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Lambretta: avviata operazione anticontraffazione

Pubblicato: 03 ago 2011 da Gianluca

Lambretta LN 125/150

Lambretta dà il via alla più grande operazione anticontraffazione della storia. Il Consorzio Lambretta, icona internazionale nel campo degli scooter con sede a Milano, ha intrapreso un’azione contro la violazione del marchio registrato per impedire la commercializzazione a livello mondiale degli scooter LN125 e LS125 non originali con il nome Lambretta.

Il consorzio, in un’operazione internazionale congiunta con poteri legali, autorità doganali e di polizia, sta mettendo in atto una procedura per assicurare la tutela dei propri diritti sul marchio. L’operazione è diretta contro due ex licenziatari, l’irlandese Clag International e l’italiana Motom Electronics Group Spa. Inoltre, altri provvedimenti sono stati presi nei confronti del produttore taiwanese degli scooter LN125/LS125, Her Chee Industrial Co Ltd, che opera con il nome “Adly” e Gamax Moto Corporation.

Infine - recita la nota diffusa da Lambretta SA - Lambretta sta attuando misure di protezione contro la sempre più vasta rete d’importazione e distribuzione in Europa, Asia, Oceania e America. Persino distributori fidati e rinomate riviste sono coinvolti, non consci del carattere illegale dell’introduzione dei nuovi modelli di scooter LN125/LS125. Sono state inviate lettere di diffida e intimazione di cessazione a tutti i distributori conosciuti, con l’intento di metterli al corrente delle implicazioni conseguenti alle proprie attività illegali.

Lambretta LN 125/150Lambretta LN 125/150Lambretta LN 125/150Lambretta LN 125/150

Lambretta ha pubblicato un comunicato ufficiale sui propri siti internazionali accessibili da www.lambretta.com per avvertire il pubblico di non effettuare pagamenti anticipati ai distributori locali. È stata inoltre pubblicata sul sito web una lista contenente i nomi di tutti i distributori coinvolti in questi atti fraudolenti.

Il consorzio, insieme ai propri avvocati e alle autorità, è giunto a conoscenza di fatti preoccupanti riguardo alle infrazioni compiute. Società di facciata e società di investimento come “DBM Lambretta International Srl”e siti web apparentemente professionali come www.lambrettaoriginale.com, www.lambretta-italia.it e www.lambrettamotorcycles.com con proprietari diversi, sono stati utilizzati nel tentativo di nascondere a Lambretta attività e reti di contatti.

Lambretta sottolinea che l’unica organizzazione legittimata a fornire contratti di licenza per scooter per conto del Consorzio Lambretta è Lambretta Distribution ltd, con sede ad Althorp nel Regno Unito.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • thecuriosone

    03 ago 2011 - 11:41 - #1
    2 punti
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    ma io dico: questi scooter c’erano già a milano l’anno scorso, è da un po’ che girano, e questi 2 del fantomatico consorzio lambretta si svegliano solo ora che la produzione è già avviata a taiwan? (e non in china che è differente a livello di qualità). per me i 2 signori del consorzio vogliono una fetta della torta e basta, del nome e della storia importa ben poco visto che avrebbero potuto far fare gli scooter loro…o no?
    tipico atteggiamento da parassiti. (tra l’altro non è neppure male come interpretazione dello scooter, niente a che fare con li 2° serie che ho in garage, però è un po’ come una vespa lx moderna…)

    TRISTEZZA!

  • L'Italiano

    03 ago 2011 - 12:37 - #2
    -1 punto
    Up Down

    #2
    Un’azione legale di questo genere non si lancia in due ore ma servono mesi nei quali il tutelato deve provare agli enti preposti lo stato di mancata tutela.
    Quindi, prima di scrivere elargendo epiteti gratuiti, cosa che da una tastiera è facilissimo, sarebbe utile sapere come funzionano le ardite vie legali.
    Altrimenti, è meglio tacere e limitarsi nello scrivere su siti come questo.
    Lambretta Consortium fa molto bene a tutelare la propria immagine che è quella che da decenni lega Lambretta al mondo delle due ruote. L’approccio illegale è invece quello di “usare” uno storico marchio motoristico del passato per guadargnarci soldi, con prodotti che non solo non hanno nulla di quel DNA motoristico e quindi tecnico ma che sono sotto dubbi riguardo qualità dei componenti e sicurezza stessa dei veicoli, spesso venduti a mezzo supermercati o rivenditori da discount. Il mezzuccio della campagna pubblicitaria per venedere tali prodotti è ulteriore sistema per falsare la realtà di un prodotto che non ha nulla a che fare con la tecnica motoristica italiana, costruita con decenni di sforzi e di inventiva tecnoca e tecnologica che il mondo, giustamente, ci invida e che malamente tenta di copiare.

  • thecuriosone

    03 ago 2011 - 12:59 - #3
    2 punti
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    lega cosa? cosa c’è di lambretta da legare al mondo, io non vedo niente. cosa c’è da tutelare? non credo che una ditta inizi a vendere cose se in mano non ha niente. magari in cina, ma essendo coinvolte molte parti non credo che questi taiwanesi abbiano iniziato a fare qualcosa senza avere il qlo parato o avere qualche diritto in mano. non si tratta delle copie cinesi vendute in cina della yaris o della panda, qui si parla di scooter fatti per il mercato europeo.
    secondo me è solo per spartirsi più soldi. poi pensala come ti pare.
    vorrei porre alla tua attenzione il fatto che pure la vespa costruisce le LX in vietnam, allora, visto che è uno scooter col variatore come questo, costruito lontano da pontedera non sarebbe una vespa? vogliamo prendere l’esempio della lml stardeluxe? insomma, ora che è arrivato sul mercato tutti a tettare il latte…
    ripeto, io la penso così, tu pensala come ti pare!
    (ti volevo fare presente che sono costruiti a taiwan e non credo ci sia da temere sulla qualità visto che i variatori degli scooter arrivano i più dalla tgb) taiwan non è la china! ocio!

  • Profilo di enricosl900

    enricosl900

    03 ago 2011 - 14:07 - #4
    1 punto
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    Quel che non si capisce bene è se quelli di Lambretta Consortium di scooter ne fanno oppure fanno solo disegnini, ma pare la seconda.

    Detto questo, non vedo enorme passione e rispetto del Marchio nell’utilizzarlo solo per scarpe, cappellini e magliette (per altro tutte cose carine: io stesso ho diversi capi…) senza preoccuparsi di farlo veramente rivivere. Questa azione legale nasce solo per soldi, non c’è nient’altro. Tanto meno per adesso uno scooter che per un appassionato sia lecito chiamare veramente Lambretta, chiunque lo produca e qualunque diritto legale possegga.

    La 175TV di mio padre avrà tardi una erede, mi sa.

  • thecuriosone

    03 ago 2011 - 15:21 - #5
    0 punti
    Up Down

    leggendo il comunicato sul sito lambretta.com mi pare di capire che prima esistevano accordi che sono scaduti alla fine dell’anno scorso. per cui in essere c’era già qualcosa. questo mi fa diventare ancora più convinto della mia tesi che questi 2 signori vogliano solo una parte della fetta della torta. non credo che siano così stolti da volere campare solo con il ricordo della lambretta in modo da vendere “suppellettili vintage” e campare di quello. (anche se non mi stupirei che puntino a non voler fare rivivere scooter lambretta in modo da non inquinare le vecchie serie e vendere memorabilia…mah!)

  • Profilo di ApriliaForever

    ApriliaForever

    03 ago 2011 - 15:29 - #6
    0 punti
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    Come non quotarti Enrico ..
    Non capisco come mai gli indiani di Bajaj ed LML non abbiano ancora deciso di costruire e vendere delle fedeli repliche delle VERE LAMBRETTE (come lo LML Star per la vespa PX) con cambio manuale, freno a pedale e magari motore 4T a basse emissioni (i brevetti della vecchia Lambretta del’60, dopo 40 anni abbondanti dovrebbero essere ormai decaduti)..
    Potrebbero chiamarla anche “Pinco Pallino” che sarebbe comunque un successo di vendite immediato in tutto il mondo ..

  • L'Italiano

    03 ago 2011 - 18:07 - #7
    0 punti
    Up Down

    Evidentemente mi sono spiegato male. Riprovo. Lambretta Consortium fa bene a tutelare i propri diritti perchè se hanno stipulato un qualche accordo con taluni che produrranno (produrranno?) la Lambretta 2.0, quest’accordo va ottemperato cosa che sembra non sia accaduto da quanto si evince seppur da approfondire. la stessa LC però, e qui che io ho aggiunto unn virgolettato “illegale”, adotta un’approccio di business che io non appoggio e che prevede la gestione dei diritti d’immagine legati al marchio Lambretta in se che sembra privo di alcuna logica motoristica. Perorano la causa (e guadagnano grazie a questo) del marchio su magliette, gadgets, articoli di varia natura ma, fino ad oggi, non legandolo ad un vero prodotto motoristico da essi stessi prodotto o gestito.
    Questo è l’approccio peggiore che poi si traduce in prodotti Taiwanesi che, se permettete, di qualitativo hanno ben poco.
    Se volete possiamo sfoderare i dati di ritorno presso rete di assistenza di alcuni marchi taiwanesi che poi, tutto sommato, non sono così eccessivi ma nemmeno la qualità eccelsa.
    A questo si somma che comunque la Lambretta, prodotta a Taiwan, a me sa poco di Lambretta ma, in un’Italietta che ama apparire più che essere ci sta anche la LML invece che la vera PX.
    Tanto conta ciò che c’è in superficie, sotto non interessa a nessuno, che si tratti di persona o di automobile o di scooter poco importa per quell’Italia di Plastica della quale io non faccio parte.

  • Furo Fara

    03 ago 2011 - 20:38 - #8
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    “in prodotti Taiwanesi che, se permettete, di qualitativo hanno ben poco.”
    _
    italiano, te lo hanno già detto, questo è tutto da verificare.. tu fai di Cina e Taiwan tutto un fascio, ma non è assolutamente così. Honda ad esempio costruisce lì lo scooter PCX e non per il mercato locale, ma per venderlo in tutto il mondo perché evidentemente risponde agli alti standard qualitativi della casa..

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