MotoGP, Ducati: Dall'Igna non scioglie il dubbio 'Open' dopo il test di Sepang

Il nuovo numero uno di Ducati Corse ammette: "Per noi sarebbe difficile sviluppare la moto con i regolamenti MotoGP per le moto Factory".

Test MotoGP Sepang 2014 - Day 2

Prende ormai sempre più consistenza l'ipotesi che vedrebbe Ducati aderire alla nuova categoria 'Open' nel Mondiale MotoGP 2014. Dopo la prima ondata di smentite, negli ultimi tempi si è assistito ad un crescendo di ammissioni da parte degli stessi ambienti Ducati che ormai hanno chiarito che a Borgo Panigale ci stanno quanto meno pensando. In alcune dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa, un sibillino Cal Crutchlow aveva dichiarato che, pur non sapendo nulla a riguardo, avrebbe comunque giudicato come "molto intelligente" tale prospettiva, aggiungendo che avrebbe "compreso pienamente" i motivi di una tale scelta, ed ora anche il nuovo 'capo supremo' di Ducati Corse, l'Ing. Gigi Dall'Igna, avrebbe in qualche modo alimentato questa tesi.

Il dubbio principale per Ducati riguarderebbe le forti restrizioni imposte allo sviluppo delle moto 'Factory' che entreranno in vigore con il regolamento di quest'anno, che in pratica non consentiranno agli uomini di Borgo Panigale di lavorare sull'evoluzione della Desmosedici in modo da colmare il già pesante gap tecnico e prestazionale che la dividono dai prototipi giapponesi. Tali limitazioni non hanno invece effetto per le moto 'Open', che inoltre avranno a disposizione un serbatoio da 24 litri (contro i 20 delle 'Factory'), una gomma più morbida e 12 motori all'anno invece che 5. In tal caso però Ducati dovrebbe anche utilizzare l'intero pacchetto elettronico 'hardware + software' Magneti Marelli imposto dalla Dorna, mentre le moto ufficiali potranno utilizzare un software sviluppato appositamente dal costruttore.

Nella 'tre-giorni' di test MotoGP a Sepang conclusasi oggi, i ragazzi del Ducati Team hanno visto la Yamaha 'Open' di Aleix Espargarò andare a battagliare con i più celebrati prototipi giapponesi, aggiungendo altri elementi alla riflessione. Dovizioso è stato il miglior Ducatista del test malese grazie al 2:00.370 fatto registrare nella giornata conclusiva (7° assoluto, a 8 decimi dal miglior crono di Marquez), con Iannone 9° e Crutchlow 12°. Al momento, l'unica Ducati iscritta come 'Open' è quella del team Pramac di Yonny Hernandez, mentre il suo compagno di squadra Iannone e i due 'ufficiali' Crutchlow e Dovizioso sono provvisoriamente iscritti come 'Factory'.

In una conversazione con alcuni media nell'Hospitality Ducati di Sepang - puntualmente riportata da Crash.net - Dall'Igna ha cercato di non sbottonarsi troppo sull'argomento, sottolineando che nessuna decisione sarà presa prima di aver esaminato tutti i dati raccolti a Sepang, ma si è comunque lasciato scappare qualche velata ammissione:

"Analizzerò tutti i dati di questo test una volta tornati a casa e solo dopo prenderò uno decisione per il futuro, ma questa settimana sono venuto qui solo per sviluppare la moto. Questo è l'obiettivo principale della Ducati in questo momento, perché dobbiamo migliorare. Sicuramente, il problema che vedo io con le regole per le moto 'Factory' è che con cinque motori, che non si possono modificare, è davvero difficile sviluppare correttamente la moto, perché non è possibile modificare il fissaggio sul telaio. Non si possono cambiare molte cose. A mio parere, sarebbe davvero difficile. La posizione in cui si fissa il motore ti permette di 'sistemare' il telaio. Per lavorare sulla rigidità del telaio è necessario 'giocare' con il fissaggio del motore. Per noi, probabilmente, ma non sono sicuro, sarà difficile sviluppare la moto con le regole 'Factory'. Non lo so, vedrò tutti i dati e le informazioni a casa perché questo era il primo test con la moto 2014. Dopo prenderò una decisione."

Per la prima volta in 10 anni di MotoGP, l'anno scorso il Ducati Team ha fallito l'appuntamento con il podio. Questo dato da solo sarebbe sufficiente a spiegare il grosso 'debito d'ossigeno' che la moto bolognese paga nei confronti delle sue concorrenti, e porre un freno allo sviluppo in questo momento potrebbe condannare Ducati a ulteriori stagioni di depressione negli anni a venire. E' una decisione che va ben ponderata, e questo Gigi Dall'Igna lo sa bene:

"La moto ha certamente qualche problema, ma non solo uno: dovrò sistemare forse 20 problemi diversi. Non basta risolvere un problema per guadagnare uno o due secondi. E 'impossibile! Si guadagna un decimo qui, cinque centesimi là, si mette tutto insieme e si fa un passo avanti. Il sottosterzo - uno dei problemi persistenti della Ducati nelle ultime stagioni - può essere causato da molte cose diverse. Ci sono molte aree della moto su cui si può agire per migliorare questo problema."

  • shares
  • +1
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: