percepita, troviamo punti a suo vantaggio sotto le voci “guida” e “comfort”. Su altri piccoli ma non trascurabili particolari (spazio sottosella e freni ad esempio) non possiamo promuovere a pieni voti, ma l’utimo appunto è nettamente a favore dell’Xenter 150: prezzo di lancio 2.990€ con bauletto e parabrezza di serie. Fra pro e contro di entrambi possiamo lanciare una sfida all’ultimo contratto d’acquisto, che vinca il migliore!
Pregi
Guida facile
Comfort sospensioni
Prezzo con accessori di serie
Difetti
Frenata non eccellente
Poco spazio sottosella
Poca luce a terra sul lato sinistro
MOTORE
Monocilindrico raffreddato a liquido, 4 tempi, SOHC, 4 valvole
Cilindrata: 155 cc
Alesaggio x Corsa 58.0 x 58.7 mm
Rapporto di compressione 11.0 : 1
Potenza Massima 11.6 kW @ 7,500 rpm
Coppia massima 14.8 Nm @ 7,250 rpm
Sistema di iniezione T.C.I.
Trasmissione a cinghia V-Belt Automatic
TELAIO
Forcella anteriore telescopica
Escursione 100mm
Forcella posteriore monoammortizzatore
Escursione 92mm
Disco freno anteriore Ø 267 mm
Tamburo posteriore Ø 150 mm
Gomma anteriore 100/80-16
Gomma posteriore 120/80-16
DIMENSIONI
Lunghezza 1.990 mm
Larghezza 690 mm
Altezza 1,135 mm
Altezza sella 785 mm
Interasse 1.385 mm
Altezza da terra 140 mm
Peso (Con olio e serbatoio pieno) 142 kg
Serbatoio 8 litri
Manaccia
25 ott 2011 - 11:49 - #1Le linee pendono per me ancora verso honda,l’sh è più armonico.
Se pur bella l’idea del mono ammortizzatore posteriore,questo leva totalmente spazio nel sottosella…chi prende questi scooter è per la praticità di mettere di tutto nei vani e bauletto.
Quindi su uno scooter sportivo ok,ma su un cittadino come questo,la praticità viene prima della sportività.
Riprenderei ad occhi chiusi un sh.
enjoyer
25 ott 2011 - 17:11 - #2“sull’unica pompa gestita dalla leva sinistra”
Errore di scrittura o ha davvero la pompa freno del disco anteriore sul comando sx ( che è il comando freno post.)?
anotherday
26 ott 2011 - 17:01 - #3ETTORE…sai che hai scritto un post 100% inesatto??sai che la linea scarabeo non è proprio italiana??
anotherday
27 ott 2011 - 09:51 - #4ettore ti sei risposto da solo.Anche se lo scarabeo non mi dispiace come scooter,non sopporto chi vanta il made in italy quando invece molti componenti sono fatti in cina.Il problema è che chi non è bene informato crede di comprare un podotto che in realtà non è.Vale ancora di + per bmw,che tra l’altro vanta la famosa supremazia tecnologica tedesca quando le vere made in de sono rimaste veramente poche(collaborazioni con kimco anche per il nuovo maxi scooter oltre che con i famosi leocin 650)ETTORE,hai “demolito” lo yamaha senza motivo,criticando soluzioni che per uno scooter economico sono invece il punto forte,confrontatdolo con uno scooter (lo scarabeo 200)che estetica a parte(che è soggettiva) è obsoleto,+ caro con motore mezzo cinese(e probabilmente anche molto altro),e non può contare sulla rete di assistenza e di ricambi che invece ha yamaha.Il tuo commento ripeto,te lo potevi risparmiare,al massimo potevi dire che esteticamente non ti piace il nuovo xcenter.
anotherday
28 ott 2011 - 10:06 - #5Sinceramente ettore,sei intervenuto a criticare un prodotto che deve ancora uscire,deve essere ancora provato a fondo dall’utenza finale(non i test della stampa),hai elogiato a confronto un prodotto ,lo scarabeo 200,che è la solita base del vecchio sportcity 125/200,o piaggio carnaby,dal quale hanno tolto l’unica cosa valida ed affidabile(il vecchio motore piaggio a carburatore),non ti sembra di aver esagerato???ho lavorato per aprilia e per yamaha ed ora tratto l’usato per un concessionario,se ti dovessi dire le rogne passate con i mezzi aprilia che abbiamo ritirato non basterebbero 10 pagine,tra centraline abs degli scarabeo 500,i ritardi a consegnare i ricambi (sempre se sono disponibili),etc.Poi mi fai sorridere,credi che x center sia un progetto giapponese??è uno scooter pensato escvlusivamente per il mercato italiano,arriva in ritardo di 8 anni ma pazienza,il prezzo e la dotazione sono molto appetibili per chi cerca un mezzo pratico e ed economico,ma sicuro e ben fatto.La strumentazione assomiglia a quella del neos 50 che ti garantisco si vede in tutte le condizioni di luce.Lo scooter è molto compatto,le ruote alte rubano lo spazio sotto la sella che diventa una vano portaoggetti,anche con la solita soluzione vecchia di 20 anni per la sospensione posteriore non si sarebbe comunque potuto caricare un casco jet con la visiera(come con x city o ancora peggio con il vecchio scarabeo 125/150/250/500, dove il serbaotio era sotto la sella!!!)il baluetto in dotazione è tanto brutto quanto utile ,per chi deve fare delle consegne in città è l’ideale,bello squadrato,ideale anche per chi ha una pizzeria da asporto,pronto senza tentare di agganciare pericolose casse improvvisate.il peso contenuto fa si che un + economico tamburo sia + che sufficiente,poi è abbinato ad una frenata integrale,quando lo proverai vedrai che non sraà così male!!(il neos 50 4t frena molto bene con questo sistema)
Quello che una volta era il cavallo di battaglia dell’aprilia è stato rovinato da una non adeguata rete di vendita e di assistenza,le moto sono passate ad altrio concessionari multimarca,gli scooter devono essere assorbiti dalla rete piaggio,ma ad oggi la situazione è terribile,la gestione dei ricambi è in un caos totale,ben lontana dagl’anni 90 dove tra SR,RALLYE,AMICO,SCARABEO,GULLIVER,AREA 51,SONIC, i motori minarelli 2t a carburatore(quelli che se dio vuole yamaha usa ancora sui 50) aprilia era nei sogni di tutti i ragazzini.Ti ricordo che malaguti prima di chiudere ha fatto molti modelli,tra cui il phantom!!! con il motore cinese.Quindi,progetto italiano bello,ma risultato di affidabilità vergognoso,le conseguenze poi le sai anche tu.
un conto è montare un particolare di qualità proveniente da un altro paese( brembo,ohlins),migliora l’appetibilità del prodotto,ma montare un pezzo cinese solo per risparmiare ha l’effetto contrario.Poi sei libero di comprare quello che vuoi,ma sai benissimo che per far migliorare l’economia iataliana sarebbero altre le cose da cambiare,credo che l’italia abbia avuto + benefici con la vendita degli sh (prodotti in uno stabilimento italiano) che degli scarbeo cinesi.Come da tutti gli yamaha con il motore minarelli invece degli aprlia con il motore rotax….mi fermo qui.
anotherday
29 ott 2011 - 10:34 - #6“l’esigente” mercato italiano è in realtà un mercato diviso a metà tra chi “può” e chi vorrebbe.Chi,soprattutto sul web, esalta il nazionalismi denigrando progetti extraeuropei spesso è chi vorrebbe entrare nel mondo delle 2 ruote con un prodotto fiore all’occhilello di una casa dal balsonato marchio,ma,a conti fatti non ha la possibilità economica di farlo.I fortunati che non hanno problemi di soldini,non badano tanto ai costi di gestione,ai difetti di affidabilità,giustificati spesso dalla “costruzione artigianale”,dalla “anima racing”,e spesso dall’utilizzo limitato a pochi km fino al bar che non mette in risalto quei problemi spesso gravi che certi marchi,soprattutto italiani hanno.Tornando agli scooter economici da città,ci sono stati in passato modelli del “far est” che pur non essendo delle icone di stile,si sono dimostrati dei veri muli,quelli che devono resistere alle strade indegne di paesini o al noleggio selvaggio delle località turistiche.con poca manutezione e con assistenza tecnica pari a zero.Lo YAMAHA CYGNUS,HONDA DYLAN,CERTI KIMCO E SYM.Per chi non ha bisogno di “sparire in un istante rimanendo al centro dell’attenzione” ci sono offerte tra l’usato che sono l’ideale,a volte basta pagare solo il passaggio di proprietà.Certo sono mezzi da sfig-ato,ma quanti hanno bisogno di un mezzo affidabile per sostituire la macchina per andarci al lavoro???molti di + degli speudo motociclisti puristi integralisti del cambio che infestano i forum sul web vantandosi della moto che fa cambiare il mondo con un tasto,quando la realtà sono + le volte che va in tilt che quelle che va….
Visto che questo post lo caghiamo solo io e te,e penso che tu sia un operatore del settore,probabilmente aprilia,ti propongo di parlare senza essere di parte ma solo valutando la realtà del mercato della moto,o meglio dello scooter per rimanere it.Te lo dico perchè sono anni che bazzico sul web e mi sono accorto che è inutile il commento a pro o contro determinati modelli o marche,il web è infestato di troll,di spammoni che prevalgono su chi i le moto le usa davvero e non ha tempo da perdere su internet,e sono quelli chealla fine fanno il mercato.Bisogna uscire dal web ed incontrare i clineti sulle strade,nelle piste,senza scuse,con le reali capacità di valutazione, di guida,senza nascondersi dietro un nikname a fare il tifoso di calcio.
Tornando all xcenter non riescoa capire quali soluzioni siano addirittura la causa futura di un ritiro dal mercato,anzi credo che abbia qualcosa in + rispetto alla concorrenza di quella fascia di prezzo,poi è yamaha che a mio parare è il più italiano dei marchi jap ed ha una tradizione in scooter di successo che nessun altra ha,un rete di vendita/assistenza/immagine che italia è molto forte,e che decide di fare un bel tasso 0% sull’x center ,a quel prezzo non vedo alternative + valide.