WSBK Monza, Max Biaggi alla rincorsa del "titolo" e del ... "corsaro"

Superbike 2011 - Assen

Lo scorso anno Monza fu la svolta del mondiale SBK, con Max Biaggi e l’Aprilia due volte sul gradino più alto del podio. Il binomio italiano aveva già colto la prima “doppietta” il 28 marzo a Portimao, concedendo poi altre due volte il bis a Salt Lake City il 31 maggio e a Misano il 27 giugno. Una dimostrazione di forza del “Corsaro” e della Casa di Noale: la dimostrazione che i titoli mondiali si vincono soprattutto attaccando, a suon di vittorie.

I piazzamenti non sono inutili, ma sono solo il contorno a quel qualcosa ben più sostanzioso che è la vittoria. Quest’anno Biaggi arriva a Monza senza la doppietta e ancora senza una vittoria. Ad Assen però, dopo il terribile week end di Donington, il campione romano sembra aver ritrovato il bandolo della matassa, creando le premesse per una nuova giornata memorabile, in grado di rilanciarlo nella corsa al titolo iridato.

Per chi non c’era o per chi è smemorato, va ricordato che il tricolore che salì due volte sul pennone più alto di Monza 2010 sulle note dell’Inno di Mameli, non fu solo l’atto che certificò l’altissimo livello di competitività raggiunto da Biaggi e dalla quattro cilindri italiana, lanciati verso la conquista del titolo mondiale. Quel trionfo fece bene a tutto il motociclismo, fu una boccata d’ossigeno che portò la SBK ben oltre i suoi storici steccati.

Peccato che in Italia, per responsabilità e per colpa dei media sempre in altre faccende affaccendati, si dovette assistere all’ennesima occasione perduta. Quella memorabile giornata di Monza e quello storico titolo di Biaggi-Aprilia non furono adeguatamente compresi e sostenuti sul piano della comunicazione, ennesima dimostrazione che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Tant’è, gli assenti hanno sempre torto.

L’impresa di Biaggi e dell’Aprilia resta, frutto del migliore motociclismo italiano e di quel poco che rimane ancora di quel Made in Italy di fronte al quale ovunque nel mondo si toglie il cappello. Tornando alla corsa, sin dalle prove e dalla Superpole, Biaggi deve ritrovare le motivazioni del “number one”, senza tatticismi o distrazioni di sorta. Puntare alla vittoria e vincere. Punto.

Non è vero che nel 2010 Max giocava al gatto col topo per la “esagerata” superiorità dell’Aprilia. Più volte la vittoria e il podio giunsero grazie al “Corsaro” ritrovato, con classe, grinta, determinazione , voglia di vincere delle migliori giornate. E non è vero che nel 2011 Max è in “disarmo” perché … appagato o perché la sua moto è meno competitiva. Le motivazioni sono intatte perché la lotta per il titolo, dopo Monza, acquisterà nuovi significati.

In quanto all’Aprilia, con il pilota in palla, si vedrà che i parametri non sono mutati, anche rispetto alla passata stagione. Certo, gli avversari, vecchi e nuovi, non mancano, ancor più competitivi. A cominciare da Marco Melandri (Yamaha) il cui arrivo in SBK ha portato una gran ventata di aria buona.

Sul circuito più veloce del mondiale, Yamaha, e anche Bmw e (pure) Kawasaki hanno buone carte da giocare. Così come Honda e … Ducati, il cui capoclassifica Checa, zitto zitto, è capace di tutto. Domani si comincia. Sarà gran festa.

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