MotoGP Indy, Stoner "marziano" con una marcia in più. Rossi-Ducati: debacle!



Fa spavento Casey Stoner, dominatore delle qualifiche record (1’38.850) e fa spavento il solco che divide il “canguro” dai sui avversari: Spies secondo (+0.523), Lorenzo terzo (+0.779), con la seconda fila sopra il secondo di distacco con Pedrosa (+1.097), Dovizioso (+1.174), Edwards (+1.248).

Non parliamo della terza fila aperta da Simoncelli in difficoltà (+1.354) davanti ad Hayden (+1.394) con la lingua fuori e Bautista (+1.483).

La Honda domina grazie a uno Stoner in stato di grazia. La Yamaha regge molto bene grazie a uno Spies “propheta in patria” e a un Lorenzo ammirevole nel voler contrastare con la baionetta la corsa al titolo dell’australiano.

Stoner è su un altro pianeta e fa un altro sport: la sua attuale superiorità può saltare domani solo per un problema tecnico o per un errore, altrimenti il “canguro” è in grado di salutare la compagnia allo start e aspettare gli altri, con calma, sul podio. Stoner c’è ma non c’è Rossi.

La caduta di Valentino Rossi agli inizi delle qualifiche è emblematica dello stato di tensione e di confusione del biniomio italiano, sintesi della crisi strategica della Ducati e di appannamento del nove volte campione del Mondo. Continuare a minimizzare la dura realtà e a promettere miracoli futuri non fa uscire la Casa bolognese dal tunnel e trascina il nove volte campione del Mondo in una situazione sempre più imbarazzante. I tempi (gap di oltre due secondi) e la classifica in qualifica (14esimo) di Indy fotografano più delle parole la crisi tecnica della moto e la demotivazione del pilota.

Indy merita il rispetto per i suoi trascorsi ma la MotoGP merita tracciati ben più significativi sul piano tecnico e spettacolare. Visti i tempi, è davvero difficile sperare in una gara show. Tant’è. Questo passa oggi il convento. Prendere o lasciare.

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