Verlicchi: indagati i vertici. Sottratto un tesoretto dal patrimonio aziendale


Dal semplice fallimento di una storica azienda italiana dell'automotive, si arriva ad un vero e proprio procedimento finanziario che vede 6 indagati ai vertici del Gruppo Verlicchi, secondo i provvedimenti emessi dalla procura della Repubblica di Bologna che cerca di evitare distrazioni dal patrimonio aziendale. i sospetti arrivano dalle sollecitazioni del curatore fallimentare, che sospetta dell'esistenza di un tesoretto sottratto al patrimonio aziendale, corrispondente a quache centinaio di migliaia di Euro.

Sono due le aziende interessate, la Verlicchi Casoli Srl e la Verlicchi Casoli 2W, con la prima che produce in esclusiva per Honda. Per ora sono stati congelati i beni mobili e immobili dalla polizia tributaria, nel mentre che il curatore fallimentare ha organizzato un incontro con la delegazione sindacale dei lavoratori per illustrare il procedimento in atto.

I nomi finiti sul registro degli indagati sono di Alessandro Verlicchi e Valdemaro Peviani, rispettivamente legale rappresentante e amministratore unico della Verlicchi Nino e Figli Srl, poi Mariano Bertelli, Massimo Stella, Riccardo Capponi e Carlo Capponi. L'ipotesi del curatore vede gli indagati impegnati a collaborare per distrarre il patrimonio della Verlicchi Nino e Figli, giustificando così il procedimento d'urgenza. L'arrivo delle fiamme gialle ha inoltre mobilitato il segretario della Fiom, Marco di Rocco:

"Speriamo che oggi stesso si faccia chiarezza sugli assetti societari in quanto i due stabilimenti della provincia, quello di Casoli che lavora per la Honda e quello di Atessa che lavora per Sevel, gruppo Fiat, sono strategici per i due grandi gruppi motoristici e danno lavoro alla zona, occupando oltre un centinaio di lavoratori”.

Per il 6 maggio è previsto uno sciopero al quale parteciperanno i dipendenti Verlicchi e quelli della Magneti Marelli, un'altra azienda storica del bolognese che naviga in cattive acque. la Cigl ha indetto una giornata di protesta per cercare di far valere i diritti degli ormai ex dipendenti dell'azienda. Il corteo si sposterà per il centro di Bologna fino al raduno sotto le due torri.

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