MotoGP Misano: Rossi, Simoncelli, Dovizioso, Capirossi attesi ad una prova d'orgoglio

Piloti italiani in MotoGP

Il tredicesimo round iridato di Misano deve dire se il mondiale MotoGP è chiuso definitivamente o agli avversari di Casey Stoner, fin qui dominatore, resta ancora una speranza. Il GP San Marino è un passaggio importante anche per i piloti italiani. La classifica, con l’australiano della Honda in vetta a 243 punti, vede Dovizioso terzo (174), Rossi sesto (124), Simoncelli nono (80), Capirossi sedicesimo (29). Le somme si tireranno dopo Valencia. Ma all’inizio di questo campionato ben altre erano le aspettative per i nostri portacolori, specie per il binomio Rossi-Ducati, su cui, oramai si è detto di tutto.

Resta il fatto centrale: il nove volte campione del Mondo e la quattro cilindri di Borgo Panigale non escono sconfitti dal confronto con gli avversari perché non sono mai stati in lizza, mai competitivi, né in qualifica né in gara, correndo una “loro corsa”. Ripetere che Rossi “vince” il duello interno con i ducatisti è davvero il segno di chi ha perso la bussola, in un continuo sobbalzo di illusioni e delusioni.

Alla Ferrari in F1, in due difficili fasi storiche, rivoluzionarono tutto: una volta mettendo il motore posteriore pur con il Drake contrario perché “E’ il bue che tira l’aratro e non lo spinge da dietro”, e l’altra volta inventandosi l’otto cilindri e mettendo in soffitta l’amato e storico 12 cilindri. A Maranello avevano preso atto della situazione e avevano agito di conseguenza. E’ stato così altre volte ( ma non sempre, purtroppo) anche alla Moto Guzzi, alla Gilera, alla Mv Agusta, alla Benelli e anche alla Ducati. Cosa si aspetta a Borgo Panigale a dare la svolta, senza “vergognarsi”?

Piloti italiani in MotoGP
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Rossi è stato ed è un grande pilota: ha peccato di immodestia, convinto di poter guidare davvero sopra i problemi. Così non è stato e oggi ne paga le conseguenze. Deve fare appello alle sue grandi doti e … remare.

Dovizioso e Simoncelli forse si sono già giocati la Honda (super)ufficiale prima di Misano: il primo, in una buona classifica, ma, con le caratteristiche di passista, poco utile alla Casa dell’Ala Dorata forte di due calibri quali Stoner e Pedrosa; il secondo, male in classifica per i troppi errori accumulati, pilota veloce, ha sciupato troppe occasioni perché acerbo e immaturo. Entrambi dovrebbero accettare anche un (eventuale) mezzo passo indietro senza abbandonare la Honda. Capirossi è giunto al capolinea, offuscando un po’ una importante e lunga carriera. Non si può non ringraziarlo per quanto ha dato al motociclismo.

Rossi, Dovizioso, Simoncelli, Capirossi sono attesi a Misano per una grande prova d’orgoglio. Ognuno ha da vincere una propria corsa. Vanno tutti incitati e applauditi, comunque finisca.

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