Marco Melandri sorride. Ma con il ... "rospo nel gozzo"

Marco Melandri a Monza

Dopo Monza, Marco Melandri si gode lo spettacolo di guardare dall’alto della classifica generale tutti, meno Carlos Checa. Soddisfazione legittima, specie se alle sue spalle, il pilota della Yamaha ha proprio il … “nemico” Max Biaggi. Tant’è che nelle dichiarazioni ufficiali Marco si dice molto “contento” della tappa monzese.

Va ribadito un concetto che ancora sfugge alla tifoseria: quando si parla di top riders, vincitori di gare e titoli mondiali, in sella a moto ufficiali, la valutazione non può che essere a … maglie strette, senza indulgere a benevolenze di sorta. Ovvio che anche un top rider non può sempre vincere e può (anche) commettere errori. Altra cosa è la valutazione sulla condotta di gara e sul risultato, come ieri a Monza.

Il sorriso di Melandri per il secondo posto in classifica non può non essere controbilanciato dall’amaro in bocca per la sconfitta chiara e sonora subita dal proprio compagno di squadra Laverty. Chi avrebbe scommesso un cent sulla doppietta del pilota irlandese? E’ vero: la Yamaha di Laverty volava (tale e quale quella di Melandri), anche se non è vero che stava sui binari: stava dove voleva il pilota.

Laverty, con una guida funambolica ma efficace, ha domato la belva della Casa dei tre diapason. Melandri, con una guida “sbavata” e di “forza”, ha subito i condizionamenti della sua Yamaha. Setting o non setting (si è mai visto un pilota non lamentarsene?), ieri a Monza, a moto pari, Marco ha perso il corpo a corpo importante con il meno esperto e quotato compagno di squadra.

Niente è compromesso. E’ solo una battaglia e non la “guerra”. Quanto meno, però, è un segnale d’allarme, un richiamo per Melandri a non salire frettolosamente in cattedra a tranciare giudizi, un invito a stare con i piedi per terra.

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