Casey Stoner: "Rossi e Burgess farebbero meglio a stare zitti". Valentino Rossi: "non ha mai accettato la sconfitta di Laguna Seca"


La polemica non si arresta, e possiamo ufficialmente dire che la rivalità fra Rossi e Stoner è arrivata al suo apice. Anche all'Estoril è un susseguirsi di dichiarazioni e frasi, punzecchiamenti partiti dalla bocca di Casey e rilanciati da Valentino. Come è accaduto il mese scorso a Jerez, i botta e risposta viaggiano da un microfono all'altro:

Nei giorni scorsi, Stoner ha commentato al magazine spagnolo Marca: "A fine 2010 mi criticavano dicendo che non sapevo sfruttare il potenziale della Ducati GP10 e che a Burgess sarebbero bastati pochi secondi per metterla a punto. E invece lui e Rossi ci lavorano da mesi ma non migliorano. Farebbero quindi meglio a stare zitti perchè non hanno capito come si guida la Ducati e ora forse mi rispettano di piu'. Ha scelto di andare in Ducati perchè c'era Lorenzo e il suo ingaggio non era piu' giustificato e in Honda non poteva tornare"

Una volta arrivati in Portogallo, dopo le prove di venerdì, Casey rincara la dose accusando Valentino di avergli succhiato la scia per fare il giro veloce (ma non lo fanno più o meno tutti?), Rossi ha risposto ai microfoni di Sportmediaset: "E' stato casuale incontrarlo in pista, non gli sono nemmeno stato tanto vicino, cose che succedono. E' già un po' che parla di me e di cose che non conosce affatto. Parla addirittura della mia spalla come un medico specialista. Forse gli sto antipatico. Se Stoner non vuole nessuno vicino in pista allora è meglio che vada a correre da solo. Il fatto è che a lui non sembra vero di vedermi in difficoltà ma poteva aspettare un po' di piu', gli avversari vanno stesi in pista...No, non in quel senso! Per Jerez devo solo chiedergli scusa. Ma la verità è che ha iniziato a piangere da quando ha perso la grande battaglia di Laguna Seca, non l'ha mai accettata".

La situazione è calda, molto calda, e il prossimo confronto di fronte ai media potrebbe avere qualche goccia in più di vetriolo. Ammettiamo che il confronto fra campioni in pista e fuori è il sale delle competizioni mondiali, e la sana rivalità è insita nel carattere dei campioni, ma non sarebbe meglio vederli entrare in un motorhome per risolvere la cosa lontano dai giornalisti?

via | Corriere dello Sport

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