Jerez, è affar loro (delle Honda), con Pedrosa e Stoner mattatori. Lorenzo c'è. Anche Rossi ci prova

Dani Pedrosa e Casey Stoner

Scaramucce, belle scaramucce, da prima giornata, sotto il sole dell’Andalusia, con le Honda che anche a Jerez dettano la legge del più forte. I due piloti della Casa dell’Ala dorata giocano di fioretto, anzi a volte danno proprio l’impressione di giocare a gatto col topo. FP2 del pomeriggio più lente del mattino (asfalto caldo?), con Pedrosa (1’40.101) davanti all’australiano per 188 millesimi. FP1 del mattino con Stoner (1’39.551) sullo spagnolo, per un’inezia.

I tempi contano relativamente, oggi conta di più la ricerca della messa a punto ottimale per le qualifiche di domani e, soprattutto, per la corsa di domenica. Nella tenaglia della velocissime Honda (Simoncelli in palla, quarto nelle FP2 a sei decimi dalla testa) si inserisce da par suo Jorge Lorenzo, che però viaggia con un gap di mezzo secondo.

Rossi, ottimo terzo in mattinata, si sfila (quinto nel pomeriggio), cerca l’aggancio con i primi e, rispetto a Losail, l’operazione sembra portare qualche frutto. E’ troppo presto per capire se Valentino ( gap di mezzo secondo nelle FP1 e gap di otto decimi e mezzo nelle FP2) ha il potenziale per lottare per il podio o se quelli di oggi sono (mezzi) exploit destinati a volatizzarsi.

In forte difficoltà Dovizioso (caduto pure in mattinata) e anche Hayden fatica. Da seguire Spies, che però non pare ancora in grado di fare da guastafeste. Notte fonda per Crutchlow e per Capirossi. Abraham, oltre la top ten, con scivolata nelle FP2, ma meno “fermo” di quanto si temesse. Anzi, a dirla tutta, non è fermo per niente. Domani è un altro giorno. O forse no.

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