Un evento decisamente mondano quello che è andato in scena venerdì 25 marzo a Roma in via Parigi alla serata inaugurale del nuovo Ducati Store della capitale. A festeggiare con i titolari Maurizio e Giacomo Romanelli, Valerio Tordi ed il regista Luca Manfredi, tantissimi ospiti del mondo dello spettacolo tutti attratti dalle moto di Borgo Panigale. Tra gli altri Nancy Brilli, Massimo Ghini, Enzo De Caro, Giorgia Surina, Cesare Bocci, Roberta Giarrusso, Marta Zoffoli e Ludovico Fremont, e anora Vincenzo Cantatore, Roberta Beta e Roberta Garcia. In chiusura arrivano anche Irene Ferri e Maria Monsè.
Personaggi tutti inevitabilmente lontani dal mondo delle moto ma tutti più o meno appassionati, tanto che molti di loro sono giunti in centro direttamente con la loro moto. Venerdì è stato solo il primo di tre giorni di evento, gli altri sabato 26 e domenica 27, aperti al pubblico, per mostrare il nuovo punto di ritrovo ai numerosi motociclisti romani appassionati delle moto bolognesi. Questo nuovo Ducati Store posto nella centralissima via Parigi sostituisce i due punti vendita di largo Oreste Giorgi e via Appia.
zetaics
30 mar 2011 - 10:06 - #1Marketing a tutto spiano….per questo poi le ducati devono costare 2-3 mila euro più delle giapponesi….bisogna pagare la pubblicità
Dukallio
30 mar 2011 - 10:17 - #2bè insomma ne hanno chiusi due per aprirne uno… mi sa tanto che non si vende molto.
Mr. Tutti Dubbi
30 mar 2011 - 10:49 - #3Che gran buffonata..
mcdans
30 mar 2011 - 10:56 - #4Uccio dov’è?…, e gli adesivi 46??…
einsturzen neubaten
30 mar 2011 - 10:58 - #5tutta gente che ha molto a che fare col motorismo…complimenti.
però la surina me la farei volentieri!
einsturzen neubaten
30 mar 2011 - 11:01 - #6x5
essendo a roma avranno rispolverato le carene di biaggi di quando correva con la sbk…
a-ho!
BAETON
30 mar 2011 - 11:18 - #7#2
Ma infatti gira voce di una possibile chiusura del Ducati Store pure qui a Padova…. boh!
guzzone
30 mar 2011 - 11:22 - #8Bisogna vedere come erano gli altri due!!!!!!!!!!!!!!!
Hugo Cess
30 mar 2011 - 11:25 - #9Ennesima dimostrazione di come vanno le cose oggi..
Niente di nuovo intendiamoci, è che il mondo delle moto si credeva ingenuamente non ne sarebbe stato contagiato..
Credevamo che la passione sarebbe sempre stata l’unica molla a spingere le vendite e invece..: eccoti un concessionario Ducati trasformato in una disco con tanti ospiti “illustri” del mondo dello spettacolo che con le moto e la passione motociclistica non hanno niente a che fare..
fazpow
30 mar 2011 - 11:49 - #10…ma c’è anche ruby-rubacuori!?
:-D
cmq se dovessero aver bisogno di personale io ci andrei volentieri a collaborare
craig18
30 mar 2011 - 11:59 - #11Lo spettacolo è abbastanza penoso ma se x tenere aperta la fabbrica bisogna imparare a tirarsela come BMW ed Harley va bene così: di marchi italiani integerrimi visibili solo sui libri di storia motociclistica ce ne sono già abbastanza, io preferisco vedere le Ducati x strada e non in foto. Le giapponesi costeranno anche meno ma andiamo a vedere marca dei freni, marca e tipologia delle forcelle, tipo di frizione ( cavo o a comando idraulico ), soluzioni elettroniche avanzate ( assenti o presenti ), etc. etc. e poi tiriamo le somme: siamo un popolo che critica tanto le moto italiane e poi lasciamo fallire una Moto Morini x continuare a comprare nefandezze estetiche giapponesi che una Corsaro se la sognano anche tra 20 anni! Neanch’io sono d’accordo su una Ducati così glamour ma i modelli nuovi ci sono, i contenuti tecnici anche ( eccome! ) e sebbene la Diavel mi convinca poco vedo in giro dei mezzi tedeschi, americani e giapponesi orripilanti comprati in gran quantità solo perché fa “in”…Quello sì che è uno spettacolo raccappricciante, mica il Ducati Store di Roma.
er parrucca
30 mar 2011 - 12:01 - #12qui si vede quanto ducati in primis sia pubblicita’ e marchio,show e necessita’ di circondarsi di “vip” (se questi si possono considerare davvero in tal modo)..poi viene il resto..moto che costano come reni e se vogliamo dirla tutta,non vanno neanche chissa’ quanto…han bisogno degli aumenti di cilindrata per reggere il confronto con le altre…
e per la cronaca,guido pure io un 1200 twin..fortunatamente non un duca.
zetaics
30 mar 2011 - 12:12 - #13craig tutte queste soluzioni tecniche all’avanguardia per andare più piano di qualsiasi moto giapponese? ah già…però fa figo davanti al bar elencare le marche di pinze, forcelle, cerchi ecc….
bibendus
30 mar 2011 - 12:14 - #14a parte ghini e la brilli, gli altri sono dei perfetti sconosciuti.. almeno per me
craig18
30 mar 2011 - 12:28 - #15Carissimo zetaics, anche su un modello base come era la Monster 620 c’erano la frizione antisaltellamento, la frizione idraulica e le forcelle rovesciate da 43 mm: su alcune naked giapponesi DI OGGI di cilindrata simile o poco superiore vedo ancora cavi, forcelle tradizionali e striminzite di marche ordinarie e freni che coi Brembo non hanno niente a che vedere. Io rispetto tutte le marche ma se qualcuno scrive in modo settario gli faccio notare che le cose non stanno esattamente come dice lui e che anche nel giardino del vicino c’è l’erba verde, tutto qua.
E poi il discorso della velocità non regge, come dimostrano anche le corse delle derivate di serie, a meno che si compri una moto perché la tal rivista dice che va 10 km/h più di un’altra quando poi, nell’uso che se ne farà, si resterà sempre 80 km/h sotto la velocità di punta…
kaprone
30 mar 2011 - 12:30 - #16ci sono passato domenica mattina. tante luci, tante belle moto e, mi sembra, poca sostanza.
rimane il fatto che per aprire questo punto vendita hanno chiuso 2 negozi e altrettanti centri assistenza con, si dice, parecchi cassa integrati.
direi che la gestione romanelli non sia poi un granché
matt69er
30 mar 2011 - 12:36 - #17Quindi mi avete chiuso l’officina di via Gregorio VII?
Senza un preavviso, un segnale, un cenno…niente di niente!
Vabbè…vado a ordinare una bonneville!
emmedì
30 mar 2011 - 13:16 - #18craig
in effetti devo darti ragione: c’è tanto ben di dio, sul 620.
sprecato, aggiungo io.
perle ai porci signoramia, perle ai porci
;)
-
sul discorso morini invece sono assolutamente d’accordo, stavolta sul serio
bracame
30 mar 2011 - 14:52 - #19Graig
“”se x tenere aperta la fabbrica bisogna imparare a tirarsela come BMW ed Harley va bene così”"…
nulla è senza conseguenze.
zetaics
30 mar 2011 - 15:03 - #20craig, in termini di prestazioni su strada, tutti questi aggeggi di marca che montano le ducati in cosa si traducono? non penso che le ducati vadano più veloci delle jap o che frenino di più, ci sono dati che testimoniano questo, quindi è tutto marketing.
zetaics
30 mar 2011 - 15:05 - #21nelle corse delle derivate di serie (leggasi superbike) le ducati hanno vinto molto è vero, ma corrono con 200 cc in più degli altri per compensare il fatto di usare il bicilindrico…
fgh1
30 mar 2011 - 15:44 - #22per mantenerlo dovranno vendere parecchie moto e salassare i clienti con i tagliandi… una cosa gia vista e rivista nei concessionari ducati!!
Plasmon
30 mar 2011 - 18:07 - #23“ospiti del mondo dello spettacolo tutti attratti dalle moto di Borgo Panigale”
“ospiti del mondo dello spettacolo tutti attratti da un bel pacco di quattrini”
craig18
30 mar 2011 - 19:13 - #24Ciao zetaics, i miei complimenti perché è bello parlare con uno che, pur non essendo d’accordo, è così educato, non succede sempre.
1) Il bicilindrico in SBK non è riservato alla Ducati, quindi se i suoi avversari corrono con il 4 cilindri significa che la ritengono la soluzione tecnica più vantaggiosa altrimenti passerebbero al 2, no? E’ già successo con la Honda VTR ai tempi di Edwards e hanno pure vinto quindi se vogliono nessuno gli impedisce di dimezzare i cilindri e aggiungere 200 cc.
2) In una situazione di emergenza ( l’unica situazione limite a cui può giungere ciascuno di noi semplici utenti ) una forcella e un freno un po’ migliori possono anche fare la differenza tra la vita e la morte mentre una frizione a cavo stanca più di una idraulica. Per quanto riguarda la frizione antisaltellamento, anche quando non entra in funzione ( ci vuole una staccata bella decisa, come su strada non se ne fanno quasi mai ) lavora comunque con un carico ridotto delle molle e, quindi, contribuisce ad affaticare meno l’arto sinistro.
Volendo si può anche fare a meno dell’avviamento elettrico e tornare a quello a pedale, la moto parte lo stesso e costa di meno oltre ad andare veloce uguale, ma sono sicuro che con quello elettrico la moto è tutta un’altra cosa, no?
.,.,.,
30 mar 2011 - 19:14 - #25mancava solo il nano puzzolente con il suo entourage di battone e lacche’.
Vibrator2
30 mar 2011 - 20:53 - #26Tra zetaics e craig18 è sbocciato l’amore, tra poco si mettono a pecora.
frap
30 mar 2011 - 23:42 - #27dove si ordina il cocktail?
e una domanda: è possibile chiedere informazioni in una concessionaria Ducati dove gli impiegati non sembrino dei consulenti finanziari o dei direttori di banca?
la passione…tzè
hobbywbue
31 mar 2011 - 07:13 - #28questo è un concessionario con l’anima!?
carwailer
31 mar 2011 - 09:57 - #29Penso abbiano poco da festeggiare…..chiudere due punti vendita per aprirne uno non è un bel segnale tra le altre cose in un punto infelice di Roma trafficato e senza parcheggi. Se poi ci aggiungete che hanno sfoltito la rete dei rivenditori e centri assistenza per cercare di acquisire clienti.
Chi è di Roma lo sà…..come prezzi di vendita sono competitivi ma il post vendita è inesistente.Non ho un amico o conoscente ducatista che porta da loro la moto per tagliandi e garanzie…….un motivo ci sarà.
Alex7___7
11 apr 2011 - 16:51 - #30E il magazzino ricambi rimane a Gregorio VII, così la zona sud-est è spacciata.
Bravi! Meno male che c’è internet.