Rossi-Ducati, hic Rhodus hic salta!

MotoGP 2011 - Motegi - Day 1

Il prossimo week end a Phillip Island segna il terzultimo atto di una stagione MotoGP che a Valentino Rossi e alla Ducati ha riservato fin qui solo delusioni e amarezze. Solo un miracolo può ribaltare i valori in campo emersi nettamente in 15 gare a vantaggio degli avversari, in primis Stoner-Honda. Ma sarebbe auspicabile e apprezzabile vedere finalmente sul campo quei miglioramenti più volte annunciati da Rossi e dalla Ducati.

Ogni corsa fa storia a sé, così come ogni campionato, e non ha senso ripetere “corriamo pensando al 2012”. Anche nel motociclismo vale l’antico adagio “Hic Rhodus hic salta”. Come non ha senso continuare a dire che è una stagione “sfortunata”. Va preso atto che il binomio italiano, pur con la notevole profusione di mezzi finanziari e i numerosi cambiamenti tecnici (telaio, ma non solo) non ha mantenuto le promesse sbandierate alla vigilia e ora porta a casa un misero bottino.

Non serve fare l’elenco dei risultati: “fallimento” è la parola che sintetizza una stagione da dimenticare. Come in tutte le crisi, anche a Borgo Panigale si tende a voltare pagina prima possibile cercando la rivincita nel 2012. Questa aspettativa è legittima ma, allo stato attuale, non pare suffragata dai fatti. Lo smarrimento che ha caratterizzato la Ducati in questa stagione non pare superato con la nuova moto di 1000 cc. Fino all’ultimo test di Hayden di pochi giorni fa in Spagna non sembra emergano segnali realmente positivi tali da invertire la tendenza e guardare al futuro con ottimismo.

A dire il vero, di positivo ci sono le “bocche cucite” del Team che lavora a testa bassa senza ripetere l’errore dei proclami trionfalistici. La speranza è l’ultima a morire, ma in questo caso il dubbio sul recupero e sulla riscossa della Casa bolognese resta.

Il motivo? Uno solo: alla Ducati hanno davvero capito quel’è il problema (o i problemi?) della debacle 2011? Non pare. Hanno annaspato tutto l’anno e continuano a barcamenarsi nella palude, ingarbugliati in mille tentativi, senza seguire un vero e innovativo progetto dettato da una strategia definita e di lungo respiro. Tutto qui.

Prima dell'inizio di questo campionato, sulla base di una analisi specifica e complessiva, siamo stati fra i pochi a non unirci al coro di chi già a Madonna di Campiglio cantava vittoria. I fatti ci hanno dato (purtroppo) ragione. Stavolta vorremmo essere smentiti. Dai fatti, però. Non dagli insulti da curva sud.

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