Questa volta siamo tornati 16enni. Abbiamo fatto qualche passo indietro negli anni per rituffarci nelle atmosfere spensierate della nostra adoescenza, per inserirci nel giusto contesto e valutare al meglio la nuova KTM 125 Duke, l’arma di Mattighofen per entrare prepotentemente nel mondo delle 125 a 4 tempi. Con questa moto, c’è anche la volintà di imporsi nel mercato mondiale come vera e propria world bike, perciò nulla e stato lasciato al caso, dal motore, alla ciclistica, all’estetica.
Non abbiamo trovato un solo elemento riciclato dalla produzione KTM degli scorsi anni, la piccola Duke è un progetto totalmente nuovo, prodotto in India ma nato in Austria, una paternità che si nota per la qualità costruttiva e per il largo utilizzo di componenti europei, oltre che per un’estetica molto occidentale, curata in ogni dettaglio.
La nostra giornata in sella, è cominciata fra i banchi di scuola. Una classe dell’Istituto Torricelli, nel cuore di Milano, è stata allestita per una informale conferenza stampa, con i vertici del progetto a fare da professori, e noi “poveri studenti” a sorbirci una lezione di tecnica motoristica in inglese… l’incubo delle spiegazioni del prof più odiato sono riaffiorate, ma è stata una semplice illusione, perchè è stato interessante conoscere la posizione della casa madre riguardo al progetto, e come questo si è sviluppato.
Per metà anno gli uomini KTM scelti per costruire la 125 totale sono andati in giro per l’Europa ad intervistare sedicenni. La domanda che è stata rivolta a tutti è ovviamente la più logica “come costruiresti la tua 125 perfetta?”. Le risposte sono state varie, ma compattando le singole testimonianze il risultato è stato sintetizzato in “una vera moto, non un giocattolo“. E’ così che i sedicenni la vedono, vogliono una moto vera.
Detto, fatto. KTM ha confezionato una splendida moto in miniatura, un piccolo motore 125 incastonato in un telaio a traliccio di chiara ispirazione 690, con sospensioni anch’esse derivate dalle sorelle maggiori e sviluppate dalla WP. L’estetica tradisce la sua natura da piccola cilindrata. Perchè sia in foto che dal vivo la sensazione è quella di una moto più matura.
I designer hanno lavorato su dettagli come proporzioni di serbatoio e codino, mentre i fari sono giustamente proporzionati alle dimensioni del mezzo, perciò nessun elemento risulta sproporzionato. La strumentazione è una chicca che anche le sorelle maggiori si sognano, tempestata di informazioni comode e sempre utili per il neofita che per la prima volta si trova a contatto con una moto vera.
Un’altro dato non trascurabile che l’indagine di mercato KTM ha rivelato, è di notevole importanza: la perfezione, per i giovani, è naked! La vecchia generazione di smanettoni minorenni, ricordiamo, viveva con il mito dei semimanubri… Dalle prime Honda NS125F e Gilera KZ, fino alle ultime Mito ed RS a 2 tempi, l’icona 125 è sempre stata carenata e cattiva. Il mondo cambia, i motociclisti pure, e il manubrio alto diventa un elemento più modaiolo e intelligente, perchè di sicuro più adatto ad un neofita.
Ma non è tutto, perchè i ragazzini vogliono un rapporto qualità/prezzo elevato… alla faccia dei pischelli, qui ci troviamo con esperti di marketing in erba. Ed eccoli accontentati. La 125 Duke ha le finiture migliori che abbiamo mai visto su una 125. E’ facile paragonarla a una moto più adulta così, perchè elementi come le pedane passeggero, la curata forma dei carte, gli accoppiamenti delle plastiche di serbatoio e faro, e la strumentazione full LCD, fanno invidia anche a tanti prodotti dedicati ai grandi.
Per finire di accontentare gli ormonosi sedicenni, KTM ha confezionato un prodotto giovane, con grafiche accattivanti e personalizzabili tramite la scelta di stickers, un catalogo accessori ricco e i tamarrissimi LED posizionabili sul serbatoio. Il catalogo però non prevede upgrate tecnici al motore. La scelta degli austriaci è quella di far dormire sonni tranquilli ai genitori, e limitare al massimo il tuning meccanico su questo mezzo, che avrà esclusivamente 15 cavalli come dice la legge, non uno di più e non uno di meno.
Tante, troppe volte vediamo di cattivo occhio gli esempi di meccanica 125. Attualmente la legge regolamenta questa cilindrata imponendo una potenza massima di 15CV, un valore irrisorio per i motociclisti navigati, che ricordano con nostalgia i già citati 125 da sparo a 2 tempi, che arrivavano a raggiungere anche i 35CV a regimi altissimi. E’ finita l’epoca delle ottavo di litro da corsa omologate, ma non quello della bella meccanica per ragazzini.
Inedito monocilindrico 4 tempi raffreddato ad acqua, DOHC 4 valvole, azionate da bilancieri. La potenza è ovviamente di 15CV, e i valori di Alesaggio e Corsa sono di 58mm x 47,2mm. L’iniezione è elettronica by Bosch e KTM mentre lo scarico sottomotore è un elemento unico, ancora mai visto di tale fattura e design su una 125.
La cosa che lascia più soddisfatti di questa unità è la regolarità della curva di coppia (anche qui siamo intorno ai 15Nm) che spinge con una progressione che non ci saremmo mai aspettati da un motore così piccolo. La potenza massima si raggiunge piuttosto in alto ( si trova qualche riserva di cavalli fino agli 11.000 giri del limitatore) ma il motore non soffre particolarmente quando apriamo tutto il gas in quinta dal punto più basso del tachimetro; solo in sesta soffre un po’, e riteniamo addirittura superflua la presenza della marcia di riposo in un motore del genere, che in mano nostra - e in quella della maggior parte degli acquirenti pivellini - è sempre a manetta. Ah si, poi beve meno di un canarino, da 2,6 a 3,5l ogni 100km!
Ok, se valutiamo le prestazioni in modo assoluto, va piano, ma questa è la legge e mi pare stupido commentarla, soprattutto quando si tratta di un decreto pienamente condivisibile sulla sicurezza in strada dei giovanissimi. Preferisco definire questo motore come uno di quelli che meglio si esprime all’interno dei paletti che la patente A1 (o la patente B per le auto) impone, ed è un pregio non da poco, un obbiettivo che richiede una fase progettuale e realizzativa molto accurata.
Perchè chi pensa di essere un motociclista troppo navigato per provare delle emozioni in sella ad una moto da 15CV, si sbaglia di grosso. La 125 Duke, ereditando tutta l’esperienza di casa KTM in fatto di moto divertenti, è una vera e propria Fun Bike, un’esperienza che ci ha fatto resettare il cervello facendo affiorare l’ignoranza, nel senso più divertente del termine.
Ed eccolo di nuovo, il ragazzino che è in noi, con il sorriso da un’orecchio all’altro mentre si diverte con stoppies, sgommate, e pirlate varie che solo una ciclistica facile ed equilibrata come questa può far godere a pieno. Il forcellone posteriore è sostenuto da un monoammortizzatore di discrete dimensioni, un elemento WP di ottima qualità ma che abbiamo trovato poco frenato, soprattutto nell’utilizzo più disinvolto a bassa velocità, dove tende ad affondare troppo.
Nessun problema invece per la forcella anteriore, anch’essa WP, da 43mm (grossa come quella della moto del babbo), morbida ma mai fastidiosa negli spostamenti di carico. L’unica volta che sono riuscito a vederla a pacco, è stato mentre scendevamo una scalinata, manco fossimo su una moto da trial… don’t try this at home! Il telaio in traliccio di tubi di discreta sezione dirige l’orchestra, e converte in feedback diretto e sincero quello che gli pneumatici radiali dal disegno sportivo (110/70 all’anteriore e 150/60 al posteriore) incontrano sull’asfalto.
I freni, sono della Brembo, ma sviluppati dalla divisione per mezzi di piccola cilindrata rinominata ByBre. L’impianto anteriore morde un disco da 280mm con una pinza radiale a 4 pistoncini, unica moto 125 ad essere dotata di un tale sistema. Frena agilmente e con grande modulabilità i 118kg complessivi, che con questa ciclistica, sono sufficienti per definire la Duke una autentica moto per principianti. Se ci siamo permessi di fare gli imbecilli, è proprio perchè ci siamo trovati a nostro agio con il prodotto, e la sua facilità è stata ispiratrice.
Papà, mi rivolgo a te, alla persona che firmerà l’assegno di 3.900€ (f.c.) per regalare la prima vera moto a tuo figlio. Con la 125 Duke, sappi che hai in mano una moto formativa per il tuo ragazzi, perchè ricopre perfettamente il ruolo di due ruote facile, agile e non estrema nella guida, un concetto che dovrebbe essere comune a tutte le moto che rientrano nella categoria A1.
Se tuo figlio insiste, e tu hai voglia di farlo contento… se hai voglia di formarlo come motociclista serio ed esperto fin da giovane, e vuoi che cucchi le ragazze della compagnia esattamente come facevi tu con il Malanca con lo scarico aperto, forse non hai scelta migliore sul mercato.
E tu, motociclista in erba… che vedi papà firmare quel pezzo di carta che per te rappresenta un giro infinito al luna park, non gasarti troppo; potresti rimanere offeso se la domenica mattina non trovi la moto in Garage e scopri tuo padre importunare il vicinato facendo le sgumme.
Pregi
- Estetica da grande
- Ciclistica da grande
- Finiture da grande
Difetti
- Mono posteriore troppo sfrenato
- Sound poco coinvolgente
- Assenza di accessori ufficiali per l’update meccanico
svrider
17 mar 2011 - 10:45 - #1se ci infilassero dentro un 400/500 cc con una 40ina di cv, mantenendo i costi accettabili, sarebbe la mia moto perfetta
Perapaul
17 mar 2011 - 11:20 - #2@svrider
IDEM !!!!!!!
hornettista
17 mar 2011 - 11:37 - #3Se non sbaglio non è l’unica ad avere una pinza a 4 pistoncini davanti: l’Rs 125 2T ha un disco da 320 mm con pinza radiale a 4 pistoncini.
Certo però che è una bella moto considerando la componentistica ed i consumi irrisori. Se solo si fossero inventati un’elettronica che attraverso un tasto ti dà 10 cv in più… giracchiare in città a 30 km/l, divertirsi in collina a 15 km/l! :D
hornettista
17 mar 2011 - 11:37 - #4Dimenticavo: finalmente ritornano i 150 al posteriore usati solo da Mito ed Rs! Sono bruttini (anche se utili e adatti, per carità) questi 130 al posteriore…
Il.Petruss
17 mar 2011 - 11:55 - #5Ho 40 anni e quando l’ho vista all’EICMA ho pensato “Voglio tornà bambino!!!”.
Gran bella moto, se uscisse almeno il 250 un pensierino ce lo farei.
the emperor
17 mar 2011 - 14:07 - #6altrove ho letto che a breve questa moto avrà un 350cc sempre prodotto in india ad un costo di poco superiore visto che sfrutterà la stessa ciclistica.
se così fosse potrebbe veramente trovare degli estimatori visto che si sente la voglia di moto più umane ma le case sembrano ancora restie a farle.
Sonico
17 mar 2011 - 20:19 - #7Ottima idea. Se come annunciato arriverà una 250/350 ne venderanno una vagonata: neomotociclisti, commuter che non vogliono uno scooter, motociclisti di ritorno che non vogliono svenarsi e non si sentono piloti SBK, pentiti o redenti dallo scooter. L’unico augurio è che su questo ritorno di cilindrate più piccole le case italiane - che nel settore hanno una lunghissima tradizione - non stiano a guardare. Su, Beta, quel bel 350 da enduro lo potresti “educare” per una motard o naked (oppure aggiorna il già valido l’M4). Vedrei bene Aprilia con una naked/motard con caratteristiche analoghe. Gruppo Piaggio (e non solo), fai suonare la sveglia che’ il sole è già alto!
frap
17 mar 2011 - 20:29 - #8se si potesse portare a 25 cv con kit apposito, già torneremmo a ragionare (livelli di potenza del 1985…ma sarebbero il giusto)
jules
18 mar 2011 - 00:59 - #9“papà”… “figlio”… manco a dirlo, roba da maschi, per cuccare le ragazze… ma uscitevene dal medioevo!
zanflank
18 mar 2011 - 09:51 - #10alla redazione:
“pinze a 4 pistoncini e scarico inediti su una 125″
DERBI GPR125 4T
enjoyash
19 mar 2011 - 11:50 - #11perchè avete cancellato il mio commento n. 1? perchè trovo che faccia sorridere una pinza radiale su un disco singolo giusto per far scena? e poi lasciate centinaia di migliaia di insulti da anonimi troll? complimenti per la moderazione
Zorro_81
22 mar 2011 - 01:59 - #12Veramente bella!… Adoro questi diabolici austriaci.
C’è estetica e tecnica, sarebbe un’ottima base per una media cilindrata (una via di mezzo tra 125 e 690) come non se ne vedono da anni.