Stoner "mattatore". Rossi, podio salutare: no illusioni. Simoncelli, male ma senza "crocifissione"

A bocce ferme, sbollita la corsa e con davanti la classifica di Le Mans e quella iridata, il ragionamento da farsi non è poi così difficile. La gara francese parla chiaro: domino assoluto di Casey Stoner e della Honda, binomio tritatutto.

Il gap di oltre 14 secondi inflitto dall’australiano ai due italiani sul podio fotografa la realtà. Dice anche che il “canguro” è oggi il pilota più forte della MotoGP e ha tutte le carte in regola (a cominciare dalla qualità della Honda e dalla sfortuna altrui, leggi Pedrosa ko, nonché dalla tenuta coi denti di Lorenzo) per tornare presto in vetta alla classifica iridata e pensare seriamente alla conquista del titolo.

Fuori gioco, almeno per un po’, Pedrosa e fuori dal vertice Dovizioso, troppo calcolatore, alla Honda resta, oltre a Stoner oramai indiscusso mattatore, il nostro Simoncelli. La brutta pataccata di oggi, giustamente subito sanzionata, non può intaccare il valore del pilota del team Gresini.

Sic va richiamato ma non gli si può buttare la croce addosso. La sua è una scorrettezza da esuberanza di gara, si consuma tutta nella foga della corsa ed è da ascriversi sul piano prettamente agonistico (esasperato) e non su quello del tiro mancino.

Non vogliamo difendere un pilota che “taglia la strada”, vogliamo solo apprezzare la combattività di un corridore mai domo, uno che, come Sic, va davvero forte e presto, ce lo auguriamo, sarà capace di trovare il giusto equilibrio per fare risultato.

Nel motomondiale, molti piloti con il pelo sullo stomaco hanno commesso errori, ma poi, una volta rodati, sono entrati nel firmamento di questo sport che resta duro, rischioso e imprevedibile.

Rossi e la Ducati ritrovano il podio e questo è bene per il binomio italiano e per la MotoGP tutta. Il buon risultato non si butta via mai, comunque arriva. Ma si può oggettivamente dire che la situazione cambia per questo terzo posto? Il gap era e resta pesante, si modifica in parte grazie alla lunghezza dei circuiti e ai relativi tempi sul giro.

Rossi e la Ducati di oggi, a Stoner e non solo a Stoner, lo vedono solo … da dietro. La felicità espressa oggi a Le Mans dal Team di Borgo Panigale è sacrosanta. Ma guai ad illudersi. Bisogna proseguire a testa bassa quel lavoro che, tempi e classifiche alla mano, non sembra aver dato i risultati sperati. E, con la prossima corsa, si arriva a giugno. Ad majora.

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